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All’’istituto Tecnico Aeronautico” Fabio Besta” incontri con Stefano Ricca

 

Ragusa, 12 aprile 2017 – Hacker day all’istituto “Fabio Besta” di Ragusa alla presenza di esperti del settore informatico, della preside Antonella Rosa e degli studenti delle classi quarte e quinte programmatori, nonché di alcune classi dell’Istituto Ferraris. 

Un percorso di formazione per i ragazzi nell’ambito della sicurezza voluto dal dottor Stefano Ricca, amministratore delegato della “RiccaIT” e dalla preside Rosa per insegnare loro a capire certi meccanismi per potersi difendere dagli attacchi degli hackers. Un corso che si è sviluppato in 5 incontri in cui gli studenti per prima cosa hanno imparato anche i segreti per violare il sistema.

«Noi - ha detto Ricca - non stiamo cercando di insegnare ai ragazzi di essere dei criminali ma insegniamo a capire per potersi difendere.  Nell’ambito del sistema informativo hanno fatto 5 incontri in cui abbiamo avuto un corso motivazionale, uno legato alle modalità di attacco e le tecniche di difesa e altri due in cui si è centrata maggiormente l’attenzione sulle tecniche di attacco. I ragazzi hanno avuto per un paio di settimane un ambiente virtuale su internet predisposto a poter essere violato. Con mia grande sorpresa - ha sottolineato Stefano Ricca-ho constatato che due ragazzi sono riusciti a violare due sistemi informativi creati apposta per potersi esercitare. Questo vuol dire che a volte noi immaginiamo che gli hacker siano delle persone strane e lontane mille miglia da noi ma invece possiamo anche averle sotto casa.

Capiamo benissimo che la sicurezza è prima di ogni cosa cultura e poi un problema tecnico. Questo significa che ogni volta che ci troviamo davanti ad un sistema informativo quale anche un cellulare, dobbiamo approcciarli con la giusta cura e dobbiamo essere attenti a dove ci colleghiamo. Questo è stato insegnato ai ragazzi del “Besta” e del “Ferraris” che domani si troveranno a lavorare all’interno di alcune imprese in cui la sicurezza è la principale arma per difendersi dagli hacker.  Grande l’interessamento degli studenti partecipanti che da febbraio ad intervalli settimanali sono rimasti a scuola dopo aver trascorso sei ore sui banchi per le materie curriculari. “I ragazzi sono stati sempre fantastici e silenziosi- ha detto Ricca- il loro impegno è encomiabile».

 

 Il dubbio però c’ è: non rischiamo di immettere sul “mercato” nuovi hackers?

«Affatto - ha risposto Ricca- se leggiamo alcuni articoli pubblicati ultimamente anche da Repubblica, ci accorgiamo che c’è una  nuova crescita della cyber security e ultimamente queste genere di persone sono molto ricercate: si deve saper violare per diventare una persona che deve lavorare per la sicurezza Ai ragazzi diamo un orientamento per poter trovare in futuro dei nuovi lavori. Qui abbiamo dei ragazzi dalla faccia pulita e dubito possano diventare dei delinquenti».

  Le maggiore truffe per tutti coloro che si trovano ad avere a che fare con un sistema informativo sono quelle legate al furto di identità, a falsi d’autore, a mail ingannevoli, a richieste di riscatto, a un logo contraffatto (come per esempio quello di un istituto di credito o una società di commercio). Mai fornire, in ogni caso, i nostri dati riservati quali numero di carta di credito, password di accesso a servizi vari.  

 

Giovannella Galliano

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