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L’artista espone  con “Atemporale” fino al 3 giugno

 

Ragusa, 18 maggio 2018 – A Palazzo Zacco la mostra del maestro Franco Fratantonio “Atemporale”, un’antologica che inizia dal 1987 ad oggi.

Acquerelli, oli e pastelli in cui è possibile individuare l’evoluzione artistica di Franco Fratantonio sia per i temi trattati che per la tecnica usata piuttosto che il colore. Alcune opere dell’esordio al liceo artistico e all’Accademia di Brera aprono il percorso antologico di questa mostra il cui percorso visivo, però,  comincia dagli ammezzati di palazzo Zacco in cui è possibile assistere a dei video che faranno parte poi di alcune opere dell’artista. Nei saloni principali il percorso detta gli anni artistici di Fratantonio.

Si inizia con la prima sala: Qui opere espressioniste, dove l’artista è all’interno dello studio e opera con una riflessione sull’uomo, riflessioni anche sui contenuti dei giornali, sulla lettura (Guerra nei Balcani per esempio). Temi esistenziali che portano a riflettere sulla condizione di vita dell’uomo, legati molto alla gioventù.

Poi l’antologica conduce il fruitore in un’altra sala in cui è evidente che l’artista “esce fuori” e incomincia a vedere la realtà che lo circonda: il paesaggio urbano, espresso però con il colore, con rappresentazioni di alberi ( opera “DUE” per esempio) in cui si nota l’alternanza della luce.  Si attraversano le sale e si incontra un altro tema caro all’artista: il tema dell’armadio in cui si notano le due linee che si incrociano e quindi evidente è la simbologia della croce.

“Gli armadi fanno parte della nostra tradizione cristiana – ha detto Fratantonio –  qui vediamo l’orizzonte( linea femminile)  e la verticalità ( linea maschile) quindi la genesi della vita.”

Il percorso artistico di Fratantonio con gli anni pone la sua attenzione  sulla parola che entra dentro l’immagine ed è  qui che si inserisce l’opera della  casa con la poesia di Quasimodo “Ed è subito sera”. È un linguaggio estratto dalla poesia.

Tra le opere inedite si notano quelle sulla casa, in particolare “La croce cosmica”, con cui l’artista ha vinto il Premio di pittura all’Accademia. Ci imbattiamo poi in un altro tema caro all’artista, ovvero il tema dell’occhio che esce fuori da una esperienza spirituale vissuta in aereo di ritorno da Milano. 

Tutto il tema verrà infatti svolto dall’artista in varie opere tra cui quella della genesi. Il tema della poesia nell’opera, che l’ha accompagnato fin dagli inizi degli anni 2000, segna anche il ritorno dell’artista da Milano a Modica. Sono opere che portano i titoli di “Acqua chiusa”, “Uguale raggio”, “Ed è subito sera” ed alte poesie note. È qui che notiamo come è la parola che entra nello spazio pittorico e diventa parte integrante dell’opera. Segue il periodo dei frame, tratti dal film “Caos” dei fratelli Taviani, in cui la scena della giara è vista in tre sequenze; poi alcune opere i cui frame sono ricavati da video realizzati dallo stesso artista: uno è sulla poesia di Riccardo Emmolo , “Pozzo Paradiso” di cui Fratantonio ha  ricavato delle bellissime immagini. Dal video “Salvataggio” le sequenze per altre opere che hanno riscosso parecchi premi e consensi della critica; Ossidiana, invece,  è  dedicato al poeta Ruccio Carbone, nativo di Lipari,  di cui l’Artista ha realizzato un video e ricavato altri frame in pittura. È evidente che dal dato tecnico e innovativo, che è il video, poi Fratantonio ritorna a fare l’artista con i suoi pennelli e con i suoi colori. Nell’arte di Fratantonio anche le opere dedicate alla famiglia hanno un tocco particolare che le caratterizza fra tutte: la “Maternità”, per esempio, presa dalla Pala di San Cassiano di Antonello da Messina, raffigura la moglie e la figlia, soggetti principali e modelli, su un pattino in riva al mare. Il tutto incastonato in una pala per consacrarne la sacralità.  

All’ultimo periodo appartengono le cosiddette “Visioni” le cui opere di un anno sono tutte numerate e lo stesso quelle dell’anno successivo ma tutte portano lo stesso titolo, appunto “Visioni”. Il percorso si chiude con “Atemporale 01”, un autoritratto dell’artista piccolo su un cavallo a dondolo. “Un’opera premonitrice - ha detto- l’artista- In questa immagine c’è scritta tutta la mia storia. L’immagine rivolge lo sguardo verso il fruitore, la mano protesa come un cavaliere vero e altri particolari che rimandano alla mia vita”.

E il curatore della mostra, il critico d’arte Andrea Guastella, ha dedicato bellissime pagine alle opere di Fratantonio concludendo i suoi scritti così: “Sin dai primi lavori, contaminazioni di astrattismo e figura sulle orme di Mondrian e di Kandinskij, l’arte di Franco è, per l’appunto, l’impresa impossibile di chi cerca di racchiudere il mare in uno specchio, il cielo in una stanza, il verde di un prato nel grigiore di un soggiorno. Una terra promessa si apre all’orizzonte, c’è un porto sepolto che ci attende e un raggio di sole si appresta a trafiggerci sul cuore della terra. Nei mari e nei cieli di Franco Fratantonio la chiave per trovarli”.

Giovannella Galliano

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La mostra rimarrà aperta fino al 3 giugno 2018 negli orari di apertura del museo, Civica Raccolta “C. Cappello”, Palazzo Zacco, via San Vito 158, Ragusa.


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