Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. 

Info: Garante per la Privacy

Libri

Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva

Il romanzo di Giovanni Occhipinti sarà presentato al Centro studi "F. Rossitto"

 

Ragusa, 7 Ottobre 2017 – L’onorevole Giorgio Chessari, nella qualità di presidente del Centro Studi “Feliciano Rossitto”, comunica che venerdì 20 ottobre 2017, alle ore 17.30, presso la sala conferenze dello stesso Centro studi (Via Ettore Majorana, 5), Carmelo Arezzo e Giuseppe Nativo presenteranno il nuovo romanzo di Giovanni Occhipinti, “Mare con Mare” (Bonaccorso editore, Verona, 2017, pp. 187; finalista, da inedito, al Premio Neri Pozza, 2013).

Alla fine della serata interverrà l’autore. 

 

Tra cronaca e storia, il romanzo rievoca il perpetuarsi del destino errabondo dei popoli del Mediterraneo, sia pure nella parvenza di una favola ingenua e triste, di bontà e di cattiveria, calata nel dramma della vita. La narrazione è costruita in una prosa dai tratti espressionistici e realistico-magici, mentre dialoghi e monologhi si avvalgono in prevalenza di inflessioni popolari attraverso un lessico dialettale (sicilianismi) qualche volta arcaico, affidato a un procedimento anche iterativo (effetto-eco) della parola che accende il “parlato”.

Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva

Non è da ora che Vito Campo si cimenta nella scrittura, poetica e narrativa, anche attraverso l'esercizio di un gusto estetico ampiamente sperimentato nell'uso dell'obiettivo. E dunque, un occhio attento ai colori, alle ombre e alle sfumature del paesaggio ha a che fare anche con una mente creativa attenta all'uso delle immagini già nell'amnio della parola, il verbum che diviene Parola, la parola con la quale si può costruire l'edificio narrativo che si sviluppa e si regge sul linguaggio.

Mi riferisco al suo recente Quattro racconti (Operaincertalibri, 2016), un libro appunto di racconti che si leggono con avvinto interesse anche per la piacevole sorpresa di averci fatto scoprire un autore che è già un promettente nostro compagno di strada e soprattutto un lettore, cui non sfugge l'importanza, in letteratura, di elevare la propria opera sull'altare della cultura: è questo che consacra un'opera e le dà dignità letteraria.

Per scendere nei particolari, egli sa bene come imprimere un andamento diaristico alla sua prosa per meglio vivere la suggestione dei ricordi attraverso personaggi del suo passato. E infatti, nel riepilogo di un'amicizia, nella rivisitazione e il recupero della dimensione dell'infanzia e dell'adolescenza, ma anche dell'età adulta, Vito Campo tenta recuperi autobiografici con una levità della parola che sorprende ed entusiasma il lettore, soprattutto quando descrive la luce, la sua vividezza e le sue opacità, le dissolvenze nelle sfumature, allo scopo di creare atmosfere, stati d'animo, emozioni. Qui, le sequenze più significative ed espressivamente ed espressionisticamente congegnate a tutto vantaggio di un linguaggio che dà la misura della maturità dell'autore, il quale, qua e là, si fa perdonare qualche inciampo nel descrittivismo compiaciuto, forse spinto dalla vis emotiva da cui origina la sua sensualità. Non per questo egli si fa prendere la mano dalla prolissità, essendo la struttura dei racconti attenta all'equilibrio e ai tempi del suo narrare.

Giovanni Occhipinti

 

 

Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva

Rodolfo Di Biasio e Giovanni Occhipinti

Conversazione al telefono

 

Domande:

-1) Libro difficile questo tuo "Mare con mare" (Narrativa Bonaccorso – Verona, 2017). Quale il filo rosso che il lettore deve seguire per giungerne al cuore?

-2) E’ giusto dire che il tuo romanzo affronta la tragedia, la sofferenza della storia e nello stesso tempo è racconto visionario aperto alla speranza?

-3) Tu è il protagonista del racconto. Personaggio misterioso e intenso, insieme ingenuo e capace di porsi le grandi domande della vita nella sua ricerca di Dio. Ma chi è Tu

Risposte:

Se mi consenti, Rodolfo, riunisco in un unico discorso le risposte alle tue tre domande, che si integrano là dove affrontano il tema del mistero dell'eternità e della sofferenza dell'uomo della terra, quali che siano il colore della pelle, la civiltà, la storia, il credo religioso. 

"Libro difficile", dici? Sì, Mare con mare, (Narrativa Bonaccorso, 2017) apre le sue pagine ai lettori, disvelandosi e velandosi via via che il protagonista Tu entra nella loro vita, rendendoli partecipi delle proprie emozioni, dei propri sentimenti e problemi e soprattutto degli accadimenti insoliti (soprannaturali?), disperati e infelici, ma sempre ispiratori di sentimenti e di gesti edificanti anche quando riguardino la miseria e la cattiveria o l'indifferenza degli uomini che feriscono gli indifesi e i deboli.

Tra favola e dramma, Tu ci fa riflettere sulla sofferenza dei derelitti e degli oppressi, ma nello stesso tempo sulla forza della bontà e della fede nel Dio degli uomini, nel quale egli crede e che ricerca come in un sogno -o in una favola-, una sorta di realtà incantata, per parlargli e sfogarsi, come accade a certi personaggi vetero-testamentari e allo stesso Cristo, che grida nello spasimo il suo dolore per essere stato "abbandonato" alla tortura infame della crocifissione. In altri termini, l'immigrato Tu, dalla facies "bivalente" - nera e bianca - è gli uomini che soffrono l'afflizione della terrestrità: umiliazioni, persecuzioni e maltrattamenti, privazioni; e quanto più egli ne è vittima, tanto più si eleva nello spirito, ricercando il Dio del dolore, della sofferenza e del perdono.

Dunque, il "filo rosso", come tu dici, bisogna districarlo dall'intricato gomitolo esistenziale e terragno e servirsene come guida per uscire dal labirinto della malvagità o dell'indifferenza e ritrovare in Lui - Dio! - la condizione definitiva ed eterna della vita -Oltre! Non fa forse pensare la fine di Tu, il quale inspiegabilmente viene trovato morto ai piedi di una Croce, su cui si era arrampicato, forse per sfidarne la storia nella quale convivono malvagità e redenzione o forse per autocrocefiggersi? Dunque, è a una doppia lettura che va sottoposto il romanzo: quella che riguarda l'aspetto della favola e l'altra del dramma dell'umanità tradita e divisa, offesa e perseguitata, che spera in un intervento divino. Negato su questa terra. O forse non compreso? L'uomo muore, soffrendo su questo nostro mondo la propria impotenza a comprendere il mistero dell'esistenza e della redenzione. 

Sì, certo: la visionarietà, come tu osservi, caro Rodolfo, concepisce la tragedia, ma non per questo ignora il respiro della speranza né le sue promesse, a dispetto degli inganni della Storia.

Nella sua doppiezza o ambiguità, l'uomo Tu resta legato a un filo invisibile che conduce al mistero della trascendenza e si spezza quando egli, ad similitudinem Christi, sfida l'atrocità del patibolo della Croce.

C'è poi un altro aspetto che non va perso di vista. Mare con mare, tra cronaca e storia, rievoca il perpetuarsi del destino errabondo dei popoli del Mediterraneo, sia pure nella parvenza di una favola ingenua e triste, di bontà e di cattiveria, calata nel dramma perenne della vita, senza mai perdere di vista il mistero del Cielo. 

Giovanni Occhipinti

 

Cenni biografici 

Rodolfo Di Biasio (Ventosa, 1937)

Poeta, scrittore e saggista italiano. Dal 1969 al 1982 è stato direttore responsabile delle riviste nazionali “L’Argine Letterario” e “Rapporti”, nel cui comitato direttivo compaiono anche Giorgio Barberi Squarotti, Emerico Giachery, Giuliano Manacorda e Walter Mauro. Dal 1978 al 1999 la RAI ha trasmesso serie di suoi sceneggiati di argomento storico-letterario nelle trasmissioni radiofoniche Il Paginone e Lampi dirette da Giuseppe Neri.Sue poesie sono state tradotte anche in Grecia e in Russia. Considerato da molti un modello di scrittore autonomo rispetto alla potente editoria del nord, Rodolfo Di Biasio ha visto la sua opera analizzata dai migliori critici accademici e militanti del periodo 1970-2000.Di Biasio rappresenta il vertice di una scrittura poetica e narrativa che ha saputo imporsi nonostante il passare delle mode, delle neoavanguardie, attirando su di sé l’ammirata attenzione critica di maestri come Alvaro Valentini, Giuliano Manacorda, Giorgio Barberi Squarotti, Francesco De Nicola.

Giovanni Occhipinti è nato a Santa Croce Camerina nel 1936, ma vive a Ragusa dove ha insegnato presso l’Istituto di pena del capoluogo e alle “Elementari”, chiudendo la carriera da docente di scrittura creativa presso gli Istituti medi e superiori. È poeta, narratore e critico letterario. La sua poesia è stata tradotta in U.S.A., Romania, Croazia, Lussemburgo, Spagna, Olanda, Gran Bretagna, Grecia, Colombia, Portogallo e Messico. Tra le opere di poesia: Il giuoco demente (Rebellato, 1975; premio “Alte Ceccato-Montecchio Maggiore” 1975); Il cantastorie dell’Apocalissi (Sciascia, 1985; selezione al premio “Viareggio”, 1985); Lo stigma del verso (Bastogi, 1990; premio “Varese”, 1990); Rime nel museo delle cere (Scheiwiller, 1991); Dialogo con le comete (Sciascia, 2005, premio “Sabaudia”, 2006); Elegia del frammento (Edizioni Feeria, 2013); Epigraffi, tre scherzi e una pasquinata, con una monodìa per Giovanni (Casa editrice Kimerik, 2015).Tra le pubblicazioni di narrativa: Favola di una emarginazione volontaria (Rebellato, 1978; selezione al premio “Viareggio” 1978); Un rapporto postumo (Cappelli, 1986; premio Cipraea-Piano di Sorrento, 1987); Lo scarabeo d’avorio (Rubbettino,1994; premio internazionale dei “Due mari”, 1994); Delirio di un vagabondo (S.E.I., premio “Assisi”, 1996); Giustificati nel suo sangue (Marsilio, 2000); Incontrare il tempo, (Salvatore Sciascia editore, 2103). Mare con mare (Bonaccorso editore, Verona, 2017, pp. 187; finalista, da inedito, al Premio Neri Pozza, 2013; presente alla Fiera dell’editoria italiana a Milano Rho dal 19 al 23 aprile 2017). Occhipinti è stato insignito del premio “Presidenza del Consiglio”, 1976 e del premio “Pirandello”, 2011.

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Scicli, 23 agosto 2017 – Si concludono in (grande) bellezza le “Conversazioni a Scicli″ del “Brancati”: Venerdì  25 alle 21,00 “Serata Caravaggio” al torrente Aleardi: Paolo Nifosì intervisterà gli autori del libro “Dilemma Caravaggio”, Fabrizio Antonelli e Lucia Della Giovampaola. Nell’occasione si terrà la proiezione in formato gigante delle principali opere del Merisi. Raffaele La Capria ha affermato: “Gli autori di questi scritti sono del tutto autonomi, come se per primi avessero aperto gli occhi sui quadri di cui parlano, e nessuno prima di loro lo avesse fatto. E così i rapporti, le connessioni, le scoperte che essi fanno sono insieme ‘tecniche’ e ‘immaginifiche’. Essi usano l’azzardo con disinvoltura”.

Domenica 27 alle ore 21,00 al torrente Aleardi l’ospite sarà il dott. Sandro Franchini, autore del saggio “Quando cultura e politica salvarono Venezia”, saggio dedicato alla figura di Giacomo Boni, che, legato alla sensibilità e alla cultura della conservazione di cui John Ruskin fu uno dei massimi esponenti, intervenne attivamente nel vivace dibattito che tra Otto e Novecento oppose quanti volevano operare rivoluzionarie trasformazioni al tessuto urbanistico veneziano, compresa la costruzione di più ponti per congiungere la città storica alla terraferma, per renderla il più possibile «una città come le altre», a quanti - come Pompeo Molmenti e Camillo Boito - volevano invece conservarne la specificità urbanistica e il carattere di insularità. L’incontro sarà condotto da Franco Causarano e Paolo Nifosì.

Ingresso libero.

È rinviata invece a data da destinarsi la conversazione con Lisa Sforza già prevista per sabato 26. 

Giuseppe Pitrolo

Leggi tutto: Le Conversazioni a Scicli del Brancati terminano con Caravaggio e Venezia

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Scicli 30 luglio 2017 – Continuano le “Conversazioni a Scicli” del “Brancati”: Martedì 1 Agosto alle 21.30 in via Aleardi (Scicli) Marco Causarano dialoga con NINO AMADORE («Il Sole 24 ore»), che ne “Il mutamento. Davvero le mafie hanno cambiato pelle?” ha analizzato la criminalità organizzata di questi anni. 

Lunedì 7 Agosto alle 21.30 PIETRANGELO BUTTAFUOCO col suo “I baci sono definitivi” ci farà emozionare e riflettere dialogando con Giuseppe Pitrolo. Ogni giorno Buttafuoco – col suo zaino  da pendolare, con il suo ufficio sulle spalle – lascia  la luce e scende nel buio della metropolitana. Entra nel vagone e si ritrova dentro un incantesimo. Ruba le storie della vita dei pendolari e ne fa cunto. Tutte le mattine il viaggio sotterraneo gli regala una nota per il suo quaderno: incontri straordinari, storie d’innamorati, struggenti malìe, canzoni, dediche  ed epiche vissute tra i sedili, i corrimani, le scale mobili e i nodi delle stazioni della metropolitana. Reticoli che si dipanano poi nel groviglio seducente di transiti ferroviari, navigazioni, viaggi in automobile o passeggiate lungo strade di un mondo svelato agli occhi dell’immaginazione. Esercizi di osservazione destinati al taccuino, messe in scena che diventano preghiere, realtà strappate alle quotidianità per svelare la verità della poesia. Tutto si mostra in un solo istante per durare poi un’eternità.

Mercoledì 09 Agosto alle 21.30 sarà la volta di ADRIANO PADUA, che con “Still life” – conversando con Pitrolo - ci introdurrà alla poesia in forma di rap. “Padua costruisce i versi con pulizia, con fantasia, tra il dire e il non dire, tra rime nascoste, rime palesi, rime interne, parole che suonano vicine, si chiamano di lettera in lettera. Mi viene in mente una cosa che mi è capitata di dire molte volte sulle poesie lette in pubblico, sulla poesia orale, sul modo in cui si possa e si debba leggere, e cioè che poesie belle come quelle di Adriano Padua giustificano l’uscita di casa per ascoltarle in una bella serata, con i musicisti che lo accompagnano, ma non rimangono lì, non sono finite lì davanti al microfono, dopo l’applauso, ma continuano, te le puoi portare a casa, te le puoi reinventare” (Gianni Montieri).

Domenica 13 Agosto, alle 21.30, LORENZO MANENTI con “La quarta sponda” ci parlerà degli italiani in Libia.

Giovedì 17 Agosto alle 21.30 FILIPPO NICOSIA col romanzo “Un’invincibile estate” ci parlerà di un romanzo di formazione.

Domenica 20 Agosto, alle 21.30, il giornalista GAETANO SAVATTERI ci provocherà col saggio “Non c’è più la Sicilia di una volta”.

Sabato 26 Agosto alle 21.00 incontro con la “nuova sciclitana” LISA SFORZA, che con “Ceylon colomba verde” ha unito sogno, viaggio, poesia e immagini.

Domenica 27 Agosto alle 21.00 il “nuovo sciclitano” (o “foresto”) SANDRO FRANCHINI ci parlerà di “Quando politica e cultura salvarono Venezia”.

 

Tutti gli incontri sono condotti da Giuseppe Pitrolo, tranne quello con Amadore, a cura di Marco Causarano, e quello con Franchini, a cura di Franco Causarano e Paolo Nifosì. 

Non è previsto un biglietto.

Leggi tutto: Amadore, Buttafuoco, Padua e altri alle Conversazioni del Brancati

Altri articoli...

 

Lo scopo di un'opera onesta è semplice e chiaro: far pensare. Far pensare il lettore, lui malgrado

Paul Valéry