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Scicli, 7 aprile 2017 – Dopo l’exploit con Silvana Grasso, continua la “Primavera donna” del “Brancati” (via Aleardi, 18, Scicli).

Domenica 9 Aprile alle 19 Giuseppe Pitrolo dialogherà con la poetessa Silvana Giliberto, nata a Ragusa, dove insegna Inglese al Liceo Vico. Ama i viaggi e l’arte.

A Scicli presenterà “Delete Ubris” (cancellate la tracotanza), un appello risoluto, fermo, severo e profondo dove la classicità è comunicazione. I temi del libro sono l’Amore, il trascorrere del Tempo, la Solidarietà, l’Indifferenza sociale, la Contemplazione Naturalistica, l’Acqua, la Luna, la Libertà.

La Giliberto guarda alla normalità della quotidianità con un animo attento a leggere la gioia, la passione e il dolore cosmico, vissuto in chiave “eschilea”. Definisce la sua una “poesia da trincea, o di rottura” per la passione e il coinvolgimento che vi ha traghettato dentro, un corpo a corpo che le parole provocano attraverso immagini che evocano l’emozione, intrise di una inaspettata sensualità, dentro la musicalità del verso.

 

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Domenica 7 Maggio altro incontro, con Marilina Giaquinta.

Marilina Giaquinta è nata a Catania dove vive e lavora come dirigente presso la Questura. Coltiva da sempre la passione per la letteratura e l'arte. Ha pubblicato la raccolta di poesie “Il passo svelto dell’amore” (2014) e i racconti “L’amore non sta in piedi” (2015). A Scicli presenterà in anteprima i racconti “Malanotte”. 

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Nella sede del Movimento si possono ancora ammirare i quadri di Letizia Costanzo e Irene Puglisi

 

G. P.

 

 

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Il titolo della raccolta di poesie è DELETE ‘’YBRIS, 

Autore Silvana Giliberto, 

Casa Editrice: Kimerik, 

Data di pubblicazione: Gennaio 2017

 

Lettura  a cura dell’attore: Cristiano Marzio Penna

 

Il titolo si compone di due termini, uno Latino - DELETE - e uno greco - ‘’YBRIS - che tradotto in italiano suona: “CANCELLATE la TRACOTANZA”, tema che evoca una certa attualità. 

Il testo si compone di una raccolta di 40 poesie, organizzate in 10 sezioni,

 

La lettura viene preceduta da una premessa della Casa Editrice e una Prefazione accuratamente tecnica, curata dalla Prof.ssa Lucrezia Dibartolo, docente di Lingua e Letteratura Latina e Greca, presso il Liceo Classico Platone di Palazzolo Acreide, provincia di Siracusa. 

 

Le sezioni sono riunite per tema e denominate come fossero affreschi, da cui risulta chiaro l’intento evocativo dell’autrice, che vuole comunicare il suo messaggio  attraverso le immagini suggerite dalle parole. 

 

Silvana Giliberto è nata a Ragusa da genitori originari di Palazzolo Acreide, splendido gioiello greco-barocco in provincia di Siracusa. Studi classici, laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne, e insegna al Liceo G.B. Vico di Ragusa.

Amante dei viaggi, di tutte le Letterature Europee, della Filosofia e dell’Arte, già dai tempi dell’università si è accostata alla Psicologia della Gestalt e al Buddismo.

 

Formazione e influeze

William Butler Yeats, Marguerite Yourcenar, Robert Musil Fëdor Dostoevskij, Roland Barthes, James Joyce e ancora Erick Fromm e Sheldon Kopp e Daisaku Ikeda. L’amore per il mare e per le spiagge di Donnalucata, sulla costiera ragusana, sono state fonte di ispirazione pittorica, fino a spingerla, dopo un lungo periodo vissuto fra Londra e Torino, al rientro in Sicilia. “Un’isolana non riesce a vivere se non in un’isola, e la Sicilia è l’isola per eccellenza”, testimonia ella stessa, personalità eclettica e solare, ma schiva e solitaria al tempo stesso. 

 

I Temi e la poetica

Temi centrali della sua poetica sono i frequenti richiami che accompagnano i temi dell’Amore, del trascorrere del Tempo, della Solidarietà, dell’Indifferenza sociale, insieme alla Contemplazione Naturalistica, come l’Acqua, elemento essenziale alla vita e la Luna.

Il tema della Libertà, valore aggiunto all’essere “un’intellettuale, donna per di più, del Sud dell’Italia”.

Ulteriore peculiarità si rasenta nella sensibilità di guardare alla normalità della quotidianità, con un animo estremamente attento a leggere la gioia, la passione e il dolore cosmico, vissuto quest’ultimo in chiave “eschilea”.

La poesia e la pittura, definite “catartiche”, sono un importante aggancio alla realtà contemporanea. Ama definire la sua come “poesia da trincea, o di rottura” per la passione e il coinvolgimento che vi ha traghettato dentro, un corpo a corpo che le parole provocano attraverso immagini che evocano l’emozione, intrise di una inaspettata sensualità, dentro la musicalità del verso. 

 

Verranno lette le seguenti poesie:

Kosovo e Kronos

I bambini di Aleppo

Harem

Rosa del deserto

Nike di Samotracia

Sogni di gloria / ho danzato

Devi sorgere o Luna /sei tornata o Luna

Quel verde che l’onde del mare…

Non riparto amati luoghi

Deianira

Elogio alla burocratica mondanità

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