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Libri

Autore: Carlo Ruta
Editore: Edizioni di Storia e studi sociali
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Ragusa, 14 gennaio 2019 – Il libro di Carlo Ruta "Teoderico - il re barbaro che immaginò l'Italia" (Edizioni di Storia e studi sociali) sarà presentato a Ragusa il 22 gennaio 2019 (ore 17:30), presso la Libreria Paolino (Corso Vittorio Veneto 144).

Con l'autore (saggista e storico) dialogherà l'archeologo Giovanni Distefano (Università della Calabria).

Introdurrà Enzo Piazzese, consigliere nazionale Archeoclub d'Italia.

Autore: Carlo Ruta
Editore: Edizioni di Storia e Studi Sociali
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Siracusa, 14 gennaio 2019 – Il 7 febbraio (alle ore 18) a Siracusa (presso Casa del libro Mascali, in Via Maestranza 22) sarà presentato il libro "Teoderico - Il re barbaro che immaginò l'Italia" (Edizioni di Storia e Studi Sociali).
Il dr. Lorenzo Guzzardi (direttore del Polo regionale di Siracusa per i siti culturali) ne parlerà con l'autore, lo storico e saggista Carlo Ruta.

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Siracusa, 9 gennaio 2019 – Il polo regionale di Siracusa per i siti culturali, venerdì 11 gennaio 2019 alle ore 17.30 presso la Casa museo Antonino Uccello di Palazzolo Acreide (via Machiavelli 19) presenterà il volume "Piante spontanee alimentari in Sicilia - Guida di fitoalimurgia", di Fabio Morreale.

Interverranno: il Dirigente della Casa museo regionale Antonino Uccello di Palazzolo Acreide Arch. Salvatore Cancemi, il Direttore del Polo regionale di Siracusa per i siti culturali - Galleria regionale di Palazzo Bellomo Dott. Lorenzo Guzzardi, il fondatore del museo “I luoghi del lavoro contadino”, Rosario Acquaviva e Salvatore Gallo, sindaco di Palazzolo Acreide.

Autore: Santino Alessandro Cugno
Editore: BAR
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Venerdì 28 Dicembre 2018 nell’aula consiliare del Comune di Canicattini Bagni la presentazione del libro dell’archeologo canicattinese Santino Alessandro Cugno “Patrimonio Culturale, Paesaggi e Personaggi dell’altopiano ibleo. Scritti di archeologia e museologia della Sicilia sud-orientale” (British Archaeological Reports, Oxford 2017)

 

Canicattini Bagni, 28 dicembre 2018 – Si presenta Venerdì 28 Dicembre 2018, alle ore 17:00, nell’aula consiliare del Comune di Canicattini Bagni, il libro dell’archeologo canicattinese Santino Alessandro Cugno, “Patrimonio Culturale, Paesaggi e Personaggi dell’altopiano ibleo. Scritti di archeologia e museologia della Sicilia sud-orientale” (British Archaeological Reports, Oxford 2017).

All’appuntamento, coordinato da Salvatore Mozzicato, Presidente dell’Associazione “Gli Amici della Voce di Canicattini”, organizzatrice dell’evento con il patrocinio del Comune di Canicattini Bagni, della Fondazione “Giuseppe e Santi Luigi Agnello”, e della Società Siracusana di Storia Patria, interverranno:

Marilena Miceli, Sindaco di Canicattini Bagni;

Loretta Barbagallo, Assessore alla Cultura e al Turismo;

Sebastiano Amato, Presidente “Società Siracusana di Storia Patria”;

Vincenzo Ficara, “Amici della Voce” e “Fondazione G. e S. L. Agnello”;

Vittorio Rizzone, Docente di Greco biblico e Archeologia Cristiana “Facoltà Teologica di Sicilia”;

Santino Alessandro Cugno, Autore del libro e Funzionario Archeologo del MIBAC.

 

Il volume (171 pagine in italiano con abstract in inglese, 118 figure in bianco e nero, 28 tavole in bianco e nero e a colori), con la prefazione di Lorenzo Guzzardi, Direttore della Galleria Bellomo e del Polo Regionale di Siracusa per i siti culturali,  raccoglie per la prima volta una serie di saggi, alcuni del tutto inediti, altri già pubblicati ma ampiamente rielaborati e aggiornati grazie a numerosi approfondimenti e ad una documentazione appositamente realizzata, il cui principale filo conduttore è rappresentato dal rapporto profondo ed osmotico che unisce il patrimonio culturale dell’altopiano ibleo, le realtà museali locali e il paesaggio.

 

Santino Alessandro Cugno (Siracusa 1981)

è Funzionario Archeologo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, presso il Parco Archeologico dell’Appia Antica. Laureato con lode in Archeologia all’Università di Pisa (2007), ha conseguito il Master di II livello in Tutela, Valorizzazione e Promozione dei BB.CC.AA. all’Università di Catania (2008), il Corso di Alta Formazione e Specializzazione in Beni Culturali alla Scuola Normale Superiore di Pisa (2010) ed è specializzato in Archeologia Tardoantica e Medievale presso la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università di Firenze (2014). È  stato cultore della materia in Archeologia Classica presso l’Università Kore di Enna ed è socio del Comitato Giovani Unesco, della Società degli Archeologi Medievisti Italiani (SAMI) e della Società Siracusana di Storia Patria. Ha preso parte a ricognizioni, scavi e attività culturali organizzate dalle Università di Pisa e di Catania, al progetto di rilievo “Le mura di Dionigi I di Siracusa” (2010) dell’Istituto Archeologico Germanico di Roma, alle campagne di scavi ad Akrai (2012) dell’Istituto Archeologico di Varsavia e a Kasmenai (2016) dell’Università di Catania e della Soprintendenza di Siracusa. Ha inoltre collaborato con la Soprintendenza BB.CC.AA. di Siracusa e della Toscana (sede di Pisa) e col Museo Archeologico Regionale “Paolo Orsi”. Ha partecipato, come relatore, a convegni nazionali ed internazionali ed è autore di due monografie (British Archaeological Reports, Oxford) e di numerosi saggi scientifici e divulgativi sui beni culturali della Sicilia sud-orientale.

 

 

Allegati:
Scarica questo file (cugno-canicattini.pdf)Patrimonio culturale iblei. Presentazione a Canicattini[Patrimonio Culturale, Paesaggi e Personaggi dell’altopiano ibleo. Scritti di archeologia e museologia della Sicilia sud-orientale]1926 kB

Autore: Susanna Valpreda
Editore: Bonanno

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Sikelia, la Sicilia bizantina di Susanna Valpreda

“Quando elaborai il testo della mia tesi di laurea, mi accorsi che era un po’ anomala. Le argomentazioni intraprese non si occupavano solo di arte, ma di tutti gli aspetti della presenza bizantina (storia, lingua, cultura, letteratura, architettura, monetazione) nella Sicilia orientale dei secoli VI-XII”. Inizia così l’incontro con Susanna Valpreda che nel 1996 consegue la laurea in Lettere moderne all’Università di Padova.

È stata forse una delle prime studiose ad intraprendere questa tematica il cui ambito risulterebbe parzialmente toccato dai ricercatori. Dopo aver vinto un concorso per bibliotecario, indetto dall’ateneo patavino, Valpreda pubblica un articolo estratto dalla sua tesi su una rivista specializzata veneta.

Successivamente, si trasferisce al Polo bibliotecario di Ingegneria. Nel 2014 è spronata a riprendere in mano gli argomenti abbandonati da tanto tempo, riaggiornarli e ricavarne un libro da far leggere ad un editore. Nasce così il saggio Sikelia. La Sicilia orientale nel periodo bizantino (pp. 174), edito nel 2015 da Bonanno.

In queste settimane, sempre in ambito siciliano e sull’epoca tardo antica e bizantina, sta lavorando ad una prossima pubblicazione, ad integrazione della prima, che si occuperà anche della Sicilia occidentale e delle isole minori (Malta compresa).

 

Tra i tanti temi sviluppati mi ha colpito quello di Siracusa “capitale” bizantina. Ci può dare qualche anticipazione?

“Forse non tutti sanno che nel 663 l’imperatore Konstantinos Pogonatos (ovvero il Barbuto), detto Costante, dopo aver regnato per vent’anni a Costantinopoli, sbarca a Taranto alla testa di un esercito orientale. Dopo varie tappe, di cui una a Roma, scende a Reggio Calabria dove gli si attribuisce la creazione del Ducato di Calabria che è una dipendenza del thema di Sicilia: quando non c’è più esarca in Italia, il patrizio di Sicilia diviene il più alto funzionario bizantino d'occidente. Ma anche prima che Ravenna e Roma siano perdute, per l’Impero Siracusa è la vera capitale di tutti i possedimenti bizantini nell’Italia meridionale. Alla corte di Bisanzio, dall’epoca di Costante II, la Sicilia e la Calabria sono considerate come un’unica regione. Verso la fine del 663 questo imperatore giunge a Siracusa dove stabilisce il suo quartiere generale e da cui organizza la difesa dei possedimenti minacciati dell’Islam.

Da quel momento Siracusa si trasforma nella capitale effettiva dell’Impero provocando polemica nella corte costantinopolitana, che si oppone alla translatio imperii impedendo il viaggio della famiglia imperiale in Italia a causa del carico simbolico che tale gesto comporta. Le monarchie vicine nutrono forti preoccupazioni in quanto temono un conseguente aumento dell’influenza bizantina nella regione. Nel 668 Costante è ucciso dal cortigiano Andrea, figlio di Troilo, il quale gli versa sul capo acqua calda e sapone mentre egli si trova in una vasca dei bagni di Dafne e poi, approfittando della momentanea cecità, lo colpisce sul capo con un vaso di bronzo. Caduto nell’acqua privo di sensi, l’imperatore affoga mentre l’omicida si allontana indisturbato.

I cortigiani e i capi dell’esercito siciliano mettono sul trono l’ufficiale armeno Mezezio che, però, non trova il sostegno aspettato. Dopo la morte dell'imperatore, gli eserciti di stanza in Italia e in Sardegna si rifiutano di obbedirgli marciando su Siracusa. La flotta, inviata da Costantino IV Pogonato, figlio di Costante e suo legittimo successore, ha ragione degli insorti, che sono condotti nella capitale e giustiziati”.

Fino a qui ciò che tramandano le fonti occidentali. Quelle orientali mostrano invece divergenze con le prime, dovute alla diversità dei punti di vista. Il capostipite di tutti i cronisti bizantini che si sono occupati della spedizione italiana di Costante è Teofane che narra la vicenda in due riprese. Alla ricercatrice Susanna Valpreda il compito di fare chiarezza sulle vicende sin qui descritte attraverso l’analisi della documentazione reperita che sarà oggetto di trattazione nel prossimo libro. 

Giuseppe Nativo

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