Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. 

Info: Garante per la Privacy

12
Mar, Dic

Cronaca

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Siracusa, 20 Novembre 2017 – Il 21 novembre 2017, alle ore 10,00, presso la Chiesa Sacro Cuore di Siracusa, avrà luogo la celebrazione della “Virgo Fidelis” Patrona dell’Arma dei Carabinieri, del 76° anniversario della Battaglia di Culqualber e della “Giornata dell’Orfano”.

La funzione religiosa sarà celebrata alla presenza delle Autorità civili e militari della Provincia, dei Carabinieri, in servizio ed in congedo, di Siracusa, con i loro familiari.

 

***

Ricorrenza della “Virgo Fidelis”, Patrona dell’Arma dei Carabinieri, commemorazione del 76° anniversario della “Battaglia di Culqualber” e della “Giornata dell’Orfano”.

 

Ragusa, 20 novembre 2017 – Martedì 21 novembre 2017, alle ore 11:00, a Ragusa, presso la Chiesa  di San Francesco d’Assisi, Monsignor Carmelo Cuttitta Vescovo di Ragusa officerà la solenne Celebrazione Eucaristica nella ricorrenza della “Virgo Fidelis”, Celeste Patrona dell’Arma e del 76° anniversario della “Battaglia di Culqualber” e della “Giornata dell’Orfano”.

Alla cerimonia sono state invitate le massime autorità civili, militari e religiose della provincia, gli Ufficiali, i Marescialli, i Brigadieri, gli Appuntati e i Carabinieri, unitamente alle Associazioni Combattentistiche delle varie Armi, nonché le vedove e gli orfani dell’Arma.

Il Comandante della Compagnia Carabinieri di Ragusa terrà una breve allocuzione rievocativa e, al termine, sarà intonato da parte di tutti i presenti e dal coro parrocchiale l’“Inno alla Virgo Fidelis”.

La scelta della Madonna “Virgo Fidelis”, come celeste patrona dell’Arma, si è indubbiamente ispirata alla fedeltà, valore morale proprio di ogni soldato e caratteristica dell’Arma dei Carabinieri che ha per motto: “Nei Secoli Fedeli

L’8 dicembre 1949 Sua Santità Pio XII, accogliendo l’istanza di  S.E. Mons. Carlo Alberto Ferrero di Cavallerleone, proclamava ufficialmente Maria “Virgo Fidelis” Patrona dei Carabinieri, fissando la celebrazione della festa il 21 novembre in concomitanza della presentazione di Maria Vergine al Tempio e della ricorrenza della Battaglia di Culqualber, fatto d’armi in cui l’eroismo, fino alla morte, del 1° Battaglione Carabinieri Reali mobilitato in Africa Orientale, composto da due Compagnie Carabinieri, valse alla Bandiera dell’Arma la seconda Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Congiuntamente alla Virgo Fidelis l’Arma celebra anche la Giornata dell’Orfano, istituita nel 1996, che rappresenta per i Carabinieri e per l’Opera Nazionale di Assistenza per gli Orfani dei Militari dell’Arma dei Carabinieri, occasione di concreta vicinanza alle famiglie dei colleghi caduti.

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Anch’io vado a Scuola: inchiesta realizzato da Carmelo Riccotti La Rocca e da Martina Chessari

 

La presentazione si terrà Lunedi 20 novembre alle ore 18, in occasione della giornata internazionale per i diritti dell’infanzia, a Vittoria, presso il Chiostro delle Grazie.

Tra i relatori: Giuseppe Scifo (CGIL Ragusa), Vincenzo la Monaca (Caritas Ragusa), Michele Mililli (Cooperativa Proxima) e Vittoria Lombardo (preside Istituto Giovanni XXIII Vittoria).

Modererà la giornalista Lina Carpinteri.

Anch’io vado a Scuola è una video-inchiesta realizzata dai giornalisti Carmelo Riccotti La Rocca e Martina Chessari sul tema del caporalato e della scolarizzazione.

Come vivono i figli del caporalato nella fascia trasformata tra Vittoria ed Acate? Quale la loro condizione? 

La video-inchiesta si concentra principalmente sulla scolarizzazione dei bambini, un servizio che, purtroppo, ancora viene garantito solo a pochi bambini. Ma il lavoro dei giornalisti è anche un viaggio in quelle campagne disperse e spesso inespugnabili con delle immagini inedite sulla condizione abitativa delle famiglie e denunce importanti sullo sfruttamento.

 

Video Promo

 

***

“C’era una volta una bambina che con mamma e papà andò in un bosco per cercare da mangiare. Poi i genitori decisero che la bambina andasse a Scuola……la bambina era felice”. Questo è uno dei tanti racconti, di una bambina rumena portata in Italia dai genitori in cerca di un lavoro e finiti nella rete dello sfruttamento lavorativo e del caporalato. Nei racconti di questi bambini il bosco c’è sempre, come ad indicare un ostacolo insormontabile, come costante è la ricerca di cibo e di serenità.

Qualcuno adesso nei racconti aggiunge la Scuola, come un traguardo importante, una conquista e una speranza di cambiamento. Lo scenario è quello di Acate, a pochi passi dalla più grande e popolata città di Vittoria, un paesaggio caratterizzato da chilometri e chilometri di serre, alcune dismesse, che tolgono perfino colore a quella che potrebbe essere una suggestiva vista del mar mediterraneo. Un paesaggio violentato, ma ormai nessuno ci fa più caso, d’altro canto rappresentano la fonte economica più importante per il territorio. Acate, come Vittoria, è tristemente nota per le vicende di cronaca legate al caporalato, qui arrivano migliaia di famiglie rumene che poi vivono nell’ombra, di loro non si sa nulla, se non che vivono in vere e proprie catapecchie pagate paradossalmente come case normali e che interi nuclei familiari lavorano nelle serre. Ad entrare in quelle aree si fa davvero fatica, sono case nascoste da una fitta campagna, dalle strade principali è impossibile vederle, per raggiungerle occorre attraversare chilometri di trazzere dove attorno si vedono distese di serre e campi. In una casa vivono interi nuclei familiari, anche più di 10 persone, intorno c’è solo sporcizia e misera, manca l’acqua, la luce e i servizi essenziali. Le comodità si pagano a parte e già l’affitto medio delle abitazioni è di 300/400 euro. Se si chiede di avere la luce e l’acqua si può perfino arrivare a pagare oltre 500 euro. I bagni sono delle vere e proprie latrine e, nella maggior parte dei casi, si trovano all’esterno delle abitazioni. Box che, ad andare bene, hanno la dimensione di un metro per due e che sono sporchissimi e indecenti. Se si chiede ad un capostipite di una famiglia rumena il perché non valuti l’ipotesi di lasciare quella casa e affittarne una in centro a Vittoria dove sicuramente pagherebbe meno avendo più comfort, la risposta è che la sua preoccupazione è quella di uscire dal giro, di smettere di lavorare (anche perché, molto spesso, i proprietari italiani delle serre oltre al lavoro pretendono che i lavoratori facciano anche da guardiani dei loro appezzamenti di terra durante la notte). Il tramite tra il proprietario delle serre e il lavoratore è il caporale che può essere italiano, uno del luogo, ma che spesso ci dicono essere un rumeno che si è fatto le ossa in Italia e che ha gli agganci, per così dire, giusti. Sovente il caporale recluta direttamente i lavoratori in Romania e poi li guida nel percorso in Sicilia. È lui che la mattina va a prendere i lavoratori nelle case facendosi dare 5 euro a testa per portarli a lavoro. “Se abbiamo bisogno di andare in ospedale o fare una visita medica a Vittoria o Ragusa – dice una donna rumena – chiamiamo sempre lui e arriviamo a spendere anche 50 euro solo per il trasporto”.

Nessuno denuncia per paura di ritorsioni o di uscire dal giro. Adele (sempre nome inventato) è una ragazzina, non avrà nemmeno 18 anni, è incinta e ha bisogno di continue visite mediche. Se non fosse per il servizio espletato dalla Proxima, molto probabilmente, non avrebbe fatto alcun controllo, troppo costoso farsi accompagnare frequentemente al consultorio o in Ospedale. In tutto questo in mezzo ci sono i bambini. Silvia (nome inventato) ha 11 anni e non sa nemmeno cosa sia l’infanzia, così piccola deve già badare alla casa, è proprio lei che quando torna da scuola si mette a cucinare per tutta la famiglia. Lei non vuole tornare in Romania, ma stare in Italia e andare a Scuola per poter fare un giorno la parrucchiera o forse l’insegnante. Per loro la Scuola rappresenta un momento di diversivo rispetto alla vita che sono costretti a fare, una speranza per il futuro. Alcuni di loro, purtroppo non tutti, sono rientrati in un progetto finanziato dalla Chiesa Valdese, grazie all’otto per mille e portato avanti dalla Cooperativa Proxima, finalizzato a favorire la scolarizzazione dei figli delle famiglie rumene che lavorano nella fascia trasformata. Una delle prime a comprendere l’importanza del progetto e ad aprire le porte di un istituto scolastico a questi bambini, è stata Vittoria Lombardo, dirigente dell’Istituto comprensivo Giovanni XXIII di Vittoria. “Al momento – dice la dirigente – abbiamo 16 ragazzini che vanno dai 3 a 14 anni, abbiamo inserito i bambini più piccoli nella Scuola dell’infanzia, mentre per quelli più grandi abbiamo creato la classe dell’accoglienza di scuola primaria e secondaria. Pian piano abbiamo poi provveduto all’inserimento di questi bambini all’interno delle classi avviando il processo di integrazione. Vorremmo che questo servizio possa estendersi per dare la possibilità sempre a più bambini di fruire del diritto allo studio”. “Siamo coscienti – dice Michele, operatore sociale – che sono centinaia i bambini rumeni, e di altre etnie, che non conosciamo e che rimangono a casa, ma con i nostri piccoli mezzi facciamo quello che possiamo”. Il lavoro di Michele non si limita solo a prendere i bambini e portarli a Scuola, ma negli anni è riuscito ad acquisire la fiducia delle famiglie, cerca di capire se hanno bisogno di qualcosa, (come cibo, vestiti, accompagnamenti in ospedale, ecc..). “I bambini – dice ancora Michele- amano andare a Scuola e sono perfettamente integrati, ma a volte sorgono delle criticità che possono essere rappresentate dal fatto che non hanno i soldi per comprare il panino, quindi non vengono, o ancora che dei bambini devono sopperire all’assenza dei genitori dovendo badare ai più piccoli. Parliamo di ragazzini che hanno al massimo 12 anni a cui viene data la responsabilità di stare attenti ai fratellini”. Ogni mattina l’ingresso nel pulmino della Proxima è un vero e proprio rito, ognuno ha il proprio posto e l’ambizione è quella di stare davanti accanto all’autista, un privilegio che viene concesso a turno. Il percorso verso Scuola è anche un momento per comprendere le difficoltà di questi ragazzini. Sovente ognuno di loro racconta una storia dice quello che vorrebbe fare da grande.

La stragrande maggioranza dei maschietti dice di voler fare il carabiniere o il poliziotto, mentre le ragazzine sognano altro e manifestano il desiderio di un futuro sereno in Italia. Molti di questi bambini sono stati poi integrati anche in attività extrascolastiche grazie alla Caritas.  Marina di Acate in inverno sembra un deserto, tutte le case chiuse e nessuno per strada a parte i lavoratori delle serre. Qui, proprio a pochi passe dal mare, è sorto il presidio della Caritas che funge da centro di ascolto, ma anche come punto di riferimento per la distribuzione di beni alimentari, vestiti, assistenza medica e legale. “Abbiamo iniziato – ci spiega Vincenzo La Monica, responsabile immigrazione Caritas di Ragusa – cercando di perlustrare la zona facendoci conoscere e, soprattutto facendo sapere agli immigrati della nostra presenza. In tre anni – continua La Monica- tra magrebini e rumeni abbiamo incontrato circa 1200 persone. Non siamo riusciti a censirli tutti, ma possiamo dire con certezza che in un territorio così piccolo, vivono migliaia di persone spesso sconosciute all’anagrafe. L’integrazione tra magrebini e rumeni – ci spiega ancora La Monica – non è affatto semplice perché i primi vedono i rumeni come gli artefici del fallimento del loro progetto migratorio.

I magrebini vivono in zona da almeno 20 anni con una buona integrazione e anche una discreta sindacalizzazione, ma si sentono minacciati dai nuovi lavoratori rumeni che accusano di rubargli il lavoro”. Ogni settimana nel presidio della Caritas arriva un medico per visitare chi ne ha bisogno.

“Facciamo – dice ancora il responsabile della Caritas – circa 20 visite a settimana, registriamo di più problemi legati alle condizioni abitative e lavorative, come mal di schiena bronchite ecc, ma quello che ci preoccupa di più è aver appurato tantissimi casi di mal nutrizione, un fenomeno che pensavamo fosse superato”. “Individuare i rumeni che si stanziano in quelle aree – spiega Peppe Scifo, segretario della CIGIL Ragusa, non è affatto semplice, perche queste famiglie arrivano qui senza neanche passare dal centro urbano e vengono portati direttamente nelle campagne. Grazia alla legge sul caporalato abbiamo più strumenti – dice Scifo – ma serve un’azione più incisiva degli organi preposti come l’Ispettorato del Lavoro e L’Inps”.  In realtà negli ultimi mesi dalla Questura e dal Comando Provinciale dei Carabinieri sono state effettuate diverse operazioni finalizzate al contrasto del caporalato. Diversi blitz effettuati dalle forze dell’ordine in collaborazione con l’ispettorato del lavoro hanno portato alla luce alcune situazioni di sfruttamento lavorativo e umano con lavoratori sottopagati costretti a vivere in abitazioni fatiscenti. Durante il periodo della nostra inchiesta i ragazzini rumeni sono stati coinvolti in uno spettacolo teatrale intitolato “Serrenentola”, una sorta di rivisitazione della fiaba che, per l’occasione, è stata ambientata in una serra con una piccola rumena che da serva fa innamorare il principe azzurro cambiando radicalmente la propria vita. Una storia che dà speranza e che vuole essere uno stimolo per questi ragazzini che, in fondo, vogliono godere di un diritto sacrosanto: essere bambini come tutti gli altri.

Leggi tutto: Anch'io vado a scuola. Inchiesta sull'abbandono scolastico

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Bomba d’acqua nell’Ipparino

 

Ragusa, 10 November 2017 – La pioggia intensa di stamani mista a grandine e forte vento ha determinato gravi disagi nell’area ipparina della provincia di Ragusa.

A Vittoria in particolare, dove si sono rilevati danni anche alla sede dei Vigili del Fuoco, personale Vigilfuoco è stato ed è impegnato, in una attività sinergica con le istituzioni locali e con la Prefettura, nella attività di soccorso tecnico urgente conseguenti a tali eventi ed evenienze.

Quattro squadre sono state impegnate nel territorio vittoriese, una la squadra ordinaria in servizio preso il distaccamento di Vittoria, una squadra trattenuta in servizio sempre a Vittoria fra il personale smontante dalla notte e due squadre inviate dalla sede centrale di Ragusa.

Tantissimi gli interventi effettuati, per alberi divelti insegne antenne allagamenti soccorso a persone in auto in panne, è stata data priorità a tutte le segnalazioni nelle quali a qualsiasi titolo erano coinvolte persone, mentre sono stati messi in coda tutte le richieste per allagamenti.

I vigili del fuoco sono intervenuti a salvaguardia anche della carovana delle giostre di Vittoria dove alcuni mezzi erano bloccati dalla caduta di alberi.

Leggi tutto: Danni del maltempo a Ragusa e particolarmente a Vittoria e Acate

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Ragusa, 5 Ottobre 2017 – L’acqua caduta dal cielo tra ieri e oggi ha fatto ingenti danni nella costa della provincia ragusana, specialmente da Scicli a Vittoria.

«Per fronteggiare le numerosissime richieste di intervento che giungono in sala operativa – scrivono i Vigili del Fuoco–, parte del personale smontante è stato trattenuto in servizio.

Tutte le squadre disponibili compresa Vittoria e Modica stanno operando nell’area compresa fra Cava D’Aliga (Scicli) e Scoglitti, dove l’intensa pioggia ha causato l’allagamento di strade case e scantinati».

Tanta la gente che si trovava fuori in macchina, e che ha chiesto soccorso ai pompieri perché impossibilitata a muoversi ed a uscire dalle auto in panne nelle strade allagate.

È stato segnalato anche il crollo di un muro in una abitazione a Santa Croce Camerina.

La sala operativa dei VVF ha allertato la prefettura ed i Comuni interessati per l’adozione dei rispettivi piani Comunali.

La strada SS 25, che collega Ragusa a Marina di Ragusa, nella zona Gatto Corvino è stata allagata, tanto da sembrare un fiume in piena, con enormi difficoltà per le auto in transito.

L’allerta meteo dovrebbe cessare entro domani.

Leggi tutto: Pioggia e danni nella costa iblea

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Noto 30 luglio 2017 – Nelle ultime 48 ore sono stati intensificati i servizi di prossimità posti in essere dai Carabinieri della Compagnia di Noto e finalizzati alla prevenzione dei reati, con particolare riguardo ai reati contro il patrimonio, al rispetto delle norme in materia di codice della strada nonché al fenomeno dell’uso di sostanze stupefacenti ed alcoliche tra i più giovani. La tipologia dei servizi effettuati, che rientra in una strategia di ancor più imponente azione preventiva messa in atto dal Comando Provinciale e che verrà riproposta con ancora maggiore frequenza su tutto il territorio della Provincia secondo le linee guida impartite dal Comandante Provinciale Colonnello Luigi Grasso ed in ossequio alle determinazioni assunte di recente in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal Prefetto Giuseppe Castaldo, esprime la volontà dell’Arma di offrire ancor maggiore sicurezza alla cittadinanza ed ai turisti presenti sul territorio nel periodo estivo.

Pertanto, nel corso delle giornate di venerdì e sabato sono state incrementate le pattuglie impiegate sul territorio, concentrando l’attenzione sul comune di Avola ove si è registrata una massiccia presenza turistica anche alla luce dei festeggiamenti in onore della Santa Patrona: i Carabinieri hanno effettuato servizi preventivi e di contrasto alle forme di illegalità nelle zone di emarginazione sociale, con pattuglie a piedi nelle zone di ritrovo e presso i principali stabilimenti balneari, ponendo in essere un incisivo controllo di pregiudicati, sorvegliati speciali e soggetti sottoposti a misure limitative della libertà personale, posti di controllo alla circolazione stradale lungo le principali arterie cittadine nonché una serie di perquisizioni finalizzate alla ricerca di armi, refurtiva e sostanze stupefacenti. Sono stati altresì effettuati servizi preventivi in materia di abusivismo commerciale, perlustrando le spiagge del litorale di Avola al fine di prevenire che il fenomeno si diffonda ulteriormente.

 

Il bilancio dei controlli si può riassumere in:

  • 1 arresto eseguito in aggravamento di misura cautelare.

Nel corso del primo pomeriggio di sabato, i Carabinieri della Stazione di Avola hanno tratto in arresto L.S., avolese classe 1997, già noto alle forze dell’ordine per i suoi precedenti di polizia. Il giovane, sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, era stato più volte notato dai Carabinieri al di fuori della propria abitazione ed in compagnia di soggetti pregiudicati, violando, pertanto, le prescrizioni impostegli dalla citata misura cautelare. Tali condotte sono state tempestivamente segnalate all’autorità giudiziaria che, concordando con le valutazioni dei militari, ha disposto l’aggravamento della misura sostituendola con la custodia cautelare in carcere. L’arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato tradotto presso la casa circondariale “Cavadonna” di Siracusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

  • 6 contravvenzioni per infrazioni varie al Codice della strada di cui 2 ad altrettanti soggetti trovati alla guida della propria autovettura con patente mai conseguita e/o revocata per i quali, alla luce della recente modifica normativa di settore, è scattata una sanzione amministrativa pari a cinquemila euro ed il fermo amministrativo del mezzo; 2 persona sono state sanzionate poiché sorprese alla guida del proprio veicolo sprovvisto di copertura assicurativa obbligatoria: per loro è scattata la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 841 a euro 3.287 con relativo sequestro amministrativo del mezzo; 2 persone sono state colte alla guida dei propri motocicli/ciclomotori senza indossare il casco: per ciascuno di loro scatta una sanzione pecuniaria da 80 a 323 euro, il fermo amministrativo del mezzo per 60 giorni nonché la decurtazione di 5 punti dalla patente;
  • controlli con apparato etilometrico

Negativi tutti i controlli eseguiti con apparato etilometrico in dotazione all’aliquota radiomobile del N.O.R.M. al fine di prevenire il fenomeno della guida sotto l’influenza dell’alcool: tutti i conducenti sottoposti a verifica aveva valori inferiori al valore soglia previsto dalla legge. Dato importante, sintomatico della sempre maggiore consapevolezza degli utenti della strada nonché della bontà dell’azione di prevenzione portata avanti nello specifico settore dall’Arma dei Carabinieri che prevede, oltre ai controlli sulla strada, una serie di iniziative di sensibilizzazione mirate principalmente ai più giovani e portate avanti con conferenze negli istituti scolastici ed incontri periodici nei principali luoghi di aggregazione di massa.

  • 2 persone segnalate alla Prefettura quali assuntori di sostanze stupefacenti in quanto trovate tutte in possesso di modiche quantità di marijuana destinata all’uso personale;
  • 108 persone controllate ed identificate;
  • 79 mezzi fermati e sottoposti a controllo;
  • 4 esercizi pubblici ispezionati;
  • 16 posti di controllo effettuati lungo le arterie stradali e nei pressi dei luoghi di maggiore aggregazione di massa; 
  • controllate 17 persone sottoposte ad obblighi di vario genere in tutto il territorio di competenza.

L’attenzione del Comando Compagnia Carabinieri di Noto rimane alta e costante sull’intera giurisdizione di competenza al fine di fornire una risposta concreta ed incisiva alle legittime pretese di ordine e sicurezza pubblica avanzate dai cittadini. Pertanto continueranno con assiduità i servizi di prevenzione e contrasto svolti dall’Arma dei Carabinieri, affiancando alla capillare perlustrazione del territorio una continua e attività info-investigativa, contattando la cittadinanza al fine di acquisire quante più notizie utili per prevenire il ripetersi dei reati ed assicurare alla giustizia gli autori di quelli già perpetrati.

Altri articoli...

 

Lo scopo di un'opera onesta è semplice e chiaro: far pensare. Far pensare il lettore, lui malgrado

Paul Valéry