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Presentazione, venerdì 12 settembre alle ore 19.30 al Santuario della Madonna delle Lacrime di Siracusa, del film "Terra di Maria"

 

Ragusa, 11 settembre 2014 – Anteprima italiana domani venerdì 12 settembre alle ore 19.30 al Santuario della Madonna delle Lacrime di Siracusa, del film “Terra di Maria“ con la partecipazione e l‘intervento del regista spagnolo Juan Manuel Cotelo.
La proiezione, in un importante santuario mariano, è una cosa a cui il regista, fondatore della casa di produzione Infinito+1, tiene particolarmente, per “mettere sotto la protezione di Maria, l'intero progetto".
Dopo l’anteprima al Santuario della Madonna delle Lacrime, il film di Cotelo dovrebbe essere proiettato, per la prima ufficiale, il 16 settembre al cinema Odeon di Firenze.
Si tratta della storia di un agente segreto, nome in codice “Avvocato del diavolo” a cui è stata affidata la missione di scoprire in cosa credono davvero i cristiani e con chi parlano quando raccontano di rivolgersi a Dio o alla Vergine Maria. Juan Manuel Cotelo — che si ri­serva anche il ruolo, ironico e diver­tente, dell’Avvocato – è il regista de L’ultima cima, testimonianza corale sul sacerdote Pablo Domínguez Prie­to, tragicamente scomparso in alta montagna nel 2009.

Queste le premesse del film: "C’era una volta, Dio. Ma adesso? Abbiamo deciso di vivere come se non ci fosse.
Nonostante questo… milioni di persone continuano a parlare con Gesù Cristo, che chiamano “Fratello”. E con la Vergine Maria, che chiamano “Madre”. Credono che siamo tutti figli di Dio e quindi lo chiamano “Padre”.
L’Avvocato del Diavolo riceve una nuova missione: interrogare, senza paura, chi confida ancora nelle ricette del Cielo.
Sono dei truffatori? O dei truffati? Se scoprirà che le loro convinzioni sono false, continueremo come abbiamo fatto finora. Ma… se non fosse una favola?

Come scrive il quotidiano Avvenire: "Terra di Maria in tre mesi ha su­perato i 60.000 spettatori raggiun­gendo cento città, affidandosi a un nuovo sistema di distribuzione, che si vorrebbe replicare anche in Italia: de­legare agli spettatori l’iniziativa di chiedere la proiezione del film acce­dendo al sito terradimaria.it.
«La Bibbia - racconta Cotelo ad Avvenire - è un racconto perfetto, che nessun altro racconto può uguaglia­re né soppiantare.
La sua perfezione non si radica nel suo valore letterario ma nel miracolo che la rende un libro vivo. Leggendo la Bibbia, possiamo conoscere in modo intimo e perso­nale quello che Dio vuole che noi fac­ciamo, ognuno di noi. Attraverso la sua lettura, Dio parla a ciascuno di noi, oggi. Questo, nessun altro libro lo può uguagliare. È Dio che traduce e at­tualizza le pa­role della Bibbia per ciascun lettore, in maniera intima, superando una lettura superficiale, che rimane al li­vello letterario. Per questo, nel rap­presentare le scene bibliche in un film, come ho fatto io, non pretende­vo di sostituirmi alla Bibbia. Ho sol­tanto preso qualche licenza artistica, come spesso hanno fatto i pittori. In ogni caso, nessuno può soppiantare il vero volto di Cristo, di Maria, del Pa­dre, che conosceremo tra poco, arri­vando in Cielo. Fino a quel momen­to, ce li immaginiamo». 
«Ho cercato perso­ne che avessero spe­rimentato nella loro vi­ta il potere trasformante di Dio oggi. Non cercavo teorici della fede ma esperti della fede. Persone che hanno capito la differenza tra vi­vere con Dio e vivere senza Dio. 

Tra le decine di storie ascoltate, abbia­mo scelto queste poche, mostrando come ognuno sia amato e atteso da Dio. Tutti hanno parlato con libertà totale sulla realtà della loro vita. Co­me ad esempio quella dell’america­no John Bruchalski, medico abortista fin dal 1994 che confessa di aver trat­tato le donne “come oggetti” e di a­ver capito che doveva curarle in mo­do completamente diverso dopo a­ver sentito, durante una visita come turista alla Basilica di Nostra Signo­ra di Guadalupe a Città del Messico, una voce femminile forte e diretta che domandava: “Perché mi ferisci?”. O quella della splendida modella colombiana Amanda Rosa Pérez, che proprio dopo una serie di aborti, scopre in un mare di dolore il potere del Rosario e della preghiera. E ancora del panamense padre Francisco Ve­rar che fonda in mezzo alla selva un centro di accoglienza dove si pratica la “Cristo-terapia” per aiutare ragaz­ze che hanno subito ogni tipo di a­buso». 

 


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