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Marco Bocci, Barbara Tabita, Elena Radonicich, Alessia Scarso
Elena Radonicich, Lucia Nativo, Marco Bocci
Elena Radonicich, Lucia Nativo, Marco Bocci

Ragusa, 17 gennaio 2015 – Scicli, città meravigliosa, luogo quasi magico in cui si intrecciano storia, arte, cultura e tradizione; una città che è stata la famiglia di un cane molto particolare: Italo “Barocco”.

Un antico proverbio dice che il cane è il miglior amico dell’uomo. Ma Italo, un meticcio color miele, è stato qualcosa di più che un semplice animale a quattro zampe.

Accompagnava i turisti per le viuzze sciclitane, assisteva ai matrimoni, partecipava alla messa domenicale, prendeva parte alle feste patronali. Insomma, una persona di famiglia.

Un cane dolce e affettuoso che è rimasto nei cuori di tutti gli sciclitani e non solo.

Questa è la vera storia di Italo, una storia semplice e talmente insolita e singolare che è diventata un film.

La regista emergente, Alessia Scarso,è riuscita a realizzare questa pellicola straordinaria, che ieri, dopo due anni di riprese, prove, ripetuti “ciak, si gira”, è stata proiettata nei cinema ragusani.

Per la prima del film è stato invitato tutto il cast; non solo la regista, Alessia Scarso, ma anche la bella e siciliana Barbara Tabita, Elena Radonicich e l’intrigante Marco Bocci (il quale ha riscosso un notevole successo fra il pubblico femminile) che nella pellicola interpreta il sindaco di Scicli.

Grande attesa, al cinema Lumière di Ragusa, anche per Tomak, il cane-attore, "stunt-dog" che ha interpretato il protagonista, ovvero Italo Barocco, il cane di Scicli.

Il film è eccezionale, per diversi motivi. Innanzi tutto per aver portato sul grande schermo una grande storia che sta nel cuore di tutti gli sciclitani e non solo, e per esser riusciti a far conoscere, a livello nazionale, un lembo di Sicilia accogliente e artistica che è appunto Scicli.

Brava la regista Alessio Scarso, che ha girato il film nei luoghi realmente percorsi da Italo, come via Mormino Penna, e che ha messo in evidenza alcuni tratti caratteristici di noi siciliani: l’essere molto socievoli ma anche un po’ orgogliosi, affabili e anche sospettosi, con quei termini e quelle frasi come «amunì» (ovvero, “jamunìnni”, “andiamo”), oppure «’a virìsti a-chiḍḍa ḍḍà?» (ovvero “l’hai vista?”, “hai visto a quella persona là”), con quel comportamento un po’ misterioso ed enigmatico, con quelle espressioni che mimano una domanda… 

Si tratta di peculiarità insite naturalmente nel nostro modo di essere eppure colte appieno dalla brava regista e ben interpretate dagli attori.

Un film da vedere e rivedere, che rende Scicli e tutta la Sicilia una terra di grandi sentimenti.

Piace riportare quanto riferito da Alessia Scarso il 4 giugno del 2012 nel corso di un’intervista dalla stessa rilasciata e pubblicata sul sito web  www.cinemaitaliano.info: «Per l’esordio aspettavo una storia che fosse contemporaneamente forte e delicata che mi permettesse di raccontare la Sicilia e che contenesse un forte messaggio d'amore. Ho conosciuto Italo e non ho avuto dubbi. Italo è stato molto più di un randagio: è arrivato nel paesino di Scicli poco tempo dopo un tragico episodio di randagismo che costò la vita a un bambino. Potete immaginare quanta diffidenza destasse. Eppure nei due anni che ha vissuto in paese si è conquistato la simpatia e l’amicizia di tutti».

 

Lucia Nativo

 

 


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