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Ragusa, 28 maggio 2015 – Due giornate di concerto per l’Istituto Comprensivo “Francesco Crispi” nell’auditorium della Scuola dello Sport con le orchestre formate dai ragazzi del corso musicale. 

Ieri è stata la volta delle classi prime e seconde ed oggi delle terze.  

Un concerto che ogni anno la scuola, diretta dalla professoressa Maria Grazia Carfì regala alle famiglie, agli alunni  e alla città con grande orgoglio. Ieri l’ orchestra delle prime classi ha aperto la serata con un “Te Deum”, seguito poi da un “Disney fantasy” e da “Hound dog-Jailhouse Rock”.  

Hanno fatto parte di questa orchestra le chitarre, i clarinetti, i flauti, le percussioni, il pianoforte e le tastiere ed i violini. L’orchestra delle seconde classi , ad eccezione dei violini, ha successivamente suonato con gli stessi strumenti. 

A loro il compito di un programma più impegnativo con la “Danza delle ore”, “Games of thrones”, “Home”  di M. Bublè cantata , tra l’altro da uno dei componenti dell’orchestra, Giuseppe Mallo,  e un midley  di “ Pink Panther-Baby elephant talk-Peter Gunn”. Stasera sarà la volta dell’orchestra delle terze classi che eseguiranno un repertorio più vasto e più impegnativo. I ragazzi hanno manifestato il piacere di stare insieme e condividere una passione  come la musica.  Il pubblico ha ricambiato il loro impegno e la loro passione con applausi e richieste di bis. Tanto il lavoro dei docenti durante l’anno per insegnare ai ragazzi uno strumento e poi armonizzare il tutto in una orchestra . Gli insegnanti  sono Valerio Battaglia, chitarra; Sebastiano Cannizzo, pianoforte; Salvatore Di Giorgio, chitarra; Giuseppe Gambuzza, clarinetto; Flavia La Perna, percussioni, Sebastiano Molè, flauto; Francesco Scrofani Cancellieri, pianoforte; Nadia Tidona, violino; Gaetano Vinci, clarinetto.

Tra le frasi scelte dai ragazzi per dare un ulteriore significato emozionale alla musica ci piace ricordarne una:  “La musica scaccia l’odio da coloro che sono senza amore. Dà pace a coloro che sono in fermento, consola coloro che piangono” (Pablo Casales).

 

Giovannella Galliano

 

 

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