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Cronaca

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La Guardia di Finanza (comando provinciale di Ragusa) ha celebrato il 243° anniversario della fondazione del corpo. Un bilancio dei risultati conseguiti dalle fiamme gialle iblee nei primi 5 mesi del 2017

 

Ragusa, 23 giugno 2017 – La Guardia di Finanza di Ragusa festeggia oggi il 243° anniversario della sua fondazione.

Alle 9 ha avuto luogo la cerimonia militare presso la Caserma di Via Archimede a Ragusa, sede del Nucleo Polizia Tributaria e della locale Compagnia, alla quale hanno partecipato personale in servizio schierato unitamente a una rappresentanza dell’A.N.F.I. (Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia) - Sezione di Ragusa.

Il Comandante Provinciale, Col. t. ISSMI Claudio Solombrino, nel corso del suo intervento, ha sottolineato come forte di 243 anni di storia, salda nei valori della Patria e nei principi della Costituzione Repubblicana, la Guardia di Finanza vuole continuare a porsi al servizio della collettività e ad offrire al Paese ed alla Comunità Internazionale il proprio contributo a presidio dell’economia sana, degli operatori economici e dei cittadini onesti e contrastare i fenomeni illeciti che ne ostacolano la crescita, condizionando la concorrenza ed il corretto funzionamento del mercato.

Durante la cerimonia, dopo la lettura del messaggio del Capo dello Stato e dell’Ordine del Giorno Speciale del Comandante Generale, il Colonnello Solombrino ha proceduto alla consegna di alcune ricompense di ordine morale attribuite ai finanzieri che si sono distinti in meritevoli attività di servizio.

Nel 2017, le attività operative sono state indirizzate verso i 3 obiettivi strategici affidati al Corpo: lotta all’evasione, all’elusione e alle frodi fiscali; tutela della spesa pubblica; contrasto alla criminalità economico-finanziaria, cui si aggiungono gli interventi finalizzati ad assicurare il controllo economico del territorio, il contrasto ai traffici illeciti ed alla contraffazione.

Uno sforzo, quello profuso dalle 270 Fiamme Gialle iblee che operano quotidianamente mettendo a frutto le funzioni di polizia giudiziaria, il know how nonché le funzioni tipiche di polizia finanziaria, tributaria ed economica, che ha consentito di raggiungere significativi risultati operativi, di seguito sintetizzati nei vari settori d’interesse istituzionale.

 

Leggi tutto: Ragusa. Il 243° anniversario della Guardia di Finanza

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Siracusa, 14 giugno 2017 – Le attività condotte nel 2016 dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC) in Sicilia hanno visto impegnati i militari del Nucleo di Palermo e della dipendente Sezione di Siracusa con sede presso il Castello Maniace, in molteplici ambiti di intervento, con una particolare attenzione al traffico illecito di beni archeologici e ai furti di beni culturali.

Nel 2016, il contrasto al traffico illecito di beni archeologici ha registrato importanti successi. In primo luogo, il recupero della “Testa di Ade”, a conclusione di indagini coordinate dalla Procura di Enna. Il reperto, capolavoro inestimabile d’epoca ellenistica, era stato trafugato alla fine degli anni ’70 a Morgantina ed illecitamente esportato a Los Angeles. A seguito della restituzione, la “Testa” è tornata in Sicilia e consegnata al museo archeologico di Aidone (EN). Lo scorso 23 maggio, in occasione del 25° anniversario delle stragi mafiose di Capaci e via D'Amelio, l’opera è stata simbolicamente esposta presso l'aula bunker di Palermo per poi giungere, nella stessa giornata, al Comando Legione Carabinieri “Sicilia”, dove è stata esposta tra i beni recuperati dal TPC nella mostra “Fidelis”, che potrà essere visitata sino al 10 settembre 2017.

L’impegno investigativo ha avuto la massima espressione nell’operazione “Himera” che ha permesso di smantellare un’organizzazione dedita al traffico di reperti archeologici scavati in vari siti siciliani e destinati all’illecita esportazione in Germania. L’attività, diretta dalla Procura di Termini Imerese, si è conclusa a maggio, dopo quasi due anni di indagini, con l’esecuzione di 3 misure cautelari personali, la denuncia di 22 persone e il sequestro di 409 reperti archeologici di epoca greca e romana (recuperati complessivamente dall’inizio delle indagini). Inoltre, il Nucleo ha preso parte all’operazione internazionale “Pandora”, sequestrando, a Sciacca, 170 reperti di epoca greca, provento di scavi clandestini. L’operazione, supportata dall’Arma territoriale e in collaborazione con la Direzione Centrale Antifrode e Controllo dell’Agenzia delle Dogane, è stata coordinata da Interpol con l’obiettivo di contrastare, simultaneamente in più Paesi, la commercializzazione di beni d’arte di provenienza illecita. Infine, il costante monitoraggio del web ha permesso di localizzare e sequestrare 310 reperti archeologici, posti in vendita illecitamente attraverso piattaforme telematiche.

In tema di furti di beni culturali, nel 2016 - confermando un trend degli ultimi anni - non vi sono state sottrazioni di notevole valore. Sono stati denunciati 29 furti a fronte dei 22 dell’anno precedente. I luoghi più colpiti sono stati quelli di culto (40%), quelli espositivi (27%) e le abitazioni private (23%). In merito, va osservato come gran parte dei furti avvenuti presso musei e biblioteche (prevalentemente beni archivistici) sono emersi a seguito di controlli inventariali. Pertanto, pur venendo registrati nel 2016 possono riferirsi ad eventi commessi negli anni precedenti, in un arco temporale imprecisato. In tale ambito, tra le attività svolte da Nucleo nel 2016, si segnalano il recupero, a Palermo, di un dipinto ad olio su tavola, risalente al XIX sec., raffigurante “Cristo deposto”, rubato 30 anni fa da un’abitazione privata a Carini (PA) e il sequestro di un libro antico intitolato “Biblia, ad vetustissima exemplaria, venetiis”, risalente al 1587, asportato dal convento dei frati minori cappuccini di Modica (RG). Passando ad altri settori di specialità, va menzionata l’azione di salvaguardia del paesaggio e dei beni monumentali, con il sequestro di diversi edifici storici in relazione a violazioni afferenti alla specifica normativa di tutela.

Intensa è stata anche l’attività di prevenzione dei reati, condotta in sinergia con l’Arma Territoriale, il Raggruppamento Aeromobili Carabinieri e in collaborazione con le competenti Soprintendenze, sviluppata attraverso l’esecuzione di 608 controlli. Questa attività comprende i controlli alla sicurezza anticrimine degli obiettivi a rischio (musei, biblioteche, aree archeologiche, …) nonché delle aree tutelate da vincoli paesaggistici. Inoltre, le attività di verifica hanno riguardato anche gli esercizi commerciali di settore, con numerosi controlli amministrativi presso mercatini, fiere ed esercizi antiquariali. Questi ultimi rivestono un ruolo fondamentale per contrastare la ricettazione di beni trafugati: i dati acquisiti nel corso dei controlli vengono infatti incrociati con quelli presenti nella “Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, gestita dal TPC, che contiene informazioni sulle opere da ricercare e sugli eventi delittuosi collegati. 

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Siracusa, 14 giugno 2017 – Nella settimana appena trascorsa, i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro, d’intesa con il Dirigente f.f. dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro ed in stretta sinergia con i militari del Comando Provinciale Carabinieri di Siracusa, hanno condotto una serie di controlli in 12 ditte con sede in provincia. 

L’esito degli accertamenti ha fatto emergere che in un’autocarrozzeria della zona nord della provincia e in un’azienda agricola della zona sud, i rispettivi titolari avevano impiegato sistemi di videosorveglianza per controllare il lavoro dei propri dipendenti senza aver mi chiesto l’autorizzazione all’ispettorato del lavoro di Siracusa. 11 sono stati i lavoratori impiegati in nero accertati dai militari. Tra i casi più eclatanti, il controllo di un negozio di abbigliamento del nord della provincia ha fatto emergere l’impiego in nero di tre lavoratori di origine cinese sui tre presenti al momento dell’accertamento; a Siracusa un esercente di pesca d’altura a bordo del suo peschereccio che batteva le acque antistanti il porto di Marzamemi, impiegava ben 4 marinai in nero sugli otto imbarcati; in una pizzeria di Siracusa sono stati invece trovati al lavoro due dipendenti su due presenti al momento del controllo impiegati in nero. Per tutte e tre le attività è stato adottato il provvedimento della sospensione dell’attività imprenditoriale. Nel corso dell’attività ispettiva sono inoltre state levate sanzioni amministrative ed ammende per quasi 35.000,00 €.

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Pattuglia della Polstrada di Lentini accerta l’illecita manomissione di un tachigrafo digitale installato su un mezzo pesante. Denunciato e sanzionato il conducente e l’intestatario del veicolo

 

Siracusa, 14 giugno 2017 – In conseguenza dei gravi incidenti stradali che recentemente hanno visto coinvolti autobus ed automezzi pesanti, sono stati incrementati i controlli ai predetti mezzi, con particolare attenzione alla verifica del rispetto dei periodi di guida e di riposo, nonché dei limiti di velocità.

I cosiddetti “bisonti della strada” raggiungono a pieno carico un peso complessivo di 440 quintali. In tali condizioni l’eccessiva velocità aumenta notevolmente lo spazio di frenata, che in molti casi risulta causa di gravi episodi di cronaca.

La normativa vigente impone l’obbligo a tali veicoli dell’uso di apparecchio cronotachigrafo,  cioè una sorta di “scatola nera” sulla quale vengono registrati tutti i dati relativi all’automezzo.

I veicoli di più recente costruzione risultano dotati di apparecchiatura digitale, in grado di fornire un’analisi completa e dettagliata dell’attività svolta dall’automezzo sul quale il dispositivo risulta installato.

I numerosi servizi quotidiani predisposti a tale scopo, hanno consentito di accertare recentemente l’illecita manomissione di alcuni tachigrafi  digitali, installati su  veicoli  pesanti, che circolano giornalmente sull’intero territorio nazionale.

Ultimo episodio si è verificato nei giorni scorsi quando personale dipendente del Distaccamento Polstrada di Lentini, sulla SS. 114, nei pressi di Siracusa, intercettava un autoarticolato di  proprietà di una ditta di trasporto della provincia di Catania, che procedeva a velocità elevata, il cui autista, alla vista della pattuglia che gli intimava l’alt, si adoperava freneticamente nella zona dell’abitacolo ove è installato il cronotachigrafo.

 Gli operatori, durante il controllo del veicolo, hanno posto l’attenzione sui cavi del citato dispositivo e, insospettiti per le  anomalie riscontrate, hanno eseguito presso un’officina autorizzata un’ulteriore verifica sulla citata apparecchiatura elettronica.

L’accertamento ha permesso di appurare che il cronotachigrafo digitale installato sul veicolo era stato dolosamente manomesso in maniera tale che le registrazioni dei dati venivano alterate,  allo scopo di poter aumentare sensibilmente la velocità del veicolo senza che l’apparecchiatura segnalasse tale aumento sui dati di registrazione del tachigrafo digitale ed occultare le ore di guida.

Il dispositivo rinvenuto veniva posto in sequestro ed il conducente, nonché  il proprietario del veicolo, venivano deferiti alla locale A.G. per aver manomesso un’apparecchiatura atta a prevenire infortuni sul lavoro,  la cui pena edittale varia da un minimo di sei mesi ad un massimo di cinque anni di arresto ed inoltre veniva elevata una sanzione pari a 1696 euro con la decurtazione di 10 punti sulla patente del conducente, oltre alla sospensione del titolo di guida da 15 giorni a 3 mesi.    

L’attività di controllo sopra enunciata proseguirà con sempre maggiore impegno da parte del personale della Polizia Stradale di Siracusa, nella convinzione che la normativa vigente, quando rispettata puntigliosamente, contribuisce ad ottenere un apprezzabile standard di sicurezza sulle strade.

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Siracusa, 9 giugno 2017 – Nel corso della serata di ieri giovedì 08 giugno, a Rosolini, i Carabinieri della locale Stazione sono intervenuti in contrada Palazzelle ove un contadino, nel transitare nei pressi di un terreno ove si stava autonomamente estinguendo un incendio di sterpaglie, aveva notato, riverso sul terreno, il cadavere di una persona.

Immediatamente sul posto intervenivamo i militari di Rosolini ed il personale del NORM della Compagnia di Noto che procedevano a delimitare la zona ed a eseguire nell’immediatezza i rilievi tecnici del caso necessari per ricostruire la dinamica dei fatti.

Dai primi accertamenti, e salvo ulteriori approfondimenti, appare verosimile che la vittima, Marco Matarazzo, classe 1994 di Rosolini, disoccupato, mentre si stava recando con la propria autovettura in un terreno di proprietà della sua famiglia, abbia notato il rapido propagarsi di un incendio di sterpaglie sviluppatosi per cause accidentali. 

Pertanto il giovane, al fine di evitare che l’incendio si propagasse ed interessasse anche il terreno di famiglia, si sarebbe adoperato per delimitarne la portata rimanendo, però, sopraffatto fiamme.

La salma, dopo l’ispezione cadaverica a cura del medico legale che ha escluso segni di lesività esterna, è stata trasportata presso l’obitorio per il successivo esame autoptico così come disposto dall’autorità giudiziaria.

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