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Avvenimenti del Sudest

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Ragusa, 14 November 2017 – Svelata una tela nella sala colloqui della Casa Circondariale di Ragusa. L’iniziativa è del  Soroptmist Club di Ragusa, presieduto da Antonella Rollo. La tela, che misura  1,90 cm per 1,50 cm, è stata realizzata da una socia, la pittrice Elvira Salonia e  prende spunto da un quadro del pittore francese George Seurat,  “Una domenica pomeriggio sull’isola della Grande- Jatte” . 

Grazie a questa importante condivisione da parte del Soroptmist Club di Ragusa,  la tela abbellisce una parete della stanza dei colloqui. Il tratto naif della pittrice Salonia è caratterizzato da figure che esprimono una tranquillità ed una solidale condivisione di spazi aperti i cui colori accesi rendono alla tela una solarità contagiosa. Un buon auspicio, dunque, per spazzare via qualsiasi tristezza e sperare in un futuro migliore.  

L’iniziativa  rientra nell’ambito del progetto “Affettività e famiglia” e si pone l’obbiettivo di rendere più accogliente una sala in cui spesso sono i minori a frequentarla nei giorni di colloquio con  i loro genitori detenuti. Il progetto è iniziato il 13 maggio scorso e ha avuto la sua degna conclusione venerdì 10 novembre alla presenza di quattro detenuti della Casa Circondariale, della direttrice Giovanna Maltese, della capo area trattamentale Rosetta Noto, dell’educatrice Maria Stella,  del commissario capo Chiara Morales, della neo-presidente del Soroptmist Antonella Rollo e  di alcune socie. La cerimonia ha registrato un  momento di commozione non indifferente da parte di tutti i partecipanti.

 

Giovannella Galliano

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Ragusa, 5 November 2017 – Il Coordinamento Ragusa di ADRA ITALIA, Agenzia umanitaria della Chiesa Avventista che opera in Italia e all’estero, impegnata per la lotta alla povertà e al supporto verso i disagi sociali senza distinzione di appartenenza politica, religiosa, etnica o di genere, organizza insieme alla LA81 srl, Azienda che si occupa di Sicurezza sui luoghi di lavoro il 2° Corso di Alfabetizzazione per Stranieri con Indirizzo Lavorativo ed il 1° Corso di Inserimento Giovanile, con il Patrocinio del Comune e della Prefettura di Ragusa, ed in collaborazione con le Associazioni di Ragusa. 

Il corso di alfabetizzazione per stranieri, con inizio Lunedì 6 Novembre prossimo,  è stato indirizzato verso l’inserimento nel mondo del lavoro, fornendo gli attestati necessari e obbligatori secondo il D.LGS. 81 del 2008 e SMI inerente alla sicurezza. 

Il corso prevede 40 ore, suddivise in 22 ore di lezioni frontali di italiano e attività connesse, e 18 ore dedicate ai corsi di HACCP, ex tesserino sanitario di Alimentarista, o in alternativa, a scelta del partecipante, il corso di Addetto alla Conduzione di Carrelli Industriali con conduttore a bordo (Mulettista), e del Corso di Addetto all’Antincendio e alle Emergenze. Inoltre sono previste delle attività inerenti la conoscenza del territorio e della città. 

Il corso di Inserimento Giovanile, per fasce deboli, è, invece, indirizzato verso l’inserimento, nel mondo del lavoro, di giovani Ragusani, fornendo gli attestati necessari e obbligatori secondo il D.LGS. 81 del 2008 e SMI inerente alla sicurezza. 

Il corso avrà inizio Martedì 7 Dicembre c.a, e prevede circa 20 ore, dedicate ai corsi di corsi di HACCP, ex tesserino sanitario, o in alternativa, a scelta del partecipante, il corso di Addetto alla Conduzione di Carrelli Industriali con conduttore a bordo (Mulettista). Il Corso di Addetto all’Antincendio e alle Emergenze ed il corso di Formazione Generale di Base dei Lavoratori. 

Tutti i corsi prevedono il rilascio dell’attestato di qualifica riconosciuto e sono totalmente gratuiti a tutti i partecipanti. 

La Cerimonia di Chiusura si terrà Venerdì giorno 1 Dicembre 2017 dalle ore 18,30 presso la sede ADRA di Ragusa, via S.Cuore, 105. 

La cerimonia si aprirà con i saluti e i ringraziamenti delle autorità coinvolte e del coordinamento ADRA di Ragusa. 

Verranno, inoltre, presentati i partecipanti che hanno svolto il corso e ai quali gli verranno consegnati gli attestati conseguiti. 

Dopo le foto di rito sarà offerto a tutti i presenti un piccolo buffet di ringraziamento a cura della Comunità Avventista di Ragusa.

 

G. G.

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Scicli, 18 Ottobre 2017 – La “International Observe the Moon Night” (I.O.M.N.) è una notte di osservazioni del nostro satellite promossa dalla NASA e da altre prestigiose istituzioni scientifiche internazionali. Ribattezzata in Italia “La Notte della Luna”, viene coordinata dall’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) e dall’UAI (Unione Astrofili Italiani) in varie città del nostro Paese, con l’obiettivo di presentare al grande pubblico l’attività di osservazione astronomica, sia professionale che amatoriale.

Dopo il successo del settembre 2015, l’Osservatorio Astrofisico di Catania, struttura di ricerca dell’INAF, organizza nuovamente la manifestazione “Notte della Luna”, in programma per sabato 28 ottobre 2017, in collaborazione con il Comune di Scicli, che ha concesso il proprio patrocinio e il permesso di utilizzare gli spazi del Piano del Carmine per l’osservazione dei corpi celesti aperta al pubblico.

All’iniziativa partecipano l’Istituto di Istruzione Superiore “Quintino Cataudella” di Scicli e il Centro Ibleo Studi Astronomici (CISA), delegazione territoriale per la provincia di Ragusa dell’Unione Astrofili Italiani, secondo il seguente programma:

 

Istituto d’Istruzione Superiore “Q. Cataudella”, Scicli

            18.00-18.15  Apertura della manifestazione e saluti istituzionali 

            18.15-19.00  L’intramontabile fascino della Luna: esplorazioni passate e future 

                                 Conferenza della dott.ssa Mariachiara Falco (INAF - Osservatorio Astrofisico di Catania)

            19.00-19.30  La missione Solar Orbiter: oltre il mito di Icaro

                                 Conferenza del dott. Daniele Spadaro (INAF - Osservatorio Astrofisico di Catania) 

            19.30-21.00 Osservazione della Luna nel piazzale della scuola con il telescopio dell'Istituto, aperta al pubblico convenuto.

                                Attività nel Planetario dell'Istituto, per il pubblico convenuto.

 

Piano del Carmine (tra la chiesa omonima e il torrente S.M. La Nova), Scicli

            18.30-23.00 Osservazione aperta al pubblico della Luna e di altri oggetti celesti con telescopi messi a disposizione dagli astrofili, coordinata da Salvo Pluchino,                                Presidente del CISA e membro del Consiglio Direttivo dell’UAI, e proiezione del filmato “La Luna e le missioni Apollo” a cura di Giancarlo Bellassai, dell’Osservatorio Astrofisico di Catania.

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A Ragusa esperti a confronto sul complesso tema del randagismo. Soluzioni tra Nord e Sud

 

Ragusa, 18 Ottobre 2017 – Il tema caldo del randagismo che più volte ha suscitato polemica in città ha sollecitato una conferenza, “Il randagismo da Sud a Nord”, per individuare interventi che alla luce di nuovi studi vanno ripensati. 

La conferenza svoltasi ieri al teatro Ideal di Ragusa ha rappresentato un angolo di riflessione diversa, battendo il tasto  su come  cambiare  prospettiva:dallo spostamento del problema alla gestione del territorio, ovvero anche come immaginare la nostra solidarietà verso i cani su un’unione realizzata in avversione ad un’oppressione.  A parlarne Michele Minunno, istruttore cinofilo ed esperto nella gestione sul territorio del randagismo che da anni osserva gruppi di cani liberi e ne studia le dinamiche  e Davide Majocchi, presidente dell’ associazione A.P.A.R, che gestisce 3 canili in Lombardia, attivista di resistenza animale.  

La conferenza è stata seguita dalla proiezione del docu film “NoPet”. Presenti gli organizzatori dell’associazione “Pensieri Bestiali” che gestisce il rifugio sanitario di Ragusa e il canile municipale di Vittoria, con  Luciana Licitra ed il presidente Michele Dagati.

Quest’ultimo ha "messo il dito sulla piaga": canili affollati affermando che su una capienza a Vittoria di 150 cani se ne ritrovano 190 e a Ragusa su 60 posti disponibili se ne accolgono attualmente 90. “Più ci muoviamo - ha detto Dagati - più cani catturiamo, più le amministrazioni pensano che questo problema si stia risolvendo. Ma non è così. I branchi che gironzolano nella città arrivano sempre.  Occorre un monitoraggio costante e creare una squadra in cui ognuno fa il proprio compito, cercando di reinventarci l’impossibile. L’obbiettivo di questa conferenza non è quello di voler portare a casa una risposta ma quanto meno una domanda.  Ed è stata un’occasione di incontro e dibattito su un tema, quello del randagismo, che è molto sentito sia a livello di amministrazione e associazione di volontariato che dei cittadini.  

Una questione che scaturisce dal numero elevato di randagi sul territorio, centinaia in zone periferiche ma anche in città. Molti gruppi sono conosciuti e monitorati da volontari, in parte sterilizzati ed immessi nuovamente nel territorio. Il fenomeno, però, se in parte controllato e seguìto, è altresì in aumento. “Proprio per questo- ha detto Luciana Licitra- c’è da pensare a soluzioni nuove poiché le messe in campo non sono state sufficienti fino adesso.” 

Davide Majocchi ha posto l’accento sul trasferimento dei cani dal sud ai canili del Nord. Uno dei modi con cui si cerca di fronteggiare il fenomeno ma che in effetti non sempre ottiene i risultati dovuti.   

Per Majocchi è bene rivedere il proprio modo di aiutare, i propri riferimenti e i propri sentimenti non facendo diventare i cani degli oggetti di salvataggio ma una comunità con la propria cultura ed un proprio linguaggio e con un proprio posto da difendere o da ricavare nel tempo. Michele Minunno, che da anni studia la vita dei cani liberi sul territorio, ha fatto emergere una nuova prospettiva basata sul  linguaggio del cane, elemento utile per vedere con occhi  nuovi i gruppi di cani. La comunicazione dei cani,infatti, rappresenta un mondo incredibile che  ci fa vedere una nuova realtà, sempre ignorata, che considera i gruppi di cani come individui, con  specifiche esigenze e caratteristiche, con bisogni e personalità. Minunno ha spiegato che adottare un cane e tenerlo isolato in casa o dagli altri suoi simili in libertà non è la stessa cosa di farlo vivere con i suoi simili. “I cani- ha detto Minunno- hanno un modo loro di comunicare e lo fanno solo se si trovano in libertà e con la loro famiglia. Studiare questo fenomeno e considerare i cani degli individui è un approccio fondamentale per chi lavora sul territorio e interviene nei canili”.  

Il video di Majocchi e il dibattito con il pubblico in sala ha creato un altro momento di confronto sul fenomeno randagismo.

 

Giovannella Galliano

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Ragusa, 21 settembre 2017 – Si è aperta il 7 settembre 2017 la nuova selezione di Bassi Comunicanti, l’incubatore culturale di Ragusa che aiuta i giovani a trasformare le loro idee in progetti o imprese culturali. Mentre i partecipanti al primo ciclo si avviano a concludere il loro percorso, inizia la fase di selezione per scegliere i prossimi giovani che avranno la possibilità di partecipare al secondo ciclo di incubazione.

Sarà possibile inviare la candidatura compilando la domanda online entro il 7 ottobre 2017.

 

Call per 25 giovani tra i 18 e i 35 anni

L’incubatore culturale è uno spazio collaborativo e offre gratuitamente percorsi di formazione e accompagnamento a giovani tra i 18 e i 35 anni. Il bando è rivolto a tutti i giovani, uomini e donne, residenti nelle Regioni Obiettivo Convergenza (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia).

Per partecipare bisogna compilare la domanda online raccontando il proprio progetto o i motivi per cui si vuole seguire il percorso di incubazione.

 

Servizi di incubazioni per idee e progetti

I selezionati potranno partecipare al percorso di incubazione di Bassi Comunicanti. Le attività di incubazione avranno cadenza mensile con possibilità di sessioni di mentoring settimanale. Nel corso dei sei mesi di incubazione verranno anche proposti laboratori di produzione culturale, incontri con esperti, servizi di supporto alla creazione d’impresa ed eventi aperti.

 

Palazzo Cosentini un luogo di contaminazione

Le attività si terranno nei bassi di palazzo Cosentini, da poco riqualificati e pronti a diventare la casa delle idee dei partecipanti. Gli spazi di Bassi Comunicanti saranno anche un co-working nel quale tessere relazioni con soggetti che operano nel mondo della cultura e potenziali investitori.

 

Il primo ciclo di Bassi Comunicanti

I primi sei mesi di incubazione sono stati molto intensi e i giovani selezionati sono adesso nella fase finale di definizione dei loro progetti. Nel corso del programma di incubazione sono state strette collaborazioni con tante realtà culturali siciliane: da A tutto volume a Scenica, da FestiWall a Ragusa Foto Festival, da Condominio Fotografico a Igers Ragusa. Il progetto infatti ha inteso aprirsi al territorio e interagire il più possibile con le realtà culturali esistenti. Inoltre, in collaborazione con Officine Culturali è stato presentato il libro «La gentilezza e la rabbia», ed è stata svolta una visita a Favara a Farm Cultural Park, sotto la guida del fondatore Andrea Bartoli. Non è mancato il confronto con le aziende del territorio, con cui sono stati organizzati degli incontri dedicati, finalizzati a creare connessioni utili allo sviluppo delle idee dei partecipanti.

 

Bassi Comunicanti in poche righe

Il progetto è un’importante opportunità per Ragusa e il territorio circostante. Si parla spesso di cultura come leva per lo sviluppo, ma spesso mancano gli strumenti per supportare i giovani che vogliono costruire il proprio futuro in questo settore. Il progetto Bassi Comunicanti propone dei percorsi di accompagnamento per aiutare i giovani a trasformare le loro idee in progetti o imprese culturali, e facilita la creazione di reti di collaborazione aperte agli altri soggetti del territorio, in modo da contribuire a costruire un ecosistema favorevole allo sviluppo culturale.

 

Le attività sono coordinate dall’associazione di promozione sociale L’Argent, capofila del progetto, insieme agli altri partner: Lebowski a.p.s., The Hub Sicilia a.p.s. (Impact Hub Siracusa), Associazione Culturale Farm Cultural Park di Favara e Comune di Ragusa.

 

Bando e form di partecipazione

 

Per informazioni:

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Scicli, 7 settembre 2017 – Si avvicina la fine dell’estate e con essa, a Scicli, la fine delle passeggiate culturali di Tanit, volte alla scoperta dei tesori artistici, dai più famosi ai più nascosti, della cittadina iblea e che hanno accompagnato sciclitani e viaggiatori lungo i mesi estivi dal 21 luglio in poi. 

Ottima è stata l’affluenza alle passeggiate, divise fra i collaudati cammini sacri cominciati già lo scorso anno e i nuovi percorsi tematici incentrati sui quartieri storici di San Giuseppe e della Cava di San Bartolomeo. Proprio gli ultimi due appuntamenti ricalcano il canovaccio appena descritto con il cammino sacro dedicato alle Chiese Rupestri sabato 9 settembre e la novità del percorso che si snoderà lungo il quartiere della Cava di Santa Maria la Nova sabato 16 settembre.

La partenza di ogni passeggiata è fissata per le 18.00 dal Museo dell'Antica Farmacia Cartia in Via Francesco Mormino Penna a Scicli.

Per informazioni, chiamare il 338 8614973 o scrivere un’e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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“Le notti di Cibele” a Palazzolo, grande successo di pubblico per la serata conclusiva “Palazzolo città dell’ospitalità e dell’integrazione dei popoli attraverso il teatro”

 

Palazzolo Acreide 28 agosto 2017 – Il Teatro greco di Akrai a Palazzolo pieno di gente sabato sera per la serata conclusiva della rassegna “Le notti di Cibele”. 

Di scena “Duelli musicali e teatrali con il mito” lo spettacolo conclusivo che è il frutto di quattro giorni di laboratori formativi per giovani, per attori, per cittadini palazzolesi e per attori non professionisti all’insegna della cultura classica e dell’antichità, che ha visto la partecipazione di circa cinquanta persone con gli allievi dell’Accademia d’arte del dramma antico, i ragazzi del progetto “Gli stranieri, un’opportunità” del Cpia di Siracusa, seguiti da Massimo Cimaglia attore e scherma scenica, Serena Cartia coreografa, Michele Dell’Utri ideatore e direttore artistico, Mario Incudine cantautore, Simonetta Cartia cantante, Giulia Valentini assistente alla regia. E sono state confermate le attese: lo spettacolo ha emozionato e fatto riflettere in uno scenario quello del teatro che ogni anno raccoglie centinaia di giovani per il Festival internazionale del teatro classico di maggio. E questo il risultato positivo di questa rassegna, la realizzazione di una residenza d’artista per formare i giovani sul teatro, sui linguaggi teatrali, sulla musica, sulla danza. E la rassegna è stata caratterizzata anche dalla visita guidata a cura dei soci dell’Archeoclub di Palazzolo alla Casa museo Antonino Uccello e al museo dei Viaggiatori di via Maestranza dove si trova la mostra “Sulle orme del mito”- “Il viaggio i Paolo Orsi. Archeologi e fotografi nella Sicilia Sud orientale tra il 1888/1932”, con una visita guidata a cura di Francesca Gringeri Pantano, direttore del museo. 

E si potrà visitare per un mese al Museo archeologico di palazzo Cappellani, in via Gaetano Italia, la mostra “Il gioiello ritrovato” libera interpretazione del maestro orafo Massimo Scirpo che ha realizzato un gioiello dalla copia di un rilievo, custodito al Museo archeologico regionale Paolo Orsi, raffigurante il culto di due divinità, reperto rinvenuto agli inizi del secolo scorso in contrada Serrapalazzo. La mostra racchiude in una teca il gioiello realizzato da Scirpo e la copia del rilievo, che fa parte dei reperti custoditi al museo di Palazzolo. All’inaugurazione della mostra, con un primo momento di riflessione hanno partecipato l’assessore comunale al Turismo Luca Russo, il presidente della commissione Bilancio all’Ars Vincenzo Vinciullo, il dirigente generale del Dipartimento regionale dei Beni culturali Gaetano Pennino, il direttore del Polo museale di Siracusa per i siti e i musei archeologici – museo Paolo Orsi Maria Musumeci,  il presidente dell’Istituto studi acrensi Sebastiano Infantino, Lucrezia Dibartolo e Serena Guglielmino dell’Istituto studi acrensi, il maestro orafo Massimo Scirpo. L’esposizione è stata anche l’occasione per parlare del culto di Cibele, del complesso dei Santoni di Palazzolo, del culto che un tempo c’era sul territorio, testimonianza unica e significativa del mito. “Ringrazio quanti hanno collaborato alla realizzazione di questa rassegna – ha sottolineato l’assessore Russo – un evento che ha permesso di mettere in rete i musei, creando un circuito culturale, ma anche per la realizzazione del progetto della residenza artistica che è stato un momento di grande integrazione, formazione e crescita, un modello unico nel suo genere che fa di Palazzolo città dell’ospitalità e dell’integrazione dei popoli. Partiamo dal mito per accendere i riflettori su un sito da valorizzare i Santoni, che a breve verrà restituito alla città”. “Le notti di Cibele” è stata promossa dall’assessorato comunale al Turismo, con l’assessorato regionale al Turismo, il Polo museale di Siracusa per i siti e i musei archeologici - museo Paolo Orsi, il Polo regionale di Siracusa per i siti culturali – museo Bellomo, l’Istituto studi acrensi, l’Accademia d’arte del dramma antico, Archeoclub di Palazzolo, il Cpia di Siracusa.

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Piccoli baby bay watch  in visita presso la Guardia Costiera Capitaneria di Porto di Pozzallo 

 

Pozzallo 4 agosto 2017 – Continua l'informazione e la formazione per i più grandi baby bay watch con la visita della Capitaneria di porto di Pozzallo. 

Li hanno accolti il Comandante della Capitaneria di porto di Pozzallo  C.F. Andrea Zanchì ed il suo personale.  

I piccoli baby bay watch hanno visitato le motovedette in particolare di salire sulla motovedetta cp325 SAR. Successivamente è stata la volta della visita della sala operativa dove il S.T.V. Alessio Manca ha spiegato cosa è  e quali sono i compiti degli operatori che sono in sala operativa. Entusiasti di apprendere queste bellissime informazioni  che per loro piccoli sono stati sempre posti irraggiungibili. Tante le domande poste dai baby bay watch. Poi in sala conferenze hanno avuto modo di conoscere ancora meglio l'istituzione con la proiezione di slide.

Al saluto del Comandante Zanchì i piccoli baby bay watch hanno risposto con un accorato Buon giorno Comandante. Elogi da parte del Comandante per questa fantastica iniziativa che non appena messa a conoscenza del comando è stata subito avallata proprio per far conoscere l'istituzione dai più piccoli ai più grandi. 

Il Direttore della Società Nazionale di Salvamento Sez Ispica Pozzallo, Fabio Biagio Fidone, ha sottolineato l’importanza del momento che è anche la conclusione di oltre un mese di attività svolta con i bambini in acqua con lezioni di ambientamento acquatico e poi dalla manifestazione “Papà ti salvo io” del 29 luglio. 

La Maestra Concetta della Ludoteca Peter Pan Pozzallo ha detto che basta veramente poco per far conoscere l'istituzione ai bambini...ma basta poco per renderli ancora più felici.

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Scicli 31 luglio 2017 – Un cartellone ricco di eventi, iniziato in luglio, che si protrarrà fino alla fine di settembre, concertato con le associazioni culturali, sportive e di volontariato del territorio. 

L'assessore alla cultura Caterina Riccotti commenta il programma di manifestazioni estive del Comune di Scicli, cui hanno contribuito le tante realtà associative che hanno condiviso le iniziative, spendendosi in un'ottica di coesione con l'amministrazione comunale. 

Il programma è puntellato da momenti dedicati al teatro, alla musica, alla danza, e consentirà di restituire alla pubblica fruizione luoghi nuovi. Ci sarà anche manifestazioni che favoriranno il turismo sportivo.

“Ci siamo mossi in un'ottica di sinergia, e per superare le difficoltà di ordine economico il Comune ha fatto rete, dando ai privati il supporto logistico. Abbiamo diramato un avviso pubblico per chiedere a ciascuno cosa avesse da proporre così da creare un unico radar, abbiamo convocato le associazioni di categoria per chiedere il loro sostegno e e la loro partecipazione”.

 

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Siracusa, 20 Novembre 2017 – Il 21 novembre 2017, alle ore 10,00, presso la Chiesa Sacro Cuore di Siracusa, avrà luogo la celebrazione della “Virgo Fidelis” Patrona dell’Arma dei Carabinieri, del 76° anniversario della Battaglia di Culqualber e della “Giornata dell’Orfano”.

La funzione religiosa sarà celebrata alla presenza delle Autorità civili e militari della Provincia, dei Carabinieri, in servizio ed in congedo, di Siracusa, con i loro familiari.

 

***

Ricorrenza della “Virgo Fidelis”, Patrona dell’Arma dei Carabinieri, commemorazione del 76° anniversario della “Battaglia di Culqualber” e della “Giornata dell’Orfano”.

 

Ragusa, 20 novembre 2017 – Martedì 21 novembre 2017, alle ore 11:00, a Ragusa, presso la Chiesa  di San Francesco d’Assisi, Monsignor Carmelo Cuttitta Vescovo di Ragusa officerà la solenne Celebrazione Eucaristica nella ricorrenza della “Virgo Fidelis”, Celeste Patrona dell’Arma e del 76° anniversario della “Battaglia di Culqualber” e della “Giornata dell’Orfano”.

Alla cerimonia sono state invitate le massime autorità civili, militari e religiose della provincia, gli Ufficiali, i Marescialli, i Brigadieri, gli Appuntati e i Carabinieri, unitamente alle Associazioni Combattentistiche delle varie Armi, nonché le vedove e gli orfani dell’Arma.

Il Comandante della Compagnia Carabinieri di Ragusa terrà una breve allocuzione rievocativa e, al termine, sarà intonato da parte di tutti i presenti e dal coro parrocchiale l’“Inno alla Virgo Fidelis”.

La scelta della Madonna “Virgo Fidelis”, come celeste patrona dell’Arma, si è indubbiamente ispirata alla fedeltà, valore morale proprio di ogni soldato e caratteristica dell’Arma dei Carabinieri che ha per motto: “Nei Secoli Fedeli

L’8 dicembre 1949 Sua Santità Pio XII, accogliendo l’istanza di  S.E. Mons. Carlo Alberto Ferrero di Cavallerleone, proclamava ufficialmente Maria “Virgo Fidelis” Patrona dei Carabinieri, fissando la celebrazione della festa il 21 novembre in concomitanza della presentazione di Maria Vergine al Tempio e della ricorrenza della Battaglia di Culqualber, fatto d’armi in cui l’eroismo, fino alla morte, del 1° Battaglione Carabinieri Reali mobilitato in Africa Orientale, composto da due Compagnie Carabinieri, valse alla Bandiera dell’Arma la seconda Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Congiuntamente alla Virgo Fidelis l’Arma celebra anche la Giornata dell’Orfano, istituita nel 1996, che rappresenta per i Carabinieri e per l’Opera Nazionale di Assistenza per gli Orfani dei Militari dell’Arma dei Carabinieri, occasione di concreta vicinanza alle famiglie dei colleghi caduti.

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Anch’io vado a Scuola: inchiesta realizzato da Carmelo Riccotti La Rocca e da Martina Chessari

 

La presentazione si terrà Lunedi 20 novembre alle ore 18, in occasione della giornata internazionale per i diritti dell’infanzia, a Vittoria, presso il Chiostro delle Grazie.

Tra i relatori: Giuseppe Scifo (CGIL Ragusa), Vincenzo la Monaca (Caritas Ragusa), Michele Mililli (Cooperativa Proxima) e Vittoria Lombardo (preside Istituto Giovanni XXIII Vittoria).

Modererà la giornalista Lina Carpinteri.

Anch’io vado a Scuola è una video-inchiesta realizzata dai giornalisti Carmelo Riccotti La Rocca e Martina Chessari sul tema del caporalato e della scolarizzazione.

Come vivono i figli del caporalato nella fascia trasformata tra Vittoria ed Acate? Quale la loro condizione? 

La video-inchiesta si concentra principalmente sulla scolarizzazione dei bambini, un servizio che, purtroppo, ancora viene garantito solo a pochi bambini. Ma il lavoro dei giornalisti è anche un viaggio in quelle campagne disperse e spesso inespugnabili con delle immagini inedite sulla condizione abitativa delle famiglie e denunce importanti sullo sfruttamento.

 

Video Promo

 

***

“C’era una volta una bambina che con mamma e papà andò in un bosco per cercare da mangiare. Poi i genitori decisero che la bambina andasse a Scuola……la bambina era felice”. Questo è uno dei tanti racconti, di una bambina rumena portata in Italia dai genitori in cerca di un lavoro e finiti nella rete dello sfruttamento lavorativo e del caporalato. Nei racconti di questi bambini il bosco c’è sempre, come ad indicare un ostacolo insormontabile, come costante è la ricerca di cibo e di serenità.

Qualcuno adesso nei racconti aggiunge la Scuola, come un traguardo importante, una conquista e una speranza di cambiamento. Lo scenario è quello di Acate, a pochi passi dalla più grande e popolata città di Vittoria, un paesaggio caratterizzato da chilometri e chilometri di serre, alcune dismesse, che tolgono perfino colore a quella che potrebbe essere una suggestiva vista del mar mediterraneo. Un paesaggio violentato, ma ormai nessuno ci fa più caso, d’altro canto rappresentano la fonte economica più importante per il territorio. Acate, come Vittoria, è tristemente nota per le vicende di cronaca legate al caporalato, qui arrivano migliaia di famiglie rumene che poi vivono nell’ombra, di loro non si sa nulla, se non che vivono in vere e proprie catapecchie pagate paradossalmente come case normali e che interi nuclei familiari lavorano nelle serre. Ad entrare in quelle aree si fa davvero fatica, sono case nascoste da una fitta campagna, dalle strade principali è impossibile vederle, per raggiungerle occorre attraversare chilometri di trazzere dove attorno si vedono distese di serre e campi. In una casa vivono interi nuclei familiari, anche più di 10 persone, intorno c’è solo sporcizia e misera, manca l’acqua, la luce e i servizi essenziali. Le comodità si pagano a parte e già l’affitto medio delle abitazioni è di 300/400 euro. Se si chiede di avere la luce e l’acqua si può perfino arrivare a pagare oltre 500 euro. I bagni sono delle vere e proprie latrine e, nella maggior parte dei casi, si trovano all’esterno delle abitazioni. Box che, ad andare bene, hanno la dimensione di un metro per due e che sono sporchissimi e indecenti. Se si chiede ad un capostipite di una famiglia rumena il perché non valuti l’ipotesi di lasciare quella casa e affittarne una in centro a Vittoria dove sicuramente pagherebbe meno avendo più comfort, la risposta è che la sua preoccupazione è quella di uscire dal giro, di smettere di lavorare (anche perché, molto spesso, i proprietari italiani delle serre oltre al lavoro pretendono che i lavoratori facciano anche da guardiani dei loro appezzamenti di terra durante la notte). Il tramite tra il proprietario delle serre e il lavoratore è il caporale che può essere italiano, uno del luogo, ma che spesso ci dicono essere un rumeno che si è fatto le ossa in Italia e che ha gli agganci, per così dire, giusti. Sovente il caporale recluta direttamente i lavoratori in Romania e poi li guida nel percorso in Sicilia. È lui che la mattina va a prendere i lavoratori nelle case facendosi dare 5 euro a testa per portarli a lavoro. “Se abbiamo bisogno di andare in ospedale o fare una visita medica a Vittoria o Ragusa – dice una donna rumena – chiamiamo sempre lui e arriviamo a spendere anche 50 euro solo per il trasporto”.

Nessuno denuncia per paura di ritorsioni o di uscire dal giro. Adele (sempre nome inventato) è una ragazzina, non avrà nemmeno 18 anni, è incinta e ha bisogno di continue visite mediche. Se non fosse per il servizio espletato dalla Proxima, molto probabilmente, non avrebbe fatto alcun controllo, troppo costoso farsi accompagnare frequentemente al consultorio o in Ospedale. In tutto questo in mezzo ci sono i bambini. Silvia (nome inventato) ha 11 anni e non sa nemmeno cosa sia l’infanzia, così piccola deve già badare alla casa, è proprio lei che quando torna da scuola si mette a cucinare per tutta la famiglia. Lei non vuole tornare in Romania, ma stare in Italia e andare a Scuola per poter fare un giorno la parrucchiera o forse l’insegnante. Per loro la Scuola rappresenta un momento di diversivo rispetto alla vita che sono costretti a fare, una speranza per il futuro. Alcuni di loro, purtroppo non tutti, sono rientrati in un progetto finanziato dalla Chiesa Valdese, grazie all’otto per mille e portato avanti dalla Cooperativa Proxima, finalizzato a favorire la scolarizzazione dei figli delle famiglie rumene che lavorano nella fascia trasformata. Una delle prime a comprendere l’importanza del progetto e ad aprire le porte di un istituto scolastico a questi bambini, è stata Vittoria Lombardo, dirigente dell’Istituto comprensivo Giovanni XXIII di Vittoria. “Al momento – dice la dirigente – abbiamo 16 ragazzini che vanno dai 3 a 14 anni, abbiamo inserito i bambini più piccoli nella Scuola dell’infanzia, mentre per quelli più grandi abbiamo creato la classe dell’accoglienza di scuola primaria e secondaria. Pian piano abbiamo poi provveduto all’inserimento di questi bambini all’interno delle classi avviando il processo di integrazione. Vorremmo che questo servizio possa estendersi per dare la possibilità sempre a più bambini di fruire del diritto allo studio”. “Siamo coscienti – dice Michele, operatore sociale – che sono centinaia i bambini rumeni, e di altre etnie, che non conosciamo e che rimangono a casa, ma con i nostri piccoli mezzi facciamo quello che possiamo”. Il lavoro di Michele non si limita solo a prendere i bambini e portarli a Scuola, ma negli anni è riuscito ad acquisire la fiducia delle famiglie, cerca di capire se hanno bisogno di qualcosa, (come cibo, vestiti, accompagnamenti in ospedale, ecc..). “I bambini – dice ancora Michele- amano andare a Scuola e sono perfettamente integrati, ma a volte sorgono delle criticità che possono essere rappresentate dal fatto che non hanno i soldi per comprare il panino, quindi non vengono, o ancora che dei bambini devono sopperire all’assenza dei genitori dovendo badare ai più piccoli. Parliamo di ragazzini che hanno al massimo 12 anni a cui viene data la responsabilità di stare attenti ai fratellini”. Ogni mattina l’ingresso nel pulmino della Proxima è un vero e proprio rito, ognuno ha il proprio posto e l’ambizione è quella di stare davanti accanto all’autista, un privilegio che viene concesso a turno. Il percorso verso Scuola è anche un momento per comprendere le difficoltà di questi ragazzini. Sovente ognuno di loro racconta una storia dice quello che vorrebbe fare da grande.

La stragrande maggioranza dei maschietti dice di voler fare il carabiniere o il poliziotto, mentre le ragazzine sognano altro e manifestano il desiderio di un futuro sereno in Italia. Molti di questi bambini sono stati poi integrati anche in attività extrascolastiche grazie alla Caritas.  Marina di Acate in inverno sembra un deserto, tutte le case chiuse e nessuno per strada a parte i lavoratori delle serre. Qui, proprio a pochi passe dal mare, è sorto il presidio della Caritas che funge da centro di ascolto, ma anche come punto di riferimento per la distribuzione di beni alimentari, vestiti, assistenza medica e legale. “Abbiamo iniziato – ci spiega Vincenzo La Monica, responsabile immigrazione Caritas di Ragusa – cercando di perlustrare la zona facendoci conoscere e, soprattutto facendo sapere agli immigrati della nostra presenza. In tre anni – continua La Monica- tra magrebini e rumeni abbiamo incontrato circa 1200 persone. Non siamo riusciti a censirli tutti, ma possiamo dire con certezza che in un territorio così piccolo, vivono migliaia di persone spesso sconosciute all’anagrafe. L’integrazione tra magrebini e rumeni – ci spiega ancora La Monica – non è affatto semplice perché i primi vedono i rumeni come gli artefici del fallimento del loro progetto migratorio.

I magrebini vivono in zona da almeno 20 anni con una buona integrazione e anche una discreta sindacalizzazione, ma si sentono minacciati dai nuovi lavoratori rumeni che accusano di rubargli il lavoro”. Ogni settimana nel presidio della Caritas arriva un medico per visitare chi ne ha bisogno.

“Facciamo – dice ancora il responsabile della Caritas – circa 20 visite a settimana, registriamo di più problemi legati alle condizioni abitative e lavorative, come mal di schiena bronchite ecc, ma quello che ci preoccupa di più è aver appurato tantissimi casi di mal nutrizione, un fenomeno che pensavamo fosse superato”. “Individuare i rumeni che si stanziano in quelle aree – spiega Peppe Scifo, segretario della CIGIL Ragusa, non è affatto semplice, perche queste famiglie arrivano qui senza neanche passare dal centro urbano e vengono portati direttamente nelle campagne. Grazia alla legge sul caporalato abbiamo più strumenti – dice Scifo – ma serve un’azione più incisiva degli organi preposti come l’Ispettorato del Lavoro e L’Inps”.  In realtà negli ultimi mesi dalla Questura e dal Comando Provinciale dei Carabinieri sono state effettuate diverse operazioni finalizzate al contrasto del caporalato. Diversi blitz effettuati dalle forze dell’ordine in collaborazione con l’ispettorato del lavoro hanno portato alla luce alcune situazioni di sfruttamento lavorativo e umano con lavoratori sottopagati costretti a vivere in abitazioni fatiscenti. Durante il periodo della nostra inchiesta i ragazzini rumeni sono stati coinvolti in uno spettacolo teatrale intitolato “Serrenentola”, una sorta di rivisitazione della fiaba che, per l’occasione, è stata ambientata in una serra con una piccola rumena che da serva fa innamorare il principe azzurro cambiando radicalmente la propria vita. Una storia che dà speranza e che vuole essere uno stimolo per questi ragazzini che, in fondo, vogliono godere di un diritto sacrosanto: essere bambini come tutti gli altri.

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Bomba d’acqua nell’Ipparino

 

Ragusa, 10 November 2017 – La pioggia intensa di stamani mista a grandine e forte vento ha determinato gravi disagi nell’area ipparina della provincia di Ragusa.

A Vittoria in particolare, dove si sono rilevati danni anche alla sede dei Vigili del Fuoco, personale Vigilfuoco è stato ed è impegnato, in una attività sinergica con le istituzioni locali e con la Prefettura, nella attività di soccorso tecnico urgente conseguenti a tali eventi ed evenienze.

Quattro squadre sono state impegnate nel territorio vittoriese, una la squadra ordinaria in servizio preso il distaccamento di Vittoria, una squadra trattenuta in servizio sempre a Vittoria fra il personale smontante dalla notte e due squadre inviate dalla sede centrale di Ragusa.

Tantissimi gli interventi effettuati, per alberi divelti insegne antenne allagamenti soccorso a persone in auto in panne, è stata data priorità a tutte le segnalazioni nelle quali a qualsiasi titolo erano coinvolte persone, mentre sono stati messi in coda tutte le richieste per allagamenti.

I vigili del fuoco sono intervenuti a salvaguardia anche della carovana delle giostre di Vittoria dove alcuni mezzi erano bloccati dalla caduta di alberi.

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Ragusa, 5 Ottobre 2017 – L’acqua caduta dal cielo tra ieri e oggi ha fatto ingenti danni nella costa della provincia ragusana, specialmente da Scicli a Vittoria.

«Per fronteggiare le numerosissime richieste di intervento che giungono in sala operativa – scrivono i Vigili del Fuoco–, parte del personale smontante è stato trattenuto in servizio.

Tutte le squadre disponibili compresa Vittoria e Modica stanno operando nell’area compresa fra Cava D’Aliga (Scicli) e Scoglitti, dove l’intensa pioggia ha causato l’allagamento di strade case e scantinati».

Tanta la gente che si trovava fuori in macchina, e che ha chiesto soccorso ai pompieri perché impossibilitata a muoversi ed a uscire dalle auto in panne nelle strade allagate.

È stato segnalato anche il crollo di un muro in una abitazione a Santa Croce Camerina.

La sala operativa dei VVF ha allertato la prefettura ed i Comuni interessati per l’adozione dei rispettivi piani Comunali.

La strada SS 25, che collega Ragusa a Marina di Ragusa, nella zona Gatto Corvino è stata allagata, tanto da sembrare un fiume in piena, con enormi difficoltà per le auto in transito.

L’allerta meteo dovrebbe cessare entro domani.

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Noto 30 luglio 2017 – Nelle ultime 48 ore sono stati intensificati i servizi di prossimità posti in essere dai Carabinieri della Compagnia di Noto e finalizzati alla prevenzione dei reati, con particolare riguardo ai reati contro il patrimonio, al rispetto delle norme in materia di codice della strada nonché al fenomeno dell’uso di sostanze stupefacenti ed alcoliche tra i più giovani. La tipologia dei servizi effettuati, che rientra in una strategia di ancor più imponente azione preventiva messa in atto dal Comando Provinciale e che verrà riproposta con ancora maggiore frequenza su tutto il territorio della Provincia secondo le linee guida impartite dal Comandante Provinciale Colonnello Luigi Grasso ed in ossequio alle determinazioni assunte di recente in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal Prefetto Giuseppe Castaldo, esprime la volontà dell’Arma di offrire ancor maggiore sicurezza alla cittadinanza ed ai turisti presenti sul territorio nel periodo estivo.

Pertanto, nel corso delle giornate di venerdì e sabato sono state incrementate le pattuglie impiegate sul territorio, concentrando l’attenzione sul comune di Avola ove si è registrata una massiccia presenza turistica anche alla luce dei festeggiamenti in onore della Santa Patrona: i Carabinieri hanno effettuato servizi preventivi e di contrasto alle forme di illegalità nelle zone di emarginazione sociale, con pattuglie a piedi nelle zone di ritrovo e presso i principali stabilimenti balneari, ponendo in essere un incisivo controllo di pregiudicati, sorvegliati speciali e soggetti sottoposti a misure limitative della libertà personale, posti di controllo alla circolazione stradale lungo le principali arterie cittadine nonché una serie di perquisizioni finalizzate alla ricerca di armi, refurtiva e sostanze stupefacenti. Sono stati altresì effettuati servizi preventivi in materia di abusivismo commerciale, perlustrando le spiagge del litorale di Avola al fine di prevenire che il fenomeno si diffonda ulteriormente.

 

Il bilancio dei controlli si può riassumere in:

  • 1 arresto eseguito in aggravamento di misura cautelare.

Nel corso del primo pomeriggio di sabato, i Carabinieri della Stazione di Avola hanno tratto in arresto L.S., avolese classe 1997, già noto alle forze dell’ordine per i suoi precedenti di polizia. Il giovane, sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, era stato più volte notato dai Carabinieri al di fuori della propria abitazione ed in compagnia di soggetti pregiudicati, violando, pertanto, le prescrizioni impostegli dalla citata misura cautelare. Tali condotte sono state tempestivamente segnalate all’autorità giudiziaria che, concordando con le valutazioni dei militari, ha disposto l’aggravamento della misura sostituendola con la custodia cautelare in carcere. L’arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato tradotto presso la casa circondariale “Cavadonna” di Siracusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

  • 6 contravvenzioni per infrazioni varie al Codice della strada di cui 2 ad altrettanti soggetti trovati alla guida della propria autovettura con patente mai conseguita e/o revocata per i quali, alla luce della recente modifica normativa di settore, è scattata una sanzione amministrativa pari a cinquemila euro ed il fermo amministrativo del mezzo; 2 persona sono state sanzionate poiché sorprese alla guida del proprio veicolo sprovvisto di copertura assicurativa obbligatoria: per loro è scattata la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 841 a euro 3.287 con relativo sequestro amministrativo del mezzo; 2 persone sono state colte alla guida dei propri motocicli/ciclomotori senza indossare il casco: per ciascuno di loro scatta una sanzione pecuniaria da 80 a 323 euro, il fermo amministrativo del mezzo per 60 giorni nonché la decurtazione di 5 punti dalla patente;
  • controlli con apparato etilometrico

Negativi tutti i controlli eseguiti con apparato etilometrico in dotazione all’aliquota radiomobile del N.O.R.M. al fine di prevenire il fenomeno della guida sotto l’influenza dell’alcool: tutti i conducenti sottoposti a verifica aveva valori inferiori al valore soglia previsto dalla legge. Dato importante, sintomatico della sempre maggiore consapevolezza degli utenti della strada nonché della bontà dell’azione di prevenzione portata avanti nello specifico settore dall’Arma dei Carabinieri che prevede, oltre ai controlli sulla strada, una serie di iniziative di sensibilizzazione mirate principalmente ai più giovani e portate avanti con conferenze negli istituti scolastici ed incontri periodici nei principali luoghi di aggregazione di massa.

  • 2 persone segnalate alla Prefettura quali assuntori di sostanze stupefacenti in quanto trovate tutte in possesso di modiche quantità di marijuana destinata all’uso personale;
  • 108 persone controllate ed identificate;
  • 79 mezzi fermati e sottoposti a controllo;
  • 4 esercizi pubblici ispezionati;
  • 16 posti di controllo effettuati lungo le arterie stradali e nei pressi dei luoghi di maggiore aggregazione di massa; 
  • controllate 17 persone sottoposte ad obblighi di vario genere in tutto il territorio di competenza.

L’attenzione del Comando Compagnia Carabinieri di Noto rimane alta e costante sull’intera giurisdizione di competenza al fine di fornire una risposta concreta ed incisiva alle legittime pretese di ordine e sicurezza pubblica avanzate dai cittadini. Pertanto continueranno con assiduità i servizi di prevenzione e contrasto svolti dall’Arma dei Carabinieri, affiancando alla capillare perlustrazione del territorio una continua e attività info-investigativa, contattando la cittadinanza al fine di acquisire quante più notizie utili per prevenire il ripetersi dei reati ed assicurare alla giustizia gli autori di quelli già perpetrati.

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Siracusa, 30 luglio 2017 – I Carabinieri del Comando Provinciale di Siracusa, nelle ultime ore, hanno effettuato, su tutto il territorio provinciale, ulteriori sistematici e capillari servizi di prevenzione, controllo e contrasto al fenomeno della prostituzione su strada. 

L’operazione è scattata a seguito di numerose segnalazioni giunte ai Comandi Stazione Carabinieri e di riscontri diretti acquisiti dai  militari durante i quotidiani servizi di controllo e vigilanza del territorio.

L’attività svolta ha, in effetti, consentito di verificare come il fenomeno sia non solo presente da nord a sud della Provincia, ma anche che si presenti tendenzialmente in aumento, in relazione alla maggiore presenza di persone tipica della stagione estiva; inoltre, lo stesso, si manifesta sempre più nelle ore diurne o, al massimo, serali.

Al termine dei servizi sono state controllate ed identificate complessivamente 32 persone dedite al meretricio, di cui 31 donne ed 1 transessuale (13 rumene, 6 italiane, 6 sudamericane, 2 albanesi, 2 slave, 2 nigeriane ed 1 ungherese), tutte di età compresa tra i 20 ed i 53 anni.

E’ stata controllata una ragazza italiana di soli 20 anni, che ha dichiarato di essere dedita al meretricio già da diverso tempo e di essere stata costretta a farla dopo aver perso il lavoro.

Le zone maggiormente interessate ai controlli sono state, ancora una volta, le vie d’uscita da Siracusa verso il sud della Provincia (viale Ermocrate, via Columba, via Elorina), via Milano, via Isonzo, viale Zecchino, sempre del capoluogo e, nella zona nord, la S.S. 194 (Lentini – Ragusa) e la S.S. 385 (Catania – Gela).

Sono in corso accertamenti al fine di verificare la possibilità di provvedimenti di prevenzione quali il “foglio di via”.

Nel corso dei servizi sono state elevate contravvenzioni al Codice della Strada, commesse dai potenziali clienti.

Al riguardo, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Siracusa, Colonnello Luigi Grasso, dichiara che: “Il fenomeno della prostituzione deve essere contrastato con incisività, in quanto intorno ad esso gravitano, direttamente ed indirettamente, interessi della criminalità. E’ indispensabile intervenire, inoltre per cercare di tutelare sempre ai massimi livelli la salute pubblica ed arginare forme di degrado ambientale che, inevitabilmente, trasmettono al cittadino sensazioni di insicurezza e di illegalità”.

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Siracusa, 7 luglio 2017 – Ieri sera  i Carabinieri del N.A.S. di Ragusa, unitamente a personale della locale Capitaneria di Porto, hanno notificato ad un ristorante di Ortigia l’ordinanza del Sindaco di Siracusa che prevedeva la chiusura dell’attività. 

Il provvedimento è scaturito a seguito di un controllo effettuato nei mesi scorsi dal medesimo personale operante, a seguito del quale, era stato riscontrato come il ristorante operasse in condizioni di gravi carenze igienico – sanitarie e senza le autorizzazioni previste a norma di legge.

I controlli congiunti di Carabinieri e Capitaneria di Porto continueranno per tutta la stagione estiva, al fine di tutelare cittadini e turisti che fruiscono delle attività nel settore della ristorazione di tutta la città ed in particolare dell’Isola di Ortigia, particolarmente frequentata nei periodi vacanzieri.

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Ragusa, 1 luglio 2017 – Per tutta la giornata di oggi sono proseguiti gli interventi in tutto il territorio della provincia dove oltre alle attività di controllo e spegnimento nell’area di Chiaramonte si sono sviluppati diversi incendi.

Sono state formate squadre operative anche con personale libero dal servizio, ne sono state mantenute tre a Chiaramonte mentre le altre sono intervenute a Scicli a Plaja Grande a Marina di Ragusa.

Intorno alle 15.00 è stato lanciato l’allarme per la pineta dei pini d’Aleppo a Vittoria nella valle dell’Ippari zona sottostante l’ospedale.

Sul posto prontamente intervenuta la squadra di Vittoria mentre si disponeva l’invio di una squadra da Modica, e di una squadra per disposizione della Direzione Regionale del Comando di Catania, che stanno operando a salvaguardia di beni e persone, non potendo raggiungere da terra il fronte di fuoco.

Una ricognizione finalizzata ad accertare la consistenza dell’incendio è stata effettuata con Drago 64 del nucleo VV.F di Catania, rilevando che tanto fumo ha interessato la città e l’ospedale determinando panico fra la popolazione ma i focolai d’incendio sono concentrati nel canneto a valle.

A Chiaramonte in prossimità di una azienda agricola sulla provinciale per Giarratana, uomini e mezzi VV.F. di Ragusa e del Comando di Caltanisetta operano a protezione dell’azienda stessa.

Nei siti dei sinistri hanno operato uomini e mezzi attivati dal dipartimento della P.C.,che hanno offerto in tutti i siti la loro fattiva collaborazione.

Tutt’ora attiva l’unità di crisi coordinata dal Prefetto per la gestione delle attività emergenziali.

Nei siti dei sinistri personale delle forze dell’ordine, che ha collaborato per la gestione e la risoluzione degli eventi.

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Ragusa, 1 luglio 2017 – Per tutta la notte uomini e mezzi di questo Comando si sono prodigati per limitare i danni nell’area della pineta di Chiaramonte Gulfi.

Considerato che nella giornata di ieri non è stato possibile avere la disponibilità di aerei antincendio, e tenuto conto di quanto rilevato da Drago 64 del Nucleo dei Vigili del Fuoco di Catania che ha effettuato le ricognizioni nelle aree interessate dall’incendio, con l’unico obbiettivo di evitare che le fiamme raggiungessero la città, il Comandante Provinciale ha disposto il richiamo di personale libero dal servizio ha trattenuto in servizio il personale smontante, e dopo le 23.00 cioè al termine delle attività di volo dell’aeroporto di Comiso, impiegato anche personale in servizio presso la sede aeroportuale.

Con l’attivazione di tale dispositivo sono state impiegate nell’area di Chiaramonte oltre sei squadre del Comando, mentre la Direzione Regionale ha disposto il dispiegamento di squadre dai Comandi di Catania-Siracusa-Caltanisetta.

Il Comando ha anche fatto fronte ai presidi che operavano nel sito dove si era sviluppato l’incendio della segheria a Comiso e del deposito di lana sulla S.P. Comiso-Chiaramonte.

Sul posto è intervenuto anche personale dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Ragusa e del Dipartimento della Protezione Civile che ha allertato i volontari per contribuire a contenere le fiamme fuori dal centro abitato.

La Prefettura ha istituito l’unità di crisi che ha coordinato le operazioni di soccorso e disposto l’allertamento delle forze di polizia che hanno contribuito a rendere le strade libere e fruibili ai mezzi di soccorso; a tenere lontani i curiosi dai punti fuoco, a raccogliere le segnalazioni dei cittadini.

Intorno alle sette di oggi il primo  Canadair  ha effettuato il lancio di acqua sul fronte del fuoco ancora in essere e non raggiungibile da terra, subito dopo sono arrivati altri due velivoli, che stanno operando su tutti i fronti fuoco.

Notevoli i danni al patrimonio naturalistico oltre che ad alcune aziende agricole della zona alcune delle quali hanno subito anche la morte di alcuni capi di bestiame.

Personale Vigilfuoco opera ancora in sito per verificare da terra i piccoli focolai d’incendio ed operare la bonifica.

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Con lo slogan ‘Vivila tutta la tua vita, anche nella malattia’, torna la ‘Giornata di San Martino’ dedicata alle cure palliative. Sabato 11 novembre gli operatori dell’associazione SAMOT Ragusa onlus saranno presenti nelle principali farmacie di Ragusa, Siracusa e Trapani

 

Ragusa, 10 November 2017 – Un appuntamento che si ripete di anno in anno per ribadire il diritto di ogni essere umano a vivere la propria vita, sempre e comunque. Con lo slogan “Vivila tutta la tua vita, anche nella malattia”, sabato 11 novembre ritorna la Giornata di San Martino, l’iniziativa promossa sin dal 2000 dalla Federazione italiana di cure palliative e dedicata ai diritti dei malati terminali. Quest’anno la Federazione, coinvolgendo le sue sedi sparse su tutto il territorio, vuole colorare le piazze di arancione e fare un selfie gigante, da condividere in rete con l’hashtag #vivilatutta, per sensibilizzare l'Italia intera sul diritto alle cure palliative.

Anche “Samot Ragusa Onlus”, associazione impegnata da oltre 20 anni sul territorio siciliano nell’assistenza ai malati terminali, aderisce all’iniziativa: durante la giornata di sabato gli operatori Samot Ragusa saranno infatti presenti nelle principali farmacie delle tre province siciliane in cui l’associazione è presente, Ragusa, Siracusa e Trapani, per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema delle cure palliative ed offrire le corrette informazioni ed assistenza ai pazienti in fase avanzata di malattia e supporto alle loro famiglie. 

L’iniziativa della Fedcp ricorre proprio in occasione della festa di San Martino, il santo che secondo la leggenda tagliò a metà il suo mantello per coprire un vecchietto sfinito dalla stanchezza e dal freddo. Dopo quest’atto di generosità e solidarietà, racconta il mito, il tempo mutò, il cielo si schiarì e il freddo cessò, lasciando spazio ad un’aria più mite, l’Estate di San Martino appunto. Dal termine mantello, pallium in latino, deriva “palliative”: le cure che come un mantello avvolgono il paziente, lo proteggono e lo difendono.

 

Gli operatori di Samot Ragusa Onlus saranno presenti domani nelle seguenti farmacie:

 

provincia di Ragusa: 

- Farmacia Occhipinti, c.so Vittorio Veneto 751, Ragusa; orari 9.30 - 12.30;

- Farmacia Sciveres, via Archimede 228, Ragusa; orari 9.00 - 13:00;

- Farmacia Roccasalva Dott.ssa Sabina, Via Nazionale 308, Modica; 

- Farmacia Guastella; stradale Forcone n. 58, Vittoria;

- Farmacia Cali’, via G. Garibaldi 30, Vittoria; orari 09.30 - 13.00.

 

provincia di Siracusa:

- Farmacia Lombardo, Via Garibaldi 130, Palazzolo Acreide, SR

 

provincia di Trapani:

- Farmacia Centrale Garaffa, via Giovan Battista 119, Trapani; orari 11.00 – 13.00;

- Farmacia Dott. Biagio Gallo, via Fardella 340, Trapani; orari 16.00 – 18.00;

- Farmacia Occhipinti, Corso Italia 65, Trapani; orari 11.00 – 13.00;

- Farmacia De Stefano, Piazza Europa 41, Favignana, TP; orari 9.00 – 11.00;

- Farmacia Grimaudo, via Salemi 185, Mazara del Vallo, TP; orari 10.00 – 13.00;

- Farmacia Parisi, via Cavour 45, Campobello di Mazara, TP; orari 9.30 – 11.30;

- Farmacia Polizzotti, Piazza Matteotti 13, Marsala, TP; orari 10.00 – 12.00 /16.00 – 18.00;

- Farmacia Giorlando Via Francesco Crispi, Alcamo TP; orari 11.00 – 13.00.

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Ragusa, 23 ottobre 2017 – Si è svolta a Modica, a Villa Cascino, dal 21 al 22 ottobre 2017 la manifestazione del 60° JOTA (JOTI) organizzata dagli Scout (Agesci) a livello internazionale per consentire ai ragazzi Scout di tutto il mondo di comunicare e prendere contatto con i mezzi di comunicazione, in particolare radiocomunicazioni HF, più adatte a questo scopo e, da alcuni anni, anche comunicazioni via Internet.

Ancora una volta ARI Ragusa ha collaborato mettendo a disposizione dei gruppi Scout attrezzature, antenne e radiotrasmettitori e naturalmente l’opera di radioamatori. Due degli operatori che hanno partecipato (tra cui il segretario della sezione, Vincenzo Licitra IT9DQC) sono anche Scout: Corrado Terranova IT9ZEO e Maurizio Pisana (IT9XID), perciò è stata massima la sinergia che ha consentito di spiegare ai ragazzi il funzionamento generale delle reti di radiocomunicazioni e li ha coinvolti e appassionati, ancora una volta, alle trasmissioni, che loro stessi hanno potuto sperimentare con impegno e passione e con molta dedizione.

È stato approntato un set di attrezzature da campo con base operativa in una tenda che ha consentito anche di dimostrare come con mezzi semplici si possano ottenere risultati importanti senza spendere "capitali" umani e finanziari e raggiungere corrispondenti da ogni parte del mondo con enormi soddisfazioni e grande divertimento.

Un’esperienza formativa molto utile per tutti, ma anche una grande occasione di solidarietà e socialità che ha unito i ragazzi iblei da Modica a vari paesi del mondo collegati: Stati Uniti, Germania, Gran Bretagna, e tanti altri “country” (Paesi).

Insegnare è anche a propria volta imparare, per questo ringrazio i Capi Scout e gli organizzatori (e non solo perché hanno inviato la simpatica e gentile lettera che pubblichiamo di seguito), in particolare Marisa Scivoletto, Pietro Tona e lo stesso Corrado Terranova che hanno consentito ai nostri Enzo Licitra, Giuseppe Fede, Angelo Strazzeri, Salvo Barone, Maurizio Pisana e a me stesso (a nome di tutti i radioamatori iblei e i soci ARI in particolare) di poter donare ai ragazzi questi momenti istruttivi ma anche amichevoli e di crescita intellettuale e personale.

Ad majora, AGESCI! Al prossimo JOTA!

 

Salvo Micciché (IT9CLU), presidente pro tempore ARI Ragusa

 

 

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Il testo della lettera inviata da AGESCI alla sezione ARI di Ragusa in merito a JOTA 2017

 

Gentile Presidente,

Le esprimiamo, a nome di tutto il gruppo scout AGESCI Modica 1, vivo ringraziamento per l’organizzazione ed il supporto tecnico/logistico fornito dai Vs Radioamatori presso Villa Cascino a Modica in occasione del 60° JOTA.

Grazie alla professionalità ed alla disponibilità di:

 

Vincenzo Licitra IT9DQC, 

Angelo Strazzeri IT9CCR, 

Salvo Barone IT9ABO, 

Giuseppe Fede IT9KFA,

Corrado Terranova IT9ZEO, 

Maurizio Pisana IT9XID.

 

Grazie a loro i ragazzi hanno potuto apprendere i principi del funzionamento della radio, sperimentare i collegamenti con le altre postazioni JOTA ed ascoltare con grande emozione la voce dell’astronauta Paolo Nespoli direttamente dalla Stazione Spaziale Internazionale.

 

Certi che nel prossimo futuro potranno realizzarsi ulteriori e proficue collaborazioni porgiamo cordiali saluti.

 

 

I Capi Gruppo Pietro Tona e Marisa Scivoletto

 

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La Previdenza dei medici tra riforme e ultime novità. A Ragusa esperti a confronto nell’appuntamento promosso dall’Ordine dei Medici

 

Ragusa, 23 ottobre – Il labirinto delle norme previdenziali in cui ci si è venuti a trovare negli ultimi anni ha sollecitato risposte più concrete da parte di esperti del settore in un convegno organizzato sabato dall’Ordine dei Medici di Ragusa su “Previdenza: quale futuro per medici ed odontoiatri”. Le preoccupazioni nascono dal fatto che negli ultimi 25 anni si sono succedute ben 19 riforme sulla pensione modificando sistematicamente la normativa, in maniera tale da ritardare l’uscita dal mondo del lavoro.  

Il presidente dell’Ordine dei Medici di Ragusa, dottor Salvatore D’Amanti, aprendo la sessione di lavori ha voluto sottolineare la necessità del confronto. “Un problema, quello della previdenza - ha detto - che riguarda non solo i medici prossimi alla pensione, ma anche e soprattutto i giovani. Per tale ragione abbiamo interpellato i maggiori esponenti dell’Enpam e degli esperti sul sistema  pensionistico della dipendenza per spiegare come sta intervenendo l’ente  sulle pensioni, sull’assistenza ai medici, soprattutto quelli portatori di handicap, sulla contribuzione. Fortunatamente l’Enpam è un ente piuttosto solido, con un patrimonio capace di garantire agli iscritti la pensione per i prossimi 50 anni”. Molti i suggerimenti degli esperti per fare scelte oculate e trovare soluzioni ottimali per evitare errori. Per primo è intervenuto il dottor Alberto Oliveti, presidente della Fondazione Enpam, che ha relazionato su “I fondi speciali dei medici convenzionati”. 

Riportando numeri e dati circonstanziati è stato sottolineato che l’Enpam è un ente stabile, solido che puo’ assicurare buone aspettative di soddisfazione operando con interventi istituzionali. “Nello stesso tempo - ha affermato il dottor Oliveti - siamo attenti al cambiamento in corso che comporta certamente delle difficoltà ma apre anche nuove potenzialità, e per questo stiamo cercando di mettere in atto tutti quei meccanismi che possono prevedere un inserimento professionale lavorativo efficace della futura generazione”. Oggi l’età pensionabile per i medici  è 67 anni e mezzo, 68 anni dal prossimo anno, che per  i medici convenzionati che ricorrono alla pensione anticipata si riduce a 61 anni e mezzo. L’intervento del dottor Carlo Maria Teruzzi, presidente del fondo pensione complementare, riservato in particolare ai medici, ha voluto sensibilizzare i colleghi sulla necessità dell’integrazione contributiva. 

“Attraverso un patrimonio accumulato durante la vita contributiva - ha affermato Teruzzi - si potrà far fronte all’abbassamento dell’assegno pensionistico che si andrà a riscuotere rispetto all’ultimo stipendio, calcolato intorno al 40 - 50 % in meno.  Le maggiori difficoltà si prevedono per i giovani ed è per questo che stiamo sensibilizzando anche le relative famiglie” sulla necessità di intervenire con i fondi previdenziali integrativi già a partire dagli ultimi anni di università.  Secondo il dottor Claudio Testuzza, esperto collaboratore de “Il Sole 24 ore”, le 19 riforme pensionistiche, che si sono succedute nel tempo sono state finalizzate non solo a ritardare l’uscita dei professionisti dal mondo del lavoro ma anche a ridurre in modo rilevante le quantità economiche delle rispettive pensioni. La possibilità di intervenire con i fondi previdenziali integrativi sembra rappresentare oggi un utile rimedio. Infine quattro postazioni di  esperti Enpam, allestite temporaneamente all’interno della sede di via Nicastro, hanno permesso di rispondere individualmente alle domande sulla propria posizione previdenziale ai numerosissimi medici (oltre cento) che hanno partecipato all’evento. 

 

Giovannella Galliano

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Il 15 ottobre a Villa Fortugno il passaggio delle consegne del Club Soroptmist di Ragusa. Una campagna di prevenzione al tumore al seno sta riscuotendo un grande successo

 

Ragusa, 13 Ottobre 2017 – Il nuovo Consiglio del club service Soroptmist di Ragusa, aggiornato al 1° ottobre 2017 e che resterà in carica fino al 30 settembre di quest’anno, si riunirà a Villa Fortugno domenica sera per il passaggio ufficiale delle consegne.

La nuova Presidente per l’anno 2017-2018  è Antonella Rollo. 

Questi gli altri componenti: Rossella Amoddio segretaria, Rita Scrofani Past President, Costanza Arezzo primo Vice Presidente, Anna Tanasi secondo Vice Presidente, Giovannella Arezzo tesoriera; consigliere: Maria Elda Sartorio, Rosalba Iachello, Maria Pia Iacono, Lina Baieli, Salvina Blandino.

Saranno presenti per il comitato ospitalità Gabriella Busiello,Paola Pluchino e Carlotta Schininà e le due delegate Cettina Raniolo e Valeria Puglionisi. 

Con l’elezione della nuova presidente Antonella Rollo è già partita la prima campagna di prevenzione del tumore al seno che ha già ricevuto tantissime adesioni. Un servizio che il Soroptmist sta offrendo gratuitamente a 38 persone.

La radiologa senologa, dottoressa Valentina Sallemi, il 22 ottobre nei locali dello studio medico del dottor Giovanni Di Pasquale, oltre ad eseguire la palpazione per individuare eventuali anomalie,  insegnerà a queste donne che si sono prenotate anche l’autopalpazione. Un primo passo questo per far si che  l’iter di prevenzione  possa continuare con altri strumenti diagnostici  atti ad approfondire l’indagine.  

La Campagna di Prevenzione del tumore al seno organizzata dal Soroptmist club di Ragusa  oltre a ricevere una richiesta massiccia di partecipanti, ha avuto l’adesione del Comune di Ragusa  e lo sponsor del Centro Copigrafico  che si è fatto carico delle locandine.

 

Giovannella Galliano

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L’utilità dei Centri diurni come mezzo di prevenzione: la parola al dottor Antonio Virzì

 

Ragusa 21 settembre 2017 – Oggi, 21 settembre, ricorre la XXIV Giornata Mondiale dell’Alzheimer, volta a far crescere più coscienza pubblica nei riguardi di questa malattia che oggi conta più di un milione di malati solo nel nostro Paese. Sono numeri che purtroppo sono destinati ad aumentare e nonostante la ricerca sia fortissima in ambito biologico  al momento attuale non abbiamo certezze ma solo “prospettive bellissime”,  come ci riferiscono alcuni esperti. Prevenire sembra essere l’unica soluzione di buon senso per  decelerare il processo di alterazione delle funzioni celebrali e i Centri Diurni stanno dando una buona mano a questo problema .  Da tre anni circa esiste a Ragusa l’unico Centro Diurno della provincia, ubicato presso l’Ospedale Civile,  diretto dal dottore Antonio Virzì, direttore  dell’U.O.C  di Psichiatria. Sono 60 i pazienti che frequentano il Centro Diurno con una continuità  di circa 20 al giorno, seguiti da medici, psicologi, assistenti sociali, tecnici della riabilitazione e musicoterapista. I pazienti di Ragusa usufruiscono anche del servizio trasporto per recarsi da casa al Centro e viceversa.

 

Come viene percepita dalla popolazione la Giornata Mondiale dell’Alzheimer e quale consapevolezza è stata acquisita dei Centri Diurni?

“Celebrare la Giornata Mondiale dell’Alzheimer- ci ha detto il dottor Antonio Virzì-  significa richiamare l’attenzione sul problema che è reale, e che purtroppo lo sarà ancora  di più per il futuro;  fa prendere consapevolezza  su certe situazioni che vanno affrontate.  Nelle varie iniziative che ogni anno si organizzano partecipano, dove è possibile, anche gli utenti dei Centri Diurni e le loro famiglie, grazie alla maggiore presa di coscienza.”

 

Quanto è importante la presenza delle famiglia e degli utenti?

- Il loro coinvolgimento- dice il dottor Virzì- diventa importante: Oggi è completamente superato il concetto “ io curo qualcuno, io medico parte attiva e un paziente parte passiva”. E il coinvolgimento anche nella responsabilità delle scelte è oggi molto più allargato e diffuso.  Il fatto che le famiglie prendano consapevolezza dell’utilità del Centro Diurno è una scelta che poi  ha anche un valore politico: perché io posso indirizzare le risorse sulla residenzialità, che è poi l’atto finale, ma se queste risorse le utilizzo anche sul Centro Diurno riesco a ritardare il ricorso alla residenzialità. E’ questo  l’obbiettivo principale dei Centri Diurni. Questo avviene attraverso vari effetti che il Centro Diurno può avere:  uno di tipo quasi assistenziale(se  si solleva per alcune ore la famiglia del carico forte assistenziale che un paziente Alzheimer da, loro si stancano meno e   si   ritarda il ricorso alla residenzialità che è una situazione  vissuta male da tutti i familiari e da un grande senso di colpa ); poi ci sono altri effetti che riguardano le attività riabilitative: qui paradossalmente il paziente migliora perché molti di loro che vengono da periodi di isolamento e inerzia e che hanno già esaurito quelle poche risorse che possedevano, con le attività messe a disposizione dal Centro Diurno, quelle poche risorse rimaste riprendono. La stimolazione quotidiana rallenta, in ogni caso, il processo di alterazione delle funzioni cerebrali. Nel Centro Diurno il ripetere delle attività quotidiane che non sono staccate dalla realtà di ogni giorno giova molto. 

 

Quali sono le attività messe a disposizione da un Centro Diurno per questi pazienti?

“Una delle attività principali  che questi pazienti conoscono bene- continua il dottor Virzì- è l’attività di cucina. I piatti sono nella storia e nella tradizione e nei Centri Diurni glieli facciamo praticare facendoglieli ricordare. Sono tutte sequenze che  a casa non fanno più. Esercitarsi in una attività di questo genere  è riproporre un clima più familiare possibile. Lo stesso avviene con la musicoterapia dove i pazienti cantano e ricordano canzoni del passato e stimolano la mente. Lo stesso avviene con le immagini, con i sapori, i luoghi. Le gite, per esempio,  sono molto utili oltre che divertenti perché questi pazienti socializzano già sul pulman e hanno la possibilità di  vedere luoghi che forse non vedevano da anni . Una delle caratteristiche principali del Centro Diurno è dare importanza al recupero della storia dei pazienti e questo si lega  all’intervento di Medicina Narrativa”  (Ricordiamo che il dottor Virzì è il presidente della Società Italiana di Medicina Narrativa).

 

 Se la ricerca ancora non ci da certezze come possiamo prevenire L’Alzheimer?

“Al di là della ricerca in generale- ha concluso il dottor Virzì-  in questo momento si arriva ad una conclusione di buon senso. La prevenzione è nel cercare di fare delle cose semplici che aiutano la nostra salute in generale: Una alimentazione corretta, delle sane passeggiate, una normale attività mentale che va dal gioco delle carte alle parole crociate  e non trascurare mai di socializzare”. 

 Al Centro Diurno Alzheimer del’Asp 7 di Ragusa i vari operatori indirizzano i pazienti anche alla lettura del giornale con attività che vanno dal commento al ricordo dei nomi e dei luoghi citati nell’articolo. Non mancano anche le attività legate al giardinaggio, al laboratorio di cucito, a quelle religiose con la presenza di padre Giorgio Occhipinti, alla musica in cui, oltre al canto, i pazienti possono utilizzare alcuni strumenti ritmici, quali le maracas o il triangolo che possono essere utili alla stimolazione del loro ritmo corporeo. 

La prerogativa dei Centri Diurni è senza dubbio quella di dare risposte concrete ai bisogni dei malati e dei loro familiari nell’attesa che la ricerca faccia passi da gigante. 

 

Giovannella Galliano

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Ragusa 23 agosto 2017 – A poco più di una settimana dal via, tutto è pronto per “Soc…  corri e cammina per Amatrice”, la manifestazione organizzata per il 3 settembre dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Ragusa in collaborazione con l’ASD “No al Doping” di Ragusa e patrocinata dal Capo del Corpo del Vigili del Fuoco, che ha come obiettivo quello di raccogliere fondi da destinare ai bambini della cittadina laziale colpita dal terremoto dell’estate scorsa.

«Siamo molto soddisfatti per il riscontro che abbiamo avuto da parte dei cittadini della provincia di Ragusa e non solo», ci dice il Vigile del Fuoco Direttore Ginnico Antonio Occhipinti, uno degli organizzatori della manifestazione. «A oggi abbiamo ricevuto donazioni da parte di più di 1.000 persone, con una buona percentuale di adesioni che sono arrivate anche dalle altre province siciliane e qualcuna addirittura dall’estero. L’obiettivo che ci eravamo prefissi è stato già raggiunto».

Incassato il successo della raccolta fondi, adesso gli organizzatori stanno limando gli ultimi dettagli relativi alla camminata vera e propria.

«I primi a partire saranno i “camminatori”, che si metteranno in marcia, partenza davanti al piazzale dello stadio “Selvaggio – Aldo Campo” di Ragusa, alle ore 7. Un’ora dopo sarà dato il via per i podisti». 

Per i vacanzieri che prolungheranno la permanenza a Marina ci sarà la possibilità di usufruire del bus navetta messo a disposizione dall’organizzazione e che partirà alla volta del capoluogo ibleo da via Brin alle ore 6:00 (per riportare a casa i “ragusani”, al termine della manifestazione la navetta effettuerà il percorso inverso).

Chi invece non se la sentirà di cimentarsi con i 21 chilometri della Marina-Ragusa, potrà partecipare alla “Family Run”, «una camminata, tranquilla e riposante, da fare in compagnia di mogli, mariti, figli, che prenderà il via alle ore 9:00 da piazza Duca degli Abruzzi e che si snoderà lungo le vie cittadine della località balneare ragusana».

Per tutte e tre le manifestazioni l’arrivo è previsto intorno alle 11 in piazza Duca degli Abruzzi, dove i partecipanti saranno accolti da un gelato offerto dalle gelaterie presenti in piazza.

L’organizzazione ci tiene a precisare che la partecipazione alle camminate è riservata solo a chi avrà effettuato la donazione di 5 euro e indosserà la maglietta ufficiale di “Soc… Corri e cammina per Amatrice”.

«Per chi non lo avesse ancora fatto, ci sarà tempo fino alla mattina del 3 settembre. Noi però consigliamo di farlo venerdì 25 agosto o sabato 2 settembre in piazza Duca degli Abruzzi presso lo stand dell’ASD “No al Doping” perché le magliette stanno per terminare e senza non si partecipa».

 

Maggiori info sulla pagina Facebook: https://www.facebook.com/VigilidelfuocoRagusa/

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Pozzallo 31 luglio 2017 – Terza edizione, a Pozzallo, della manifestazione "Papà ti Salvo io", organizzata dalla Società Nazionale di Salvamento Sezione Ispica - Pozzallo, in collaborazione con la ludoteca Peter Pan Pozzallo e la partecipazione della Capitaneria di Pozzallo e il nucleo aereo della Guardia Costiera di Catania.

Hanno preso parte circa 50 bambini alle attività. Le attività si sono svolte in diverse giornate. Attività didatticche in aula con proiezione di filmati e proiezione delle "10 regole d'oro per un bagno sicuro" e poi attività di "ambientamento in acqua".

La manifestazione ha avuto diversi scenari con attività salvataggio di un baby bagnino che ha simulato il salvataggio di un adulto e dell'intervento di una moto d'acqua che ha soccorso una ragazza in difficoltà.

Alla manifestazione ha partecipato con diversi passaggi l'aereo del nucleo aereo della Guardia Costiera di Catania.

Si ritiene soddisfatto il Direttore della Società Nazionale di Salvamento Sez. Ispica-Pozzallo M° Fabio Biagio Fidone che sottolinea l'importanza della diffusione delle regole d'oro per un bagno sicuro. Solo con una capillare informazione che parte dai più piccoli si possono evitare tanti incidenti.

La Maestra Concetta Poidomani ha detto di essere contenta per le attività che hanno svolto i bambini durante le re di attività giornaliera, conoscendo meglio l'acqua, una realtà a volte sconosciuta. Semplici momenti che hanno reso importante tutti questi incontri.

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Siracusa, 30 giugno 2017 – Anche oggi, causa le levate temperature, continuano i servizi dei Carabinieri della Compagnia di Siracusa per prestare soccorso ai senza tetto, alle persone anziane ed offrire loro anche il conforto di una bottiglia d’acqua per chi fosse stato sorpreso dalla morsa dell’afa e delle temperature torride. 

Come per l’inverno appena passato, anche per l’estate le caserme rimarranno aperte a disposizione di coloro che dovessero trovarsi in difficoltà a causa di un clima imprevedibilmente caldo e che non avesse punti di riferimento per superare i momenti di maggiore fatica. 

Anche nella mattinata odierna, a seguito di alcune chiamate pervenute alla centrale operativa del Comando Provinciale da cittadini che chiedevano consigli per affrontare al meglio le ore più calde del giorno o che si sono trovati in difficoltà a causa delle temperature, i militari della Compagnia hanno effettuato interventi di assistenza nelle zone di Piazza Santa Lucia, della Stazione Ferroviaria e di via Von Platen, dove sono state distribuite delle bottigliette d’acqua ad un senza tetto che chiedeva l’elemosina, al quale sono state indicate le strutture presenti in città alle quali rivolgersi per poter ricevere assistenza, nonché ad alcune persone più anziane. 

Il servizio di pronto intervento dei carabinieri continua ad essere in contatto con le strutture di riferimento dell’Azienda Sanitaria Provinciale  per garantire la più idonea assistenza nel caso di persone che dovessero presentare malesseri dovuti al forte caldo e alla disidratazione.

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Scicli, 14 giugno 2016 – Sarà una bellissima giornata di cultura, divertimento e aggregazione quella del prossimo 18 giugno presso l’Antica Farmacia Cartia, il museo dello speziale aperto e gestito dall’Associazione Culturale “Tanit Scicli” in collaborazione con il dottor Guglielmo Cartia, ultimo esponente in ordine di tempo della famiglia di speziali sciclitani. 

Domenica, infatti, per festeggiare l’entrata dell’Antica Farmacia nell’Associazione Nazionale Piccoli Musei, Tanit ha deciso di aderire alla Prima Giornata Nazionale dei Piccoli Musei, un open day a ingresso gratuito dove i visitatori potranno ammirare la bellezza dell’Antica Farmacia Cartia ricevendo in cambio anche un piccolo dono, regalato dai componenti di Tanit Scicli per manifestare la propria gratitudine a chi con la sua visita omaggia il lavoro e l’impegno quotidiano necessario all’apertura di questo sito culturale. 

La giornata ha due importanti patrocini, quello del Touring Club Italiano e di Invasioni Digitali. Sarà infatti organizzata per la giornata un’invasione digitale all’interno della farmacia, con i visitatori trasformati in guide grazie alle loro foto che possono postare sui social network usando l’hashtag #giornatapm.

L’Antica Farmacia Cartia potrà essere visitata e invasa dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00.

Per informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Tel. +39.338.8614973.

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Scicli, 20 November 2017 – È stato un fine settimana pieno di soddisfazioni per Tanit Scicli, l’associazione culturale sciclitana intervenuta al IV Meeting Regionale Cammini e Vie Sacre in Sicilia che si è svolto a Caccamo, appunto, dal 17 al 19 novembre.

Le Vie Sacre a Scicli, disegnate da Tanit, fanno parte di una rete di ventiquattro cammini tracciati nella nostra regione che ripercorrono antiche vie percorse da pellegrini, Beati e Santi nel corso dei secoli e ora scenario di un turismo sostenibile, un’esperienza per vivere pienamente scenari naturalistici e culturali di rara bellezza, sconosciuti al turismo di massa ma apprezzati da appassionati di trekking e pellegrini di tutto il mondo.

In questo contesto, Tanit Scicli è stata lodata da Attilio Caldarera, coordinatore di Vie Sacre Sicilia e fautore del meeting, come la delegazione più numerosa intervenuta all’incontro e realtà nuova dell’ultimo biennio con cammini sacri urbani unici nel palcoscenico del sud-est siciliano, capaci di coinvolgere dall’estate 2016 a oggi decine di camminatori.

La tre giorni caccamese è stata occasione per rilanciare ancora di più le iniziative di Tanit Scicli, nel 2018 nuovamente presente nel calendario di Vie Sacre di Sicilia con il Cammino del Beato Guglielmo, delle chiese rupestri e quello che percorre le Orme di Maria a Scicli, ai quali si aggiungeranno presto nuovi itinerari di trekking urbano, tracciando un solco nuovo nel panorama dell’offerta turistica sciclitana. 

 

Vincenzo Burragato

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Ragusa, 13 Ottobre 2017 – Dopo vari studi e  numerose tesi di laurea sul filone “ Commissario Montalbano”, serie TV di grande fama internazionale, nella struttura Didattica Speciale di Lingue e Letterature straniere di Ragusa si sta organizzando anche un  Convegno sul personaggio creato dalla penna del grande Andrea Camilleri. Il convegno   si terrà presso la sede della Struttura nei giorni del 19 e 20 ottobre. 

La fama ‘globale’ di Montalbano, legata alla fortunata serie televisiva prodotta dalla Palomar per la RAI già a partire dalla sua prima stagione del 1999, si è tradotta nel  successo di Ragusa e del territorio ibleo in generale. Ciò che è meno noto al grande pubblico riguarda gli aspetti scientifici legati alla fortunata serie di romanzi di Camilleri dedicati al commissario e la loro trasposizione audiovisiva. 

Proprio alla promozione  dell'approfondimento di tali aspetti la Struttura Didattica Speciale di Lingue e Letterature straniere dell’Università degli Studi di Catania, con sede a Ragusa Ibla, ha dedicato un Convegno che si svolgerà a Ragusa Ibla il 19-20 ottobre. In particolare Il Convegno nasce dall’esigenza di rispondere anche agli studi sulle traduzioni letterarie del ciclo di romanzi che hanno per protagonista il commissario Montalbano, oggetto di Seminari annuali (2013-2016) organizzati dall’Università degli Studi di Cagliari relativamente  a tre filoni di ricerca: Traduzione audiovisiva (sottotitolaggio e/o doppiaggio); Cineturismo (cinema, turismo e territorio); Montalbano e la tradizione poliziesca italiana. Il Convegno vedrà la partecipazione di studiosi provenienti dalle più prestigiose università europee e italiane.

Per maggiori dettagli relativi al convegno si può consultare il sito della Struttura Didattica.

 

Giovannella Galliano

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Sui vetrini di Aldo Gerbino la sintesi di un’immagine focale della vita nel bene, nel male e nella bellezza

 

Se la Poesia può decodificare la realtà del mondo; se il poeta può inventarne il linguaggio e gli umori attraverso lacerti di realtà costruiti su una parola prolifica di immagini, che hanno la loro radice profonda in una cultura raffinata ed esigente che nasce dalla malia dell'Arte (la pittura, la scultura, la letteratura) e dalla Scienza, soprattutto medica.

La risposta possibile potremmo ritrovarla nei versi di Aldo Gerbino (per un discorso approfondito rimando al mio saggio sulla sua poesia in Le confuse utopie – Salvatore Sciascia Editore 2003, pp. 173-179), che precedono i recenti versi del suo "taccuino" poetico che si sviluppa lungo un arco di otto anni, dal 2007 al 2015.

Da morfologo, egli sa bene come collocare, scegliere e collegare le forme espressive e poetiche per un'immagine generatrice di realtà del pensiero, nel quale si possono ritrovare le "forme" del mondo da cui a sua volta si genera la "forma" dell'esistenza: il linguaggio della vita nei suoi aspetti contraddittorî e perciò rivelatori di una verità esistenziale che ne è la misura e in certo senso l'espressione. Un percorso sofisticato della poesia che connota la vita e le sue macchie e la sua redenzione.

La scienza medica e il microscopio elettronico aprono, agli occhi del poeta e attraverso gli spiragli della Scienza, realtà e modi e forme per "raccontare" l'avventura umana con parole che sanno ricercare, a loro volta la Parola della Poesia nella quale si sublima l'immagine dell'essere dell'uomo e certamente la sua pena, il malessere, sia pure nello sfavillio o nel fulgore della pienezza misteriosa e incantatrice dell'arte, che inventa per contraddirsi e per affermare, anche nella negazione, gli aspetti dolenti o solenni o misteriosi o rivelatori della vita dell'uomo e delle sue illusioni, delle sue sirene e delle sue "piume" – metafora, come in "Natura morta con la penna": “Essa, la piuma, si depone sul nero carnoso /dell'ombra; scoria epidermica che soffre/per mancanza di cielo, per il turbine spento/del volo [...]”.

Ecco, è così che mi appare il misterioso "labirinto" di Comete mercuriali, piume, che è, sì, un Taccuino poetico costruito sulle grandi voci della poesia mondiale e dell'arte figurativa con la pazienza e la veggenza del letterato, del ricercatore e dello studioso, ma soprattutto dell'esteta; ma è altresì un "Taccuino esistenziale", nel quale il poeta e l'uomo di scienza riunisce e racchiude le forme della vita che generano la tensione e il pensiero alto della Poesia che trascorre sull'uomo e sul "mondo offeso", tracciandone i segni della finitezza, l'illusoria grandezza dei suoi limiti che conoscono l'affanno di una ricerca multiforme dell'essere e del consistere.

Sorvolo su Aldo, che sento fratello caro e perché le mie parole non ne darebbero mai la vera dimensione, come in Ancora suoni – Battiti: "Ecco i suoni di creature prime/e noi creditori dei tagli d'una stoffa/universale: ora tessuto ora pensiero, /ora singhiozzo di frangibili/sospiri, infine battito roccioso".

Sembra di trovarsi davanti a una tela di allegorie forti della vita o di essersi abbandonati ad un gioco a nascondino, cangiante e multiforme, con l'Uomo che sfida la conoscenza nella solitudine in un museo dell'esistenza, dove tutto ciò che appare è e non è, perché possa restare la spinta alla conoscenza della strada dell'essere, nella quale si celebra, anche con le lacrime, la nostra cieca viandanza solitaria verso una dimensione agostiniana del Tempo che ci fagocita, sia pure nell'abbaglio di una luce del mistero, contraddittorio e pietoso, come ne Le mani di Agenore Fabbri: "[...]/E ciò che traspare, ciò che riluce è il segno d'una casa/d'una eternità effimera e costante, di un cilicio/rivolto all'uomo, al suo senso di grazia infinita,/di strenua crudeltà".

Una poesia, questa di Aldo Gerbino, "ragionata" e razionale, lavorata a freddo, laddove si spinge a lambire la prosa aforistica per una definizione, dolente e pensosa, della sorte di essere uomini. 

Giovanni Occhipinti

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Il nipote dell’omonimo pastore metodista consegna due volumi del periodico il “Semplicista”

 

Ragusa, 28 settembre 2017 – Una cerimonia sobria, toccante ed interessante anche da un punto di vista storico quella tenutasi presso la sala conferenze del Centro studi “Feliciano Rossitto” di Ragusa. Un’occasione unica che ha consentito a Lucio Schirò (che ha partecipato con moglie, figlia e due nipotine), nipote dell'omonimo pastore metodista, di consegnare copia della pregevole raccolta – assemblata in due volumi - del quindicinale il “Semplicista” al Presidente del Centro studi, Giorgio Chessari, stimolando un articolato dibattito su tale testata pubblicata a Scicli (Rg) dal 1913 al 1924.

Tema principe della serata la figura di “Lucio Schirò. Pastore Metodista, sindaco di Scicli, fondatore e direttore del quindicinale Semplicista (1913-1924)”.

Vi hanno partecipato, dopo l’intervento introduttivo del presidente Chessari, Giuseppe Miccichè, storico, autore di numerose pubblicazioni, il quale ha descritto la vicenda che ruota attorno la nascita del “Semplicista” nonché tutte le fasi storico-politiche a Scicli e nella zona iblea in relazione alla presenza del pastore e della Chiesa metodista che ha visto Lucio Schirò come un valente protagonista della vita politica di quella cittadina e non solo.

A seguire l’intervento di Grazia Dormiente, etnologa e scrittrice, la quale ha illustrato il pensiero e l'azione del pastore Lucio Schirò e della sua famiglia anche in relazione alle vicende politiche non solo locali ma anche in ambito regionale e nazionale. Quindi l'intervento del giornalista Franco Portelli, che negli anni Settanta elaborò una tesi di laurea proprio sul “Semplicista” e trattando brillantemente la tematica presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università degli Studi di Catania, relatore il professore Uccio Barone e correlatore il professore Gastone Manacorda. Quest’ultimo, nel raccontare alcuni episodi legati a quel lavoro, ha dichiarato che è diventato giornalista (ormai quasi da mezzo secolo) proprio dopo aver letto, in occasione della tesi dell’allora studente Franco Portelli, il giornale ricevuto in copia dalla famiglia Schirò.

Ha concluso i lavori il sindaco di Scicli, Enzo Giannone, il quale, ricordando con forte emozione non pochi momenti della sua infanzia con la famiglia Schirò, ha auspicato un maggiore impegno affinché possa emergere, in sinergica collaborazione con il Centro studi “F. Rossitto”, nelle sue varie forme l’opera e la figura di Lucio Schirò.

A chiusura della serata, dopo gli interventi di Lucio Schirò (nipote del pastore) e Giorgio Chessari, si è sviluppato un breve dibattito cui sono intervenuti gli scrittori Gino Carbonaro, Giovanni Occhipinti e il preside Giorgio Flaccavento. 

 

Giuseppe Nativo

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Ragusa, 20 settembre 2017 – “Il don Milani valdese. Un testimone di fede e di umanità che fece dell’impegno per il bene comune e per il riscatto sociale degli emarginati la sua missione”. Così è definita in maniera sintetica, ma a chiare linee, in un articolo pubblicato su “Avvenire.it” (21.07.2015), la figura di Lucio Schirò (classe 1877) pastore della Chiesa Valdese Metodista di Scicli e sindaco della stessa città. 

Una storia importante, quella di Schirò, socialista, perseguitato dai fascisti e fondatore del giornale “Semplicista”. Da più parti è ricordato come colui che ha tracciato un profondo solco portando avanti “l’evangelo nella giustizia sociale” (come lo delinea lo sciclitano Salvo Micciché in un ampio articolo pubblicato a settembre del 2010 sul quotidiano on line Ondaiblea.it).

Schirò si spinse fino alle “periferie geografiche ed esistenziali dell’isola, per farsi prossimo e ridare dignità” agli ultimi, alle persone “scartate”. Lo fece fondando una scuola elementare per i figli dei contadini e dei braccianti, invitando i lavoratori a frequentare le sue lezioni che impartiva nelle ore serali. All’istruzione e all’alfabetizzazione unì la promozione di non poche attività culturali come la poesia e le rappresentazioni teatrali. La pro-nipote Francesca Schirò, in un’intervista del 2015 rilasciata su Avvenire.it, spiega: «Le recite, come emerge dai suoi diari e dalle testimonianze della gente, coinvolgevano tutta la collettività e non soltanto la Chiesa metodista. Dalle persone veniva chiamato ’u ministru. Ancora oggi gli anziani della città lo ricordano come l’uomo che aveva parole di conforto per tutti, carezze e amorevolezza per i bambini e vicinanza per chi era in difficoltà».

La missione di Schirò fu «non soltanto di tipo religioso, ma fu fortemente legata alla colarizzazione ed al riscatto culturale. Erano tempi in cui – spiega lo storico Giuseppe Micciché – il bracciantato agricolo, esclusa la difficile condizione femminile, registrava un analfabetismo che superava il novanta per cento. C’erano centinaia di persone che vivevano nelle grotte, nelle capanne, ai margini della società e non soltanto dal punto di vista topografico».

Nel 1913 fonda il quindicinale Semplicista (sottotitolato “morale - politico - amministrativo”), come organo religioso della Chiesa Metodista e della sezione socialista. Nel 1924 fu costretto a cessare le pubblicazioni: «Il Semplicista, mia delizia e croce – che rei facea tacere – è stato ucciso!», ebbe a dire Lucio Schirò. 

“Lottatore senz’armi” (come lo chiama affettuosamente la figlia Miriam – recentemente scomparsa all’età di 103 anni – nel libro omonimo edito nel 2003), si prodigò sempre per la città di Scicli ricoprendo la carica di primo cittadino e deputato provinciale dal 1944 al ’47.

 

Per ricordarne la personalità il Centro studi “Feliciano Rossitto” ha promosso ed organizzato un’iniziativa culturale che si terrà nella sala conferenza del Centro giovedì 21 settembre 2017 alle ore 17.30, avente per tema “Lucio Schirò. Pastore Metodista, sindaco di Scicli, fondatore e direttore del quindicinale “Semplicista” (1913-1924)”. Parteciperà all’incontro il nipote Lucio Schirò con la famiglia. Dopo la relazione introduttiva di Giorgio Chessari, la figura di Lucio Schirò, in tutte le sue molteplici sfaccettature, sarà illustrata da: Grazia Dormiente (etnoantropologa), Enzo Giannone (sindaco di Scicli), Giuseppe Miccichè (storico), Franco Portelli (giornalista). 

 

Giuseppe Nativo

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Scicli 16 agosto 2017 – Continuano le “Conversazioni a Scicli” del “Brancati”: Giovedì 17 Agosto alle 21.30 al torrente Aleardi Filippo Nicosia dialogherà con Giuseppe Pitrolo su “Un’invincibile estate”, sorprendente e coinvolgente romanzo di formazione. Nicosia (1983), messinese, ha lavorato per vent'anni nell'editoria indipendente prima di lasciare tutto e partire per la Sicilia con la libreria itinerante "Pianissimo - Libri sulla strada". "Un'invincibile estate" dipinge a tinte forti la vita di un ragazzo d'oggi in una Sicilia magnifica e crudele: a pochi giorni dal suo compleanno, un evento spazza via tutte le certezze del giovane Diego: tornando dal turno serale nel ristorante in cui lavora, trova il padre riverso sul tavolo della cena.

Quel padre violento e sanguigno, a cui Diego è legato da un amore viscerale, lo ha lasciato solo nella casa con vista sull'autostrada, in un quartiere popolare di Messina. L'unico rifugio sicuro è la passione per la lettura e la cucina, in cui Diego rivela ben presto un talento straordinario. Ma ad attenderlo c'è un'altra sorpresa: al funerale del padre si presenta Giovanni, un giovane sfrontato e prepotente che gli sbatte in faccia una verità molto difficile da digerire, riportando a galla vecchi rancori e gelosie. Soprattutto quando si insinua nel letto di Ester, la migliore amica di Diego, da sempre sua complice e confidente. Intanto l'estate è arrivata, fregandosene dei morti e del dolore, e con lei arriva anche Martina, che travolge Diego con tutta l'ebbrezza e i dubbi del primo amore. E mentre il ragazzo nuota ogni giorno nelle acque gelide dello Stretto, cercando di tenere a bada la paura per le sfide che lo attendono, all'orizzonte si profila una scelta che potrebbe cambiare il suo futuro, e forse portarlo lontano da quella terra così amata e odiata.

Domenica 20 alle 21.30 il giornalista Gaetano Savatteri converserà con Pitrolo sul saggio “Non c’è più la Sicilia di una volta”. «Non ne posso più di Verga, di Pirandello, di Tomasi di Lampedusa, di Sciascia. Non ne posso più di vinti; di uno, nessuno e centomila; di gattopardi; di uomini, mezz’uomini, ominicchi, pigliainculo e quaquaraquà. E sono stanco di Godfather, prima e seconda parte, di Sedotta e abbandonata, di Divorzio all’italiana, di marescialli sudati e baroni in lino bianco. Non ne posso più della Sicilia. Non quella reale, ché ancora mi piace percorrerla con la stessa frenesia che afferrava Vincenzo Consolo ad ogni suo ritorno. Non ne posso più della Sicilia immaginaria, costruita e ricostruita dai libri, dai film, dalla fotografia in bianco e nero. Oggi c’è una Sicilia diversa. Basta solo raccontarla».

L’immagine della Sicilia è legata a tanti capolavori della letteratura e del cinema di ieri. Ma leggere la Sicilia attraverso gli occhi degli autori del passato è come andare in giro con una guida turistica di un secolo fa: Savatteri ci restituisce un volto inedito e sorprendente dell’isola. Accanto alle rovine greche scopriremo i parchi di arte contemporanea più estesi d’Europa. All’immagine di Corleone si affiancherà quella di una Sicilia urbana e metropolitana. Invece della patria del machismo conosceremo il luogo in cui è nata la prima grande associazione in difesa dei diritti degli omosessuali. Al posto delle baronesse troveremo una generazione di donne manager e imprenditrici. E ancora, incontreremo un panorama letterario, musicale, teatrale tra i più vivaci di oggi. Con buona pace del Gattopardo, non è vero che in Sicilia tutto cambia perché tutto rimanga com’è: sull’isola, negli ultimi anni, quasi tutto è cambiato.

Venerdì 18 alle 21 Lilli Carbone presenterà “Una maestra di periferia” di Giovanna Canzonieri.

Domenica 27 Agosto alle 21.00 il “nuovo sciclitano” (o “foresto”) Sandro Franchini parlerà con Franco Causarano e Paolo Nifosì di “Quando politica e cultura salvarono Venezia”.

Sponsor delle “Conversazioni”: BAPR, Confeserfidi, Ferraro Immobiliare, Gioielleria Floriddia. 

Non è previsto un biglietto.    

 

Giuseppe Pitrolo

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Una Mostra al Museo dei Viaggiatori di Palazzolo Acreide

 

Palazzolo Acreide 8 agosto 2017 – Un percorso nella storia e nell’archeologia degli Iblei attraverso le immagini scattate da Paolo Orsi, da Rosario Carta e dai tanti fotografi che arrivarono in queste zone nei primi decenni del Novecento. 

Si inaugura venerdì 11 agosto alle 18,00 nella Sala Verde del Municipio di Palazzolo Acreide l’esposizione “Il viaggio di Paolo Orsi negli Iblei. Archeologi e fotografi nella Sicilia Sud Orientale tra il 1882 ed il 1932”, che verrà ospitata nel Museo dei Viaggiatori in Sicilia, in via Maestranza, luogo della memoria e testimonianza viva del “Grand Tour”.
La mostra nell’ambito dell’estate palazzolese è stata promossa dall’Assessorato Regionale ai Beni Culturali, Soprintendenza di Siracusa, in collaborazione con il Comune di Palazzolo e con l’Associazione “Jean Houel”.

La documentazione che sarà esposta a Palazzolo è estremamente originale, significativa e rara, ed è stata riprodotta su apparati didattici per offrire ai visitatori la possibilità di viaggiare a ritroso nel tempo.

In mostra foto in bianco e nero sulle città e le contrade dell’area Iblea, Palazzolo, ma anche su Siracusa e i suoi monumenti, Eloro, Akrai, Buscemi, Modica, Pantalica, Priolo, Melilli, Noto Antica, Castelluccio, Thapsos e Cava d’Ispica.

L’intento, quindi, è quello di ripercorrere il viaggio compiuto da Paolo Orsi e da altri fotografi negli Iblei. La documentazione, difatti, costituisce un punto di riferimento per conoscere aspetti e luoghi del tempo che vennero fermati in un’immagine e che quindi diventano testimonianza storica. “A Paolo Orsi si devono molti studi e scoperte sul sito archeologico di Akrai e su altri siti della Sicilia Sud Orientale – hanno sottolineato il sindaco di Palazzolo Carlo Scibetta e l’Assessore Comunale al Turismo Luca Russo -  siamo convinti che questa mostra sia un’occasione per promuovere e valorizzare ulteriormente il Sito archeologico di Akrai e il Museo dei Viaggiatori in Sicilia, e di incrementare l’offerta turistica del nostro territorio”. 

“La Mostra offrirà ai visitatori – ha aggiunto il Soprintendente Rosalba Panvini – la possibilità di conoscere diversi siti e monumenti dell’area Sud Orientale della Sicilia attraverso le riproduzioni fotografiche effettuate negli anni a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento e nella fattispecie si precisa che molti di tali città e complessi si presentano oggi  trasformati a causa dell’aggressione edilizia e dell’uso fattone dall’uomo”. 

Alla presentazione della Mostra, che avverrà nella sala Verde del Municipio, in Piazza del Popolo, parteciperanno l’Assessore Regionale ai Beni Culturali, Carlo Vermiglio, il Dirigente Generale del Dipartimento dei Beni Culturali, Gaetano Pennino, i rappresentanti dell’amministrazione  comunale,  il Presidente della Commissione  Bilancio dell’Ars, On.le Vincenzo Vinciullo, il Soprintendente ai Beni Culturali e Ambientali di Siracusa, Rosalba Panvini ed i suoi collaboratori; il Direttore del Museo dei Viaggiatori in Sicilia, Francesca Gringeri Pantano, che dichiara: “Il Museo si occupa dei viaggi dal Cinquecento all’inizio dell’Ottocento. Il viaggio di Paolo Orsi si pone dalla fine dell’Ottocento alla prima metà del Novecento, un itinerario che mostra i siti archeologici delle aree Iblee e pone in evidenza materiale fotografico inedito proveniente dal fondo archivistico della Soprintendenza. Siamo grati, poi, alla Fondazione del Museo civico di Rovereto per aver messo a disposizione due filmati sul grande archeologo Paolo Orsi”.

Il percorso scientifico della Mostra è stato curato oltre al Soprintendente, Rosalba Panvini e il Direttore del Museo dei Viaggiatori, Francesca Gringeri Pantano anche dall’archeologa Marcella Accolla.

Il progetto di allestimento è stato ideato da Salvatore Rizzo, Dirigente della consorella di Caltanissetta che vanta già altre collaborazioni con la Soprintendenza aretusea.

La documentazione d’archivio è stata seguita dal personale del Gabinetto fotografico della  Soprintendenza: Concetta Carbone, Sara Cicero, Rosalba Lo Monaco, Daniela Marino e Loredana Saraceno, mentre il coordinamento tecnico è stato affidato a Nuccia Alota e Santo Sala.

 

Dopo la presentazione ci si sposterà al Museo per l’inaugurazione della mostra.

L’esposizione resterà aperta fino al 6 gennaio 2018 e potrà essere visitata tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 9 alle 13 e dalle 15,30 alle 19,30.

Durante la Mostra saranno proiettati due documentari concessi dal Museo Civico di Rovereto dai titoli:

Tracce di Paolo Orsi dei registi Valentinotti-Zadra;

La scoperta di Siracusa, la grande avventura di Paolo Orsi del regista Carlo Pacher.

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Sabato 5 s’inaugura al “Brancati” di Scicli la mostra fotografica “Chiedi alla luce” di Nadar e Palazzolo

 

Scicli 30 luglio 2017 – Al Caffè letterario Brancati di Scicli (via Aleardi) Sabato 5 agosto alle 21 s’inaugura la mostra di fotografie “Chiedi alla luce” che vede insieme opere di ALDO PALAZZOLO e di FELIX NADAR. Ritratti di contemporanei quelli di Palazzolo; di fine Ottocento quelli di Nadar. Di quest’ultimo, storico fotografo parigino legato alle esperienze artistiche degli Impressionisti, 12 fotografie che compongono una preziosa cartella di ritratti d’epoca. 

L’ingresso è gratuito. La mostra resterà aperta fino al 10 settembre.

 

G. P.

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Scicli 17 luglio 2017 – Inizia la terza edizione delle “Conversazioni a Scicli” del “Brancati”: Giuseppe Pitrolo Domenica 23 Luglio alle 19.30 dialogherà nella piazzetta Aleardi (Scicli) con Paolo Di Stefano, inviato speciale del “Corriere”, sul suo nuovo giallo “La parrucchiera di Pizzuta” (pubblicato con lo pseudonimo di Nino Motta). 

Paolo Di Stefano è nato ad  Avola nel  1956. Cresciuto a Lugano, si è laureato con Cesare Segre. E’ stato responsabile delle pagine culturali del “Corriere della Sera”, di cui è ora inviato speciale. È autore di racconti, reportage, inchieste, poesie e romanzi. Nelle sue opere affronta temi come: la memoria e l'oblio, l'infanzia violata e la difficoltà di crescere, la famiglia e i rapporti generazionali, l'emigrazione, lo spaesamento, i rapporti Nord-Sud.

Con La catastròfa (Sellerio 2011, Premio Volponi) ha raccontato la tragedia dell’8 agosto 1956, quando in miniera a Marcinelle morirono, tra i molti altri, 136 minatori italiani. 

Di Giallo d'Avola (Sellerio 2013, Premio Sebastiano Addamo, Premio Viareggio-Rèpaci e Premio Comisso) Aldo Busi ha scritto: è “un grande romanzo, di genere, ma come considero di genere I promessi sposi, Il Gattopardo, o I Viceré... Se fosse stato pubblicato nei primi anni Sessanta non meriterebbe meno considerazione de Il fu Mattia Pascal e si potrebbe gridare al capolavoro”.

Ogni altra vita” (2015) racconta tante”storie di italiani non illustri”, partendo da quella dello sciclitano Adriano Arrabito (nato nel 1896), che esordì nella vita facendo Gesù Bambino in un presepe vivente, ma poi si dovette arrangiare in mille modi, finché non si inventò un prospero commercio di uova. Una vita di miseria, di fatica immane e di affetti intensissimi, soprattutto per la sua “adurata mamma” Ninetta, per la moglie Maria, per i sette figli. “Una vita di dolore, ma anche di gioia indicibile e di orgoglio che toccano il culmine allorché il primogenito, Emanuele, ottiene la laurea a Messina: un traguardo sociale. Ciò che colpisce sono la dolcezza e la serenità con cui Arrabito racconta il male di vivere, le tragedie private e quelle della storia. È un uomo buono e onesto, in cui si riassumono i grandi valori del passato (e chissà quanto del presente): famiglia, lavoro, fede”… Insomma, un coro di voci diverse che raccontano il secolo lungo degli italiani non illustri. 

“La parrucchiera di Pizzuta. Un giallo siciliano” (Bompiani) è l’appassionante noir inventato da Di Stefano: Rosa Lentini ha quarant'anni passati (anche se nessuno lo direbbe), un matrimonio alle spalle, una figlia e una passione: è una filologa, specializzata su Petrarca, ma la sua carriera universitaria è bloccata da concorsi discutibili. L'estate si avvicina, e Rosa prende una decisione: chiede l'aspettativa e con sua madre, donna Evelina, raggiunge la casa di famiglia a Pizzuta, il suo paese, vicino a Siracusa. Ma non sarà la solita vacanza tranquilla di mare e spiaggia: mentre lo scirocco soffia inebriante, prende forma una piccola ossessione: far luce sul misterioso omicidio di Nunziatina Bellofiore, avvenuto il 7 novembre 1956: cos'è accaduto alla bellissima ventenne che aveva aperto da poco un Salone di parrucchiera? A cosa si deve il silenzio che avvolge la sua morte da oltre mezzo secolo? A parte un ritaglio ingiallito, negli archivi non c'è quasi nulla. Per l'indagine, che condurrà con sua madre, Rosa ha a disposizione la memoria lacunosa dei coetanei di Nunziatina oltre alle armi della filologia: che insegnano proprio a colmare lacune, esercitare la virtù del dubbio, seguire la ''lectio difficilior'' anche a costo di mettersi nei guai. Sulle quinte barocche di un'estate siciliana, Nino Motta (alias Paolo Di Stefano) dà vita a personaggi memorabili e ci regala l'emozione di un giallo che è insieme ''l'edizione critica di un delitto'' e un inno alla resistenza femminile. Come quella di Nunziatina, parrucchiera, finita in un ''imbroglio'' più grande di lei.

 

G. P.

 

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Scicli, 2 November 2017 – Giuseppe Lupo Venerdì 3 alle 18.30 conversa con Emanuele Occhipinti e Giuseppe Pitrolo sul suo ultimo romanzo: Gli anni del nostro incanto (Marsilio). 

L’incontro si tiene presso la sede del Movimento Culturale “V. Brancati” (Torrente Aleardi, 18) ed è organizzato col cral della Banca Agricola Popolare di Ragusa. 

L’ingresso è libero.

 

Giuseppe Lupo è nato in Lucania nel 1963 e vive in Lombardia, dove insegna letteratura italiana contemporanea presso l'Università Cattolica di Milano e Brescia. Per Marsilio ha pubblicato L'americano di Celenne (2000; Premio Giuseppe Berto, Premio Mondello, Prix du premier roman), Ballo ad Agropinto (2004), La carovana Zanardelli (2008; Premio Grinzane Cavour-Fondazione Carical, Premio Carlo Levi), L'ultima sposa di Palmira (2011; Premio Selezione Campiello, Premio Vittorini), Viaggiatori di nuvole (2013; Premio Giuseppe Dessì), Atlante immaginario (2014) e L'albero di stanze (2015; Premio Alassio-Centolibri, Premio Frontino-Montefeltro, Premio Palmi). È autore di numerosi saggi e collabora alle pagine culturali del «Sole 24 Ore» e di «Avvenire».

 

Gli anni del nostro incanto

Una domenica di aprile, una Vespa, a Milano, negli anni Sessanta: un padre operaio, una madre parrucchiera, un figlio di sei anni e una bimba che non ne ha ancora compiuto uno. Vengono dalla periferia, sembrano presi dall'euforia del benessere che ha trasformato la loro cronaca quotidiana in una vita sbarluscenta. Qualcuno scatta una foto a loro insaputa. Vent'anni dopo, nei giorni in cui la Nazionale di calcio italiana vince i Mondiali di Spagna, una ragazza si trova al capezzale della madre che improvvisamente ha perso la memoria. Il suo compito è di ricordare e narrare il passato, facendosi aiutare da quella foto. 

Prende così avvio il racconto di una famiglia nell'Italia spensierata del miracolo economico, una nazione che si lascia cullare dalle canzoni di Sanremo, sogna viaggi in autostrada, si entusiasma con i lanci nello spazio dei satelliti americani e sovietici, e crede nel futuro, almeno fino a quando non soffia il vento della contestazione giovanile e all'orizzonte si addensano le prime ombre del terrorismo. Dopo la strage di piazza Fontana finisce un'epoca favolosa e ne comincia un'altra. La città simbolo dello sviluppo industriale si spegne nel buio dell'austerity, si sporca di sangue e di violenza, mostra il male che si annida e lascia un segno sul destino di tutti. 

Con un romanzo dalla scrittura poetica e struggente, forte nei sentimenti ed evocativo nello stile, Giuseppe Lupo ci racconta il periodo più esaltante e contraddittorio del secolo scorso - gli anni del boom e quelli di piombo - entrando nei sogni, nelle illusioni, nelle inquietudini, nei conflitti di due generazioni a confronto: quella dei padri venuti dalla povertà e quella dei figli nutriti con i biscotti Plasmon.

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Il romanzo di Giovanni Occhipinti sarà presentato al Centro studi "F. Rossitto"

 

Ragusa, 7 Ottobre 2017 – L’onorevole Giorgio Chessari, nella qualità di presidente del Centro Studi “Feliciano Rossitto”, comunica che venerdì 20 ottobre 2017, alle ore 17.30, presso la sala conferenze dello stesso Centro studi (Via Ettore Majorana, 5), Carmelo Arezzo e Giuseppe Nativo presenteranno il nuovo romanzo di Giovanni Occhipinti, “Mare con Mare” (Bonaccorso editore, Verona, 2017, pp. 187; finalista, da inedito, al Premio Neri Pozza, 2013).

Alla fine della serata interverrà l’autore. 

 

Tra cronaca e storia, il romanzo rievoca il perpetuarsi del destino errabondo dei popoli del Mediterraneo, sia pure nella parvenza di una favola ingenua e triste, di bontà e di cattiveria, calata nel dramma della vita. La narrazione è costruita in una prosa dai tratti espressionistici e realistico-magici, mentre dialoghi e monologhi si avvalgono in prevalenza di inflessioni popolari attraverso un lessico dialettale (sicilianismi) qualche volta arcaico, affidato a un procedimento anche iterativo (effetto-eco) della parola che accende il “parlato”.

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Non è da ora che Vito Campo si cimenta nella scrittura, poetica e narrativa, anche attraverso l'esercizio di un gusto estetico ampiamente sperimentato nell'uso dell'obiettivo. E dunque, un occhio attento ai colori, alle ombre e alle sfumature del paesaggio ha a che fare anche con una mente creativa attenta all'uso delle immagini già nell'amnio della parola, il verbum che diviene Parola, la parola con la quale si può costruire l'edificio narrativo che si sviluppa e si regge sul linguaggio.

Mi riferisco al suo recente Quattro racconti (Operaincertalibri, 2016), un libro appunto di racconti che si leggono con avvinto interesse anche per la piacevole sorpresa di averci fatto scoprire un autore che è già un promettente nostro compagno di strada e soprattutto un lettore, cui non sfugge l'importanza, in letteratura, di elevare la propria opera sull'altare della cultura: è questo che consacra un'opera e le dà dignità letteraria.

Per scendere nei particolari, egli sa bene come imprimere un andamento diaristico alla sua prosa per meglio vivere la suggestione dei ricordi attraverso personaggi del suo passato. E infatti, nel riepilogo di un'amicizia, nella rivisitazione e il recupero della dimensione dell'infanzia e dell'adolescenza, ma anche dell'età adulta, Vito Campo tenta recuperi autobiografici con una levità della parola che sorprende ed entusiasma il lettore, soprattutto quando descrive la luce, la sua vividezza e le sue opacità, le dissolvenze nelle sfumature, allo scopo di creare atmosfere, stati d'animo, emozioni. Qui, le sequenze più significative ed espressivamente ed espressionisticamente congegnate a tutto vantaggio di un linguaggio che dà la misura della maturità dell'autore, il quale, qua e là, si fa perdonare qualche inciampo nel descrittivismo compiaciuto, forse spinto dalla vis emotiva da cui origina la sua sensualità. Non per questo egli si fa prendere la mano dalla prolissità, essendo la struttura dei racconti attenta all'equilibrio e ai tempi del suo narrare.

Giovanni Occhipinti

 

 

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Rodolfo Di Biasio e Giovanni Occhipinti

Conversazione al telefono

 

Domande:

-1) Libro difficile questo tuo "Mare con mare" (Narrativa Bonaccorso – Verona, 2017). Quale il filo rosso che il lettore deve seguire per giungerne al cuore?

-2) E’ giusto dire che il tuo romanzo affronta la tragedia, la sofferenza della storia e nello stesso tempo è racconto visionario aperto alla speranza?

-3) Tu è il protagonista del racconto. Personaggio misterioso e intenso, insieme ingenuo e capace di porsi le grandi domande della vita nella sua ricerca di Dio. Ma chi è Tu

Risposte:

Se mi consenti, Rodolfo, riunisco in un unico discorso le risposte alle tue tre domande, che si integrano là dove affrontano il tema del mistero dell'eternità e della sofferenza dell'uomo della terra, quali che siano il colore della pelle, la civiltà, la storia, il credo religioso. 

"Libro difficile", dici? Sì, Mare con mare, (Narrativa Bonaccorso, 2017) apre le sue pagine ai lettori, disvelandosi e velandosi via via che il protagonista Tu entra nella loro vita, rendendoli partecipi delle proprie emozioni, dei propri sentimenti e problemi e soprattutto degli accadimenti insoliti (soprannaturali?), disperati e infelici, ma sempre ispiratori di sentimenti e di gesti edificanti anche quando riguardino la miseria e la cattiveria o l'indifferenza degli uomini che feriscono gli indifesi e i deboli.

Tra favola e dramma, Tu ci fa riflettere sulla sofferenza dei derelitti e degli oppressi, ma nello stesso tempo sulla forza della bontà e della fede nel Dio degli uomini, nel quale egli crede e che ricerca come in un sogno -o in una favola-, una sorta di realtà incantata, per parlargli e sfogarsi, come accade a certi personaggi vetero-testamentari e allo stesso Cristo, che grida nello spasimo il suo dolore per essere stato "abbandonato" alla tortura infame della crocifissione. In altri termini, l'immigrato Tu, dalla facies "bivalente" - nera e bianca - è gli uomini che soffrono l'afflizione della terrestrità: umiliazioni, persecuzioni e maltrattamenti, privazioni; e quanto più egli ne è vittima, tanto più si eleva nello spirito, ricercando il Dio del dolore, della sofferenza e del perdono.

Dunque, il "filo rosso", come tu dici, bisogna districarlo dall'intricato gomitolo esistenziale e terragno e servirsene come guida per uscire dal labirinto della malvagità o dell'indifferenza e ritrovare in Lui - Dio! - la condizione definitiva ed eterna della vita -Oltre! Non fa forse pensare la fine di Tu, il quale inspiegabilmente viene trovato morto ai piedi di una Croce, su cui si era arrampicato, forse per sfidarne la storia nella quale convivono malvagità e redenzione o forse per autocrocefiggersi? Dunque, è a una doppia lettura che va sottoposto il romanzo: quella che riguarda l'aspetto della favola e l'altra del dramma dell'umanità tradita e divisa, offesa e perseguitata, che spera in un intervento divino. Negato su questa terra. O forse non compreso? L'uomo muore, soffrendo su questo nostro mondo la propria impotenza a comprendere il mistero dell'esistenza e della redenzione. 

Sì, certo: la visionarietà, come tu osservi, caro Rodolfo, concepisce la tragedia, ma non per questo ignora il respiro della speranza né le sue promesse, a dispetto degli inganni della Storia.

Nella sua doppiezza o ambiguità, l'uomo Tu resta legato a un filo invisibile che conduce al mistero della trascendenza e si spezza quando egli, ad similitudinem Christi, sfida l'atrocità del patibolo della Croce.

C'è poi un altro aspetto che non va perso di vista. Mare con mare, tra cronaca e storia, rievoca il perpetuarsi del destino errabondo dei popoli del Mediterraneo, sia pure nella parvenza di una favola ingenua e triste, di bontà e di cattiveria, calata nel dramma perenne della vita, senza mai perdere di vista il mistero del Cielo. 

Giovanni Occhipinti

 

Cenni biografici 

Rodolfo Di Biasio (Ventosa, 1937)

Poeta, scrittore e saggista italiano. Dal 1969 al 1982 è stato direttore responsabile delle riviste nazionali “L’Argine Letterario” e “Rapporti”, nel cui comitato direttivo compaiono anche Giorgio Barberi Squarotti, Emerico Giachery, Giuliano Manacorda e Walter Mauro. Dal 1978 al 1999 la RAI ha trasmesso serie di suoi sceneggiati di argomento storico-letterario nelle trasmissioni radiofoniche Il Paginone e Lampi dirette da Giuseppe Neri.Sue poesie sono state tradotte anche in Grecia e in Russia. Considerato da molti un modello di scrittore autonomo rispetto alla potente editoria del nord, Rodolfo Di Biasio ha visto la sua opera analizzata dai migliori critici accademici e militanti del periodo 1970-2000.Di Biasio rappresenta il vertice di una scrittura poetica e narrativa che ha saputo imporsi nonostante il passare delle mode, delle neoavanguardie, attirando su di sé l’ammirata attenzione critica di maestri come Alvaro Valentini, Giuliano Manacorda, Giorgio Barberi Squarotti, Francesco De Nicola.

Giovanni Occhipinti è nato a Santa Croce Camerina nel 1936, ma vive a Ragusa dove ha insegnato presso l’Istituto di pena del capoluogo e alle “Elementari”, chiudendo la carriera da docente di scrittura creativa presso gli Istituti medi e superiori. È poeta, narratore e critico letterario. La sua poesia è stata tradotta in U.S.A., Romania, Croazia, Lussemburgo, Spagna, Olanda, Gran Bretagna, Grecia, Colombia, Portogallo e Messico. Tra le opere di poesia: Il giuoco demente (Rebellato, 1975; premio “Alte Ceccato-Montecchio Maggiore” 1975); Il cantastorie dell’Apocalissi (Sciascia, 1985; selezione al premio “Viareggio”, 1985); Lo stigma del verso (Bastogi, 1990; premio “Varese”, 1990); Rime nel museo delle cere (Scheiwiller, 1991); Dialogo con le comete (Sciascia, 2005, premio “Sabaudia”, 2006); Elegia del frammento (Edizioni Feeria, 2013); Epigraffi, tre scherzi e una pasquinata, con una monodìa per Giovanni (Casa editrice Kimerik, 2015).Tra le pubblicazioni di narrativa: Favola di una emarginazione volontaria (Rebellato, 1978; selezione al premio “Viareggio” 1978); Un rapporto postumo (Cappelli, 1986; premio Cipraea-Piano di Sorrento, 1987); Lo scarabeo d’avorio (Rubbettino,1994; premio internazionale dei “Due mari”, 1994); Delirio di un vagabondo (S.E.I., premio “Assisi”, 1996); Giustificati nel suo sangue (Marsilio, 2000); Incontrare il tempo, (Salvatore Sciascia editore, 2103). Mare con mare (Bonaccorso editore, Verona, 2017, pp. 187; finalista, da inedito, al Premio Neri Pozza, 2013; presente alla Fiera dell’editoria italiana a Milano Rho dal 19 al 23 aprile 2017). Occhipinti è stato insignito del premio “Presidenza del Consiglio”, 1976 e del premio “Pirandello”, 2011.

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Scicli, 23 agosto 2017 – Si concludono in (grande) bellezza le “Conversazioni a Scicli″ del “Brancati”: Venerdì  25 alle 21,00 “Serata Caravaggio” al torrente Aleardi: Paolo Nifosì intervisterà gli autori del libro “Dilemma Caravaggio”, Fabrizio Antonelli e Lucia Della Giovampaola. Nell’occasione si terrà la proiezione in formato gigante delle principali opere del Merisi. Raffaele La Capria ha affermato: “Gli autori di questi scritti sono del tutto autonomi, come se per primi avessero aperto gli occhi sui quadri di cui parlano, e nessuno prima di loro lo avesse fatto. E così i rapporti, le connessioni, le scoperte che essi fanno sono insieme ‘tecniche’ e ‘immaginifiche’. Essi usano l’azzardo con disinvoltura”.

Domenica 27 alle ore 21,00 al torrente Aleardi l’ospite sarà il dott. Sandro Franchini, autore del saggio “Quando cultura e politica salvarono Venezia”, saggio dedicato alla figura di Giacomo Boni, che, legato alla sensibilità e alla cultura della conservazione di cui John Ruskin fu uno dei massimi esponenti, intervenne attivamente nel vivace dibattito che tra Otto e Novecento oppose quanti volevano operare rivoluzionarie trasformazioni al tessuto urbanistico veneziano, compresa la costruzione di più ponti per congiungere la città storica alla terraferma, per renderla il più possibile «una città come le altre», a quanti - come Pompeo Molmenti e Camillo Boito - volevano invece conservarne la specificità urbanistica e il carattere di insularità. L’incontro sarà condotto da Franco Causarano e Paolo Nifosì.

Ingresso libero.

È rinviata invece a data da destinarsi la conversazione con Lisa Sforza già prevista per sabato 26. 

Giuseppe Pitrolo

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Scicli 30 luglio 2017 – Continuano le “Conversazioni a Scicli” del “Brancati”: Martedì 1 Agosto alle 21.30 in via Aleardi (Scicli) Marco Causarano dialoga con NINO AMADORE («Il Sole 24 ore»), che ne “Il mutamento. Davvero le mafie hanno cambiato pelle?” ha analizzato la criminalità organizzata di questi anni. 

Lunedì 7 Agosto alle 21.30 PIETRANGELO BUTTAFUOCO col suo “I baci sono definitivi” ci farà emozionare e riflettere dialogando con Giuseppe Pitrolo. Ogni giorno Buttafuoco – col suo zaino  da pendolare, con il suo ufficio sulle spalle – lascia  la luce e scende nel buio della metropolitana. Entra nel vagone e si ritrova dentro un incantesimo. Ruba le storie della vita dei pendolari e ne fa cunto. Tutte le mattine il viaggio sotterraneo gli regala una nota per il suo quaderno: incontri straordinari, storie d’innamorati, struggenti malìe, canzoni, dediche  ed epiche vissute tra i sedili, i corrimani, le scale mobili e i nodi delle stazioni della metropolitana. Reticoli che si dipanano poi nel groviglio seducente di transiti ferroviari, navigazioni, viaggi in automobile o passeggiate lungo strade di un mondo svelato agli occhi dell’immaginazione. Esercizi di osservazione destinati al taccuino, messe in scena che diventano preghiere, realtà strappate alle quotidianità per svelare la verità della poesia. Tutto si mostra in un solo istante per durare poi un’eternità.

Mercoledì 09 Agosto alle 21.30 sarà la volta di ADRIANO PADUA, che con “Still life” – conversando con Pitrolo - ci introdurrà alla poesia in forma di rap. “Padua costruisce i versi con pulizia, con fantasia, tra il dire e il non dire, tra rime nascoste, rime palesi, rime interne, parole che suonano vicine, si chiamano di lettera in lettera. Mi viene in mente una cosa che mi è capitata di dire molte volte sulle poesie lette in pubblico, sulla poesia orale, sul modo in cui si possa e si debba leggere, e cioè che poesie belle come quelle di Adriano Padua giustificano l’uscita di casa per ascoltarle in una bella serata, con i musicisti che lo accompagnano, ma non rimangono lì, non sono finite lì davanti al microfono, dopo l’applauso, ma continuano, te le puoi portare a casa, te le puoi reinventare” (Gianni Montieri).

Domenica 13 Agosto, alle 21.30, LORENZO MANENTI con “La quarta sponda” ci parlerà degli italiani in Libia.

Giovedì 17 Agosto alle 21.30 FILIPPO NICOSIA col romanzo “Un’invincibile estate” ci parlerà di un romanzo di formazione.

Domenica 20 Agosto, alle 21.30, il giornalista GAETANO SAVATTERI ci provocherà col saggio “Non c’è più la Sicilia di una volta”.

Sabato 26 Agosto alle 21.00 incontro con la “nuova sciclitana” LISA SFORZA, che con “Ceylon colomba verde” ha unito sogno, viaggio, poesia e immagini.

Domenica 27 Agosto alle 21.00 il “nuovo sciclitano” (o “foresto”) SANDRO FRANCHINI ci parlerà di “Quando politica e cultura salvarono Venezia”.

 

Tutti gli incontri sono condotti da Giuseppe Pitrolo, tranne quello con Amadore, a cura di Marco Causarano, e quello con Franchini, a cura di Franco Causarano e Paolo Nifosì. 

Non è previsto un biglietto.

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Autore: Ignazio La China
Editore: Il minuto d'oro

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Scicli, 22 giugno 2017 – Una giornata alla scoperta del Beato Guglielmo, delle radici socio-culturali di Scicli, quella che si svolgerà nella cittadina barocca iblea il prossimo 24 giugno, alle ore 16:30 presso la Chiesa Madre, con la presentazione del libro, edito da Il Minuto d’Oro, di don Ignazio la China, Il processo di beatificazione di san Guglielmo Eremita.

Alla discussione interverranno, moderati dal Professor Giuseppe Pitrolo, i sacerdoti Ignazio Petriglieri, Antonio Sparacino e studiosi come i professori Paolo Militello, Paolo Nifosì e il dottor Alessio Ruta e, all’interno della chiesa, si potranno ammirare per tutta la giornata i manoscritti originali del processo di beatificazione di san Guglielmo.

Subito dopo la fine della conferenza, dalla Chiesa Madre partirà una passeggiata alla scoperta dei luoghi di San Guglielmo a cura dell’Associazione Culturale “Tanit Scicli” che toccherà diverse tappe fondamentali nella vita dell’eremita come la chiesa di San Matteo, l’eremo dove è vissuto e morto e la chiesa di Santa Maria la Nova, sito finale dell’escursione e sede, dalle 20.45 del concerto per organo a canne presso con musiche dal ‘500 al ‘700 tenuto dal M°. Marcello Giordano Pellegrino.

Originale iniziativa sarà, infine, quella che si potrà letteralmente gustare sabato e domenica nei ristoranti che hanno aderito all’iniziativa, ovvero un menu tematico e dedicato alla vita e ai miracoli di San Guglielmo.

Sarà possibile acquistare il libro durante la presentazione dello stesso, anche con pacchetti dedicati che comprendono anche la passeggiata o ancora la passeggiata e la cena tematica.

 

Per informazioni: 

Edizioni Il Minuto d’Oro, 3401268917

Associazione Culturale Tanit Scicli, 3388614973 –  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo." Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Successo e partecipazione alla Mondadori Point di Comiso - “Le amiche del ventaglio”: romanzo di Maria Concetta Distefano

 

Comiso, 21 giugno 2017 – Presentato alla Mondadori Point di Comiso il primo romanzo della scrittrice Maria Concetta Distefano “Le amiche del ventaglio,” edito da Hogwords.  La presentazione è stata affidata alla giornalista Giovannella Galliano. Presente un folto pubblico di amiche storiche, conoscenti e di appassionati di lettura, abituali frequentatori della libreria.  La scrittrice vive a Torino ma è nata a Ragusa. Ha frequentato a Comiso, dove ha vissutto fino a 19 anni,  il liceo classico G. Carducci. Si è laureata in Lingue e Letterature Straniere a Pisa.  Per circa trenta anni ha insegnato inglese presso l’istituto tecnico “Russell-Moro” di Torino. 

Già traduttrice dall’inglese di “gialli” Mondadori e di “rosa” (Ed. Corno), già collaboratrice di Confidenze e Confessioni Donna, scrive da più di venti anni per la rivista Intimità. Suoi racconti sono presenti in varie antologie di premi letterari quali “Voci di Donne” di Savona, “Fascino, Mistero e Seduzione” di Sassello (SV), “D come Donna” di Segrate, “Ninfa Camarina”, “Sotto i cieli di Torino”, “Premio città di Rivoli, Club des Poètes”.  Tra premi e altri riconoscimenti vari e di rilievo ricordiamo che un suo racconto, “Ci vediamo a Chisinau”,  è stato pubblicato nell’antologia Lingua Madre 2008;Le rrughe di Tanusha” nell’antologia Lingua Madre 2012, “Registro del professore” nell’antologia Lingua Madre 2015. Un suo racconto, “Seduto sedato”, si trova nella raccolta Ti amo, ti odio.  (Confidenze/Mondadori, giugno 2015).

Da due anni collabora con la casa editrice EDISCO di Torino per la produzione di Easy Readers (Letture semplificate di capolavori della letteratura inglese e americana).

 Le amiche del ventaglio è il suo primo romanzo, appena presentato al Salone del Libro di Torino, il 21 maggio scorso. Il romanzo  è uno spaccato di vita quotidiana di una professoressa, Irene, e delle sue amiche. Molte delle quali insegnanti come lei. E’ dai social che nasce  questo suo romanzo, quasi autobiografico . Le protagoniste del club “Le amiche del ventaglio” , infatti, sono social, comunicano tramite WhatsApp per incontrarsi  o semplicemente dirsi ciao, buongiorno e come va, ma non solo. 

Questo intrigante romanzo  rispecchia un po’ la vita di molte  donne over 50 alle prese con il lavoro, i figli, i mariti, la cucina, le aspettative e soprattutto con le caldane della menopausa, la quale fin dalle prime righe è una costante ma, come dice la stessa autrice,  non è una malattia ma 100 malattie diverse. Da questa obbligata situazione femminile scaturiranno i vari umori, i vari acciacchi ed il ventaglio non può che essere l’unico refrigerio momentaneo ai vari sintomi in agguato. “ Di’, Irene, perché non fondiamo un bel “Fan Club” fan nel senso di ventaglio in inglese, e quindi un bel club del Ventaglio? Insomma, sarebbe carino vederci una volta o due al mese in un momento tutto nostro per sventagliarci all’unisono giacchè siamo tutte in menopausa”…potresti scriverci un romanzo..scriverci..un romanzo..”

L’idea di scrivere un romanzo sulle loro abitudini è presa alla lettera proprio dalla protagonista,  Irene. E’ lei che mette in atto una serie di rendez-vous a casa dell’una o dell’altra amica per una cena in cui, oltre al cibo che rispecchia tanto le loro personalità, protagoniste saranno loro stesse con i loro segreti, le loro manie ed i loro pettegolezzi costruttivi. Loro, infatti, non spettegolano per cattiveria, anzi . A volte alcune amiche, tra cui Irene, si trasformano in detective per dar loro una mano a risolvere i problemi o semplicemente per scoprire verità nascoste. Da mettere in evidenza in questo romanzo è anche la descrizione minuziosa dei luoghi sia visitati dall’autrice  che della stessa Torino in cui è ambientato il romanzo, con le sue vie, le sue piazze i suoi palazzi  tra XVIII e XIX sec. Un’abilità  questa,  che solo pochi scrittori riescono ad esternare nei loro racconti. Questa ed altre citazioni denotano la grande cultura della scrittrice in vari campi del sapere tra cui l’arte in cui ha vissuto, grazie al papà,  fin dai suoi primi vagiti;  la musica, i viaggi e le culture del luogo, le lingue sono anch’esse una costante erudita in questo romanzo apparentemente rosa. La cultura dell’autrice  spazia anche nell’enograstronomia internazionale ed i vini citati ne sono un esempio palese, anche per il nostro palato che , alla sola lettura,  sembra quasi gustarne e sentirne il  vero sapore. Come in un film tutto è talmente descritto alla perfezione e così verosimile da vederne le sequenze, le luci, le ombre, da sentirne anche la musica da sottofondo. La sua è una scrittura visiva.

Nel romanzo c’è tanto di autobiografico e di biografico. Le amiche, infatti sono vere, hanno le abitudini e le fattezze descritte, hanno vissuto anche quelle stesse situazioni . “E’ inutile dire- ha sottolineato Maria Concetta Distefano- che qualcuna c’è rimasta male a vedersi descritta così verosimilmente ma soprattutto a leggere i propri problemi di coppia scaturiti da una reale scappatella da parte del marito. Penso- conclude con una risata- non mi rivolgeranno più la parola”. Un inciso accompagna ti tanto in tanto i vari capitoli. E’ quello della “figlia” che analizza i fogli del racconto lasciati dalla madre vicino al computer. E’ una sorta di “guardarsi allo specchio” dell’autrice, autoironica e a volte spietata : “ per distrarmi dalle ultime vicende personali prendo in mano i nuovi fogli stampati vicino al PC di mia madre e leggo le ultime nefandezze che è riuscita a ascrivere sulle Vecchie Bacucche….. Per quanto riguarda il vestiario delle sue amiche..Dico io..ma si è mai guardata allo specchio lei?”

Il romanzo ha anche pagine di grande tenerezza e poesia legate al dolore sia fisico che morale, pagine dedicate all’amore perduto, non curato a suo tempo, trascurato per orgoglio o solo per pudore, pagine dedicate ad una malattia: “otros destinos”

Il libro può essere scaricato anche in e-book su Amazon.

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Ragusa, 6 giugno 2017 – Venerdì 9 giugno 2017 alle ore 18 nella sala del Centro Studi Feliciano Rossitto - Via Ettore Majorana, 5 a Ragusa Giuseppe Tumino (già docente di Filosofia e Storia al Liceo classico di Ragusa) presenterà il volume di Achille Occhetto.

 

Pensieri di un ottuagenario - Alla ricerca della libertà nell’uomo (Sellerio Editore, Palermo, 2016).

Concluderà l’incontro l’Autore.

 

Un lungo viaggio tra politica e filosofia. Una riflessione sul tema della libertà e del determinismo attraverso la lezione dei filosofi letti da Achille Occhetto nel corso del tempo.

L’Autore è stato, negli anni dell’indeterminatezza e dell’inaspettato, nel giro di boa concitato di fine secolo, l’ultimo segretario del Pci e il primo segretario del Pds. Questa passione, costante e immutabile per l’impegno politico e civile, rappresenta, nelle pagine di Pensieri di un ottuagenario, il vero motore della ricerca.

Classe 1936, tra i suoi libri: Il sentimento e la ragione (1994); Governare il mondo. La nuova era della politica internazionale (1998); Secondo me. Brani di una sinistra difficile (2000); Potere e antipotere (2006); La gioiosa macchina da guerra. Veleni, sogni e speranze della sinistra (2013); L’Utopia del possibile (2016). 

 

 

Giuseppe Nativo

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Ragusa, 3 Ottobre 2017 – Il 7 ottobre alle 19  in Piazza Cappuccini, A Ragusa,  si terrà la manifestazione “Da cuore a cuore”  che unisce l’Arte contemporanea alla Spiritualità tramite video istallazione, teatro, danza. La consulenza teologico-spirituale è di Padre Giovanni Ciarcià. 

Super visione dell’intera manifestazione e autore del video ”alchimia cosmica” è Emanuele Leone, fotografo di grande fama che ama definirsi “un uomo che è riuscito ad uscire dallo spazio e dal tempo, e che è rientrato attraverso la porta del cuore con la consapevolezza che Tutto è Sacro, che Tutto è Uno. Tutto è Dio”.

Il progetto in questione è una mostra d'arte multidisciplinare e propone la costruzione di spazi per sperimentare l'esistenza attraverso i sentimenti e lo spirito.

La sinergia dei differenti linguaggi espressivi, poesia, audiovisivi, teatro-danza, curata dall’associazione Mila Plavsic,  crea un equilibrio multidisciplinare che partendo dall'interpretazione delle attitudini umane, traccia la distanza tra l'io reale e l'io illusorio per approdare nell'io spirituale e  si sviluppa con una modalità  multiforme  proponendo un percorso di inversione di marcia: invece di proiettarci all'esterno come siamo abituati a fare, ci proiettiamo verso i mondi interni, quei mondi interiori dai quali quasi tutti gli esseri umani sfuggono.

 

“Da cuore a cuore” cade in occasione della ricorrenza della nascita in cielo di san Francesco e si apre con un frammento cinematografico tratto dal film di Zeffirelli sulla vita del santo. Gli organizzatori , ed in prima fila l’associazione “Hereusium”, intendono sottolineare che la funzione di san Francesco è riportare la memoria del messaggio evangelico: umiltà, povertà, amore.  Ed è per questo che a riportarci al tempo contemporaneo assisteremo ad un pezzo recitato da Emanuele Leone di cui è autore. Un pezzo che spazia tra poesia, mitologia e spiritualità. Seguirà la videoproiezione " alchimia cosmica "  dove immagini di subatomica  suonano attraverso voci narranti cariche di emozioni e testi di profonda sincerità spirituale, alcuni sono vere e proprie liriche composte da Leone mentre altri sono frammenti attribuiti a san Giovanni della Croce.

 Seguono pezzi sulla creazione come se Dio fosse un pittore, a che oltre alla bellezza della natura, sottolineano anche la componente distruttiva della natura stessa. Passione e risurrezione si alternano  tra alba e tramonto e ancora alba e tramonto come un moto perpetuo nell'infinito nel percorso di imitazione di Cristo. Nel pezzo l'attesa di sè dove l'immagine di una candela accesa e il suono del battito cardiaco prenatale sono la scena di suggestive liriche espresse da una voce che proviene dall'altra parte del tempo.

 Chiude un frammento di suoni armoniosi che interagiscono con canti ereditati dalla santa Hildegard Von Bingen tra paesaggi di boschi e cascate, fiori che sbocciano tra la gioia di giovani e bimbi in versione danza teatro un vero omaggio a sorella acqua, fratello sole.

Emanuele Leone è erede del Dadaismo, il movimento rivoluzionario che diede origine all'Arte contemporanea, un vento che spostò l'asse dell'espressione artistica, dal significato al significante.

Il suo curriculum spazia  in vari campi dell’Arte e del Sapere. Lui è un “aspirante monaco eremita”  che ha sempre vissuto con coraggio e passione il viaggio della vita a bordo dell'Arte, con la dignità estrema di un guerriero Samurai: “mi sono lanciato nel vuoto – ha detto Emanuele Leone – e nell'apparente nulla delle tanti morti catartiche che spingono l'essere ad essere sempre con lo sguardo rivolto oltre e il cuore in verticale scoprendo che il vuoto cosmico è pieno... Aspirante monaco eremita, rimango laico ed è ancora l'arte  il mio monastero... rinunciando e sacrificando tutto con lo spirito oltre l'orizzonte infinito di molteplici emanazioni.”

 

Giovannella Galliano

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Il vescovo di Ragusa, monsignor Carmelo Cuttitta ha comunicato il trasferimento dei seguenti Parroci:

Don Salvatore Converso parroco della Parrocchia S. Giovanni Battista a Vittoria

Padre Salvatore proviene da Vittoria ed è stato ordinato presbitero il 28 agosto 1977.

Dopo l'ordinazione ha svolto il servizio di Vicario cooperatore nella parrocchia "Sacro Cuore di Gesù" in Vittoria, della quale è stato successivamente, in tempi diversi, amministratore parrocchiale e parroco. E' stato anche rettore del Santuario "Madonna della Salute", sempre in Vittoria, è successivamente parroco nella corrispondente parrocchia. E' attualmente parroco della parrocchia "S. Francesco d'Assisi" in Ragusa.

Dal 1988 al 2000 è stato direttore spirituale del Seminario vescovile.

Sul versante accademico, già direttore dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose "S. Giuseppe Maria Tomasi", che ha cessato la sua attività, è docente stabile dell'Istituto Teologico Ibleo "S. Giovanni Battista", del quale è attualmente il Prefetto degli studi; è anche Direttore della Scuola Teologica di Base, recentemente costituita nella diocesi.

È stato direttore del Centro diocesano vocazioni e assistente del gruppo MEIC di Vittoria.

È attualmente membro del Consiglio presbiterale, del Consiglio pastorale diocesano, della Commissione per gli ordini e i ministeri e responsabile per i diaconi permanenti della diocesi.

 

Don Nicola Iudica parroco della Parrocchia S. Francesco d’Assisi a Ragusa

Padre Nicola proviene da Catania, ed è stato ordinato presbitero il 06 aprile 2002 ed incardinato nella diocesi di Ragusa il 14 maggio 2008.

Ha svolto il servizio di Vicario parrocchiale nella parrocchia "S. Giuseppe Artigiano" in Ragusa e, nel 2010, è stato nominato parroco della Parrocchia "Immacolata Concezione della B.V.M." in Roccazzo. 

Dal 2012 al 2016 ha rivestito l'incarico di Vicario foraneo della zona pastorale di Chiaramonte.

Attualmente è anche assistente diocesano dell'UNITALSI.

 

 

Don Giovanni Piccione Amministratore Parrocchiale Parrocchia Immacolata Concezione a Roccazzo

Padre Giovanni proviene da Vittoria, ed è stato ordinato presbitero il 07 ottobre 2012.

Dopo avere svolto l'ufficio di vicario parrocchiale nella parrocchia "S. Antonio di Padova" in Comiso è attualmente vicario parrocchiale nella parrocchia "Maria SS. Annunziata e S. Giuseppe" in Giarratana.

 

Don Vittorio Pirillo Vicario parrocchiale della Parrocchia Resurrezione a Vittoria

Padre Vittorio proviene da Vittoria, ed è stato ordinato presbitero il 15 agosto 1966.

Dopo l'ordinazione ha svolto il servizio di Vicario cooperatore nella parrocchia "Sacro Cuore di Gesù" in Vittoria; vicario economo dal maggio del 1972 nella parrocchia "S. Maria Goretti, nella stessa città e, ne è diventato parroco nel 1973. Nel 2003 è stato trasferito all'ufficio di parroco della parrocchia "S. Giovanni Battista", sempre in Vittoria.

E' stato membro del Consiglio presbiterale e del Consiglio pastorale diocesano, nonché assistente diocesano del Movimento apostolico Ciechi e dei Cursillos di Cristianità, oltreché presidente della Fondazione "Lina Secolo Nicosia".

 

***

Ai Sacerdoti va il nostro augurio più fervido per il nuovo servizio che si apprestano a svolgere nelle nuove Comunità parrocchiali. 

In particolare, personalmente esprimo la mia gratitudine e quella di mia moglie e la mia famiglia a Don Salvatore Converso per il bene, l’amore, la dottrina che ha saputo esprimere in tanti anni per tutti noi dei “Cappuccini” di Ragusa. Un vero amico. (benvenuto P. Iudica!)

 

Salvo Micciché

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Noto, 9 giugno 2017 – Martedì 13 giugno alle ore 10.00 verranno inaugurati i nuovi locali della Biblioteca Diocesana del Seminario Vescovile di Noto in ronco A. Volta (ala nord del Seminario Vescovile). 

La cerimonia si svolgerà nella Sala polifunzionale della Biblioteca Diocesana col seguente programma: 

SALUTI 

Don Luigi Vizzini, Rettore del Seminario Vescovile di Noto
Prof. Corrado Perricone, Direttore Biblioteca Diocesana
Dott. Corrado Bonfanti, Sindaco di Noto
Prof.ssa Rosalba Panvini, Soprintendente BB.CC.AA. di Siracusa – Università di Catania 

Dott. Concetto Veneziano, Dirigente I.I.S. “Matteo Raeli” di Noto 

INTERVENTI 

Dott. Salvatore Maiore, Direttore Ufficio Diocesano per i BB.CC.EE. 

La biblioteca diocesana: dalla riorganizzazione alla fruizione 

S.E. Mons. Antonio Staglianò, Vescovo di Noto 

Libri e cultura: spazio e tempi preziosi per la maturità della fede cristiana 

MODERA 

Don Ignazio Petriglieri, Vicario Episcopale per la cultura 

Seguirà la visita dei locali della biblioteca e della “Mostra del libro antico”, allestita in collaborazione con la Soprintendenza BB.CC.AA. di Siracusa e con gli studenti della classe III A del Liceo Classico di Noto, a conclusione del primo anno del progetto di Alternanza scuola-lavoro. 

Saranno esposti volumi del “Fondo antico” della Biblioteca Diocesana (secc. XV- XIX) divisi nelle seguenti sezioni: restauro, santi della diocesi (san Corrado e san Guglielmo), dottori della Chiesa, libri liturgici, bibbie, enciclopedie e dizionari, testi scientifici. 

L’evento è organizzato dalla Diocesi di Noto (Ufficio diocesano per i BB.CC.EE.) e dal Seminario Vescovile di Noto, in collaborazione con Comune di Noto, Soprintendenza BB.CC.AA. di Siracusa, I.I.S. “Matteo Raeli” di Noto e Cooperativa Etica Oqdany. 

Link Biblioteca Diocesana: http://www.diocesinoto.it/diocesi_di_noto/rubriche/00022283_Biblioteca_diocesan a.html 

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Scicli, 24 maggio 2017 – Secondo appuntamento annuale con i Cammini Sacri a Scicli organizzati dall’Associazione Culturale “Tanit Scicli” in collaborazione con Vie Sacre Sicilia.

Sabato 27 maggio sarà, infatti, l’occasione di seguire per la prima volta “Le Orme di Maria a Scicli”, il percorso mariano pensato e realizzato da Tanit che andrà alla scoperta della profonda venerazione per la Madonna nella cittadina iblea, dove la Vergine è venerata e pregata in tutte le manifestazioni del ciclo mariano. 

L’itinerario, proposto in occasione della festività della Madonna delle Milizie, attraverso la visita a edifici di culto, simulacri e dipinti metterà in luce lo stretto legame fra Scicli e la Vergine, sua Patrona Civitatis, e toccherà luoghi meno frequentati dai viaggiatori come le chiese della Madonna del Carmine, della Consolazione e, soprattutto, della Madonna del Monserrato, posta su un magnifico belvedere e preservata nella sua semplice bellezza dalle suore domenicane. A completare la passeggiata, la visita poi alle chiese di San Giovanni Evangelista, di Santa Maria la Nova, di San Bartolomeo e della Matrice, quest’ultima custode di una delle icone più emblematiche della cristianità e simbolo di Scicli, ovvero Maria re Mulici

Per informazioni, chiamare il numero +39.338.8614973 o scrivere un’e-mail a   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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Ragusa, 2 maggio 2017 – Sabato 6 maggio, 62° anniversario di istituzione della diocesi di Ragusa, alle ore 17, nella chiesa cattedrale di Ragusa,  i seminaristi Vincenzo Guastella e Sebastiano Scamporrino riceveranno l'Ammissione agli Ordini sacri che costituisce l’inizio ufficiale del cammino verso l'ordinazione sacerdotale che avverrà al termine del percorso formativo dei seminaristi.

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Scicli, 17 aprile 2017 – Un successo in termini di presenze i festeggiamenti della Pasqua 2017 nell’ibleo. Molto partecipata la Pasqua a Modica sia nella consueta fase mattutina, sia nella parte serale.

La Madonna Vasa Vasa piace e lo hanno dimostrato le persone che hanno assistito e preso parte al corteo di sera,  che ha accompagnato i Simulacri per la città e fino al Duomo di San Giorgio, dove ci sono stati i consueti “baci”. Purtroppo si è rotto il meccanismo in un braccio che consentiva il movimento dell’ “Arto” del Simulacro della Madonna durante uno degli ultimi baci serali in Piazza Matteotti.

gioia

Tantissima la gente presente a Scicli sia nella parte mattutina che in quella serale. Si parla di oltre 40mila presenze in città.

Poco entusiasmate però l’uscita mattutina dell’Uomo Vivo, “U Gioia”. Rispetto agli scorsi anni pochi giri sul sagrato. Si vede chiaramente dai tantissimi video postati in rete che i portatori non erano coordinati o forse già stanchi. In ritardo è uscito il Venerabile. Tardi quindi l’uscita dalla chiesa dell’Uomo Vivo come è stato sottolineato anche durante la diretta condotta da Giovanni Giannone su Video Mediterraneo.

La pioggia delle 14:20 ha stoppato la festa. E’ stato un fuggi fuggi delle tantissime persone accorse da ogni dove per gustarsi il GIOIA di Scicli. Un mare di gente, è proprio il caso di dirlo. Nonostante un ampio parcheggio su Via San Nicolò e il Bus Navetta da c.da Zagarone, la città è stata invasa da auto lasciate in sosta anche su marciapiedi e/o divieti di sosta.

La festa a Scicli è continuata sino a notte fonda con i portatori che hanno traslato la statua del GIOIA dalla Chiesa del Carmine, a quella di Santa Maria La Nova, mentre la banda musicale instancabilmente suonava l’Inno al Busacca alla presenza di migliaia di persone.

È stata comunque ben accolta l’idea dei Bus Navetta voluta dalle Amministrazioni Comunali sia a Modica che Scicli.

Non sono mancate le misure di vigilanza e controllo contro possibili attentati terroristici. A Scicli un camion del Comune adibito al trasporto acqua è stato posto domenica mattina di traverso tra Via Nazionale e San Nicolò, proprio per evitare possibili attentati con camion o altri mezzi di trasporto. Massiccia la presenza delle Forze dell’Ordine, così come era stato annunciato in occasione della riunione della settimana scorsa in Prefettura.

Anche Comiso e Ispica invase da turisti. Questo a confermare che tutto il territorio ibleo è interessato da una notevole crescita di presenze turistiche.

Articolo di NoveTV.com, foto di Salvo Micciché

 

 

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L'Editore, i Direttori, la Redazione augurano a tutti i Lettori e amici di Ondaiblea una serena Pasqua, con l'augurio di tanta serenità, salute, armonia, pace, concordia e progresso!

 

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Ragusa, 31 marzo 2017 – Oggi 31 marzo in occasione della prossima Santa Pasqua, si è svolta nella cattedrale di San Giovanni Battista, officiata da S.E. il Vescovo Mons. Carmelo Cuttita, dei relativi cappellani, alla presenza del Vice Prefetto di Ragusa Maria Rita Cocciufa, la S. Messa, che ha visto la partecipazione di tutte le forze dell’Ordine, la Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Polizia Penitenziaria, i Vigili del fuoco, la Capitaneria di Porto, e del Corpo Forestale di Ragusa. 

Nutrita la partecipazione delle Autorità civili di questa provincia, dei rappresentanti della Croce Rossa, Protezione Civile e Caritas 

Il Vescovo nella sua omelia si è vivamente compiaciuto della compatta partecipazione di quanti operano per la sicurezza del nostro territorio, che rappresenta esempio di agire comune per il bene comune. 

La funzione religiosa è stata animata dal coro della “Corale Polaris Pozzallo” diretta dalla maestra Grazia Colombo.

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Scicli, 24 marzo 2017 – Il prossimo 2 aprile con il Cammino del Beato Guglielmo torna l’appuntamento con i Cammini Sacri a Scicli, le passeggiate tematiche organizzate dall’Associazione Culturale Tanit Scicli, inserite nel calendario regionale de Le Vie Sacre in Sicilia, la rete siciliana dei cammini sacri. 

Tre saranno i Cammini, al 2 aprile seguiranno il 27 maggio e il 9 settembre. Dopo la positiva esperienza dello scorso anno, infatti, Tanit Scicli rilancia e, per onorare il 2017, Anno del Turismo Sostenibile, aggiunge ai suoi ormai due appuntamenti consolidati, il Cammino del Beato Guglielmo e Le Chiese Rupestri a Scicli, un’assoluta novità: Le Orme di Maria a Scicli. Scicli è, infatti, città profondamente mariana. L’itinerario porterà quindi alla scoperta di numerosi edifici e simulacri mariani, in una città dove il culto della Vergine Maria, venerata e pregata in tutte le manifestazioni del ciclo mariano, è profondamente presente nelle fede locale.

Appuntamento quindi domenica 2 aprile per sciclitani e viaggiatori, alla scoperta degli aspetti più nascosti della fede a Scicli, in attesa delle previste repliche estive.

Per informazioni, chiamare il 338 8614973 o scrivere un’e-mail a  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Il programma delle passeggiate in dettaglio:

2 aprile 2017: Il cammino del Beato Guglielmo Eremita

Descrizione itinerario: Una passeggiata alla scoperta dei luoghi che raccontano la vita del Beato Guglielmo e la devozione del popolo di Scicli verso l’eremita netino. Visiteremo la chiesetta settecentesca costruita sulla grotta-eremo dove viveva il Beato e le Chiesa Madre dove sono conservate le spoglie di Guglielmo all’interno dell’urna reliquario in argento, oltre alle chiese di Santa Maria la Nova, San Bartolomeo, dove si trovano testimonianze della devozione verso il Beato Guglielmo.

27 maggio 2017: Le Orme di Maria a Scicli 

Descrizione itinerario: Scicli è città profondamente mariana. L’itinerario porterà alla scoperta di numerosi edifici e simulacri mariani, in una città dove il culto della Vergine Maria, venerata e pregata in tutte le manifestazioni del ciclo mariano, è profondamente presente nelle fede locale. L’itinerario ci farà scoprire le chiese di Santa Maria la Nova, di Santa Maria della Consolazione, della Madonna di Monserrato, della Madonna del Carmine, di San Giovanni Evangelista, la Matrice, di San Bartolomeo.

9 settembre 2017: Le chiese rupestri di Scicli 

Descrizione itinerario: Una passeggiata alla scoperta delle chiese rupestri di Scicli attraverso le vie medievali della città, lungo tragitti non battuti abitualmente dai visitatori, allo scopo di riscoprire scrigni nascosti dove è ancora palpabile la sacralità di una fede antica: Chiesa della Madonna di Piedigrotta, Chiesa del Calvario, Chiesa di San Pietro, Chiesa della Madonna della Catena, Chiesa di San Vito.

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Ragusa, 14 giugno 2017 – Domenica, i gruppi Esordienti allievi e junior di Asd Bike & Co. di Ragusa saranno a Palermo per partecipare al campionato regionale assoluto. Si tratta dell’ennesima occasione di crescita per una squadra che, nel corso di questa stagione, ha dimostrato di voler maturare parecchio, portando a casa risultati di un certo prestigio. 

Grazie agli allenamenti guidati da Peppe Nascondiglio e Alessio Pagano, i bikers ragusani sanno di potere contare su prospettive sempre più ampie con la consapevolezza di potere ambire a migliorare le proprie performance. 

“In questo percorso di crescita abbiamo cercato di strutturare con la dovuta attenzione – dicono Nascondiglio e Pagano – non possiamo fare a meno di dimenticare tutti coloro che si sono spesi nella maniera migliore per far sì che ciò accadesse. Abbiamo ottenuto dei riscontri di un certo tipo e sono certo che, andando avanti su questa strada, sarà possibile muoverci nella maniera migliore ottenendo quei riscontri che una squadra di questo tipo merita. I nostri atleti stanno dando parecchio ed è dunque opportuno che possano ottenere le soddisfazioni necessarie. Se le sono davvero sudate e siamo sicuri che anche da Palermo arriveranno riconoscimenti di un certo tipo per il gran lavoro finora svolto. Solo se procederà con determinazione e umiltà, la nostra associazione sportiva continuerà a inanellare risultati positivi in serie”.

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Ragusa, 14 giugno 2017 – Sabato 10 giugno si è svolta l’undicesima supermaratona dell’etna, la corsa podistica, su unico tracciato, con il più alto dislivello al mondo. Della No al Doping hanno partecipato in nove atleti ed è stato subito spettacolo. Azzollini e Licitra hanno conquistato la 39esima e la 43esima posizione arrivando rispettivamente ottavo e decimo di categoria chiudendo la gara, coi suoi 43 km, in 5,10’39’’ Azzollini e 5,12’54’’ Licitra. A seguire gli altri grandi eroi di questa squadra che con i loro piazzamenti hanno dimostrato ancora una volta il proprio valore e la loro tenacia in una gara difficilissima. Massimo Ferlanti con 5,55’49’’, Flavio Giaquinta 5,59’47’’, Elisa Simonelli nona di categoria con 6,06’26’’, Angelo Cassarino con 6,18’38’’, Giovanni Sciortino con 6,20’16’’ e Flavio Sortino con 6,33’47’’.

 

Il giorno dopo, domenica 11 a Modica si è svolto il quarto Memorial Raffaele Denaro, organizzato dalla ASD Il Castello città di Modica, valevole come terza prova del grand prix provinciale ibleo. Gli atleti della No al doping si sono distinti con ottime prestazioni Letizia Tavormina seconda assoluta, Andrea Marangio primo di categoria, Sergio Naselli primo della No a Doping, Cosimo Azzollini primo di categoria, Salvatore Vassallo, Giuseppe Licitra, Giombattista Liguori, Salvatore Candiano.

Sempre domenica a Marzamemi hanno gareggiato Enzo Gianninoto, Massimo Bertone, Filippo Bertone e Francesco Lumiera nel terzo Trofeo Baia delle Tortore. Su 180 partecipanti Gianninoto ha conquistato il migliore piazzamento arrivando 16esimo e quinto di categoria con 30’02’’, a seguire Massimo Bertone 34esimo con 31’23’’, Filippo Bertone quinto di categoria con 32’12’’ e Lumiera con 41’02’’.

 

Infine sempre domenica si è svolto il Triathlon Sprint Marina di Modica, quarta tappa  del Sicily Triathlon Series. Fra gli atleti hanno partecipato anche Rosario Zago, Alessandro Occhipinti e Giuseppe Fanara, atleti iscritti anche con la No al Doping.

Ora i riflettori sono concentrati sulla prima edizione della Vittoria JazzRun. La gara podistica che si svolgerà domenica mattina 25 giugno a Vittoria. Si tratta di una 10 km organizzata in concomitanza col Festival Jazz che quest’anno è arrivato alla sua decima edizione. Il circuito cittadino, quasi del tutto in piano, attraversa il centro storico, la villa comunale, le strade più larghe della città e si conclude con lo sprint finale sulla via Cavour, la storica via pedonale di Vittoria. L’evento si preannuncia partecipato e ricco di premi per i per tutti i partecipanti. Le iscrizioni vanno fatte sul sito www.jazzrun.it e lequote di partecipazione fino a giorno 18 saranno ridotte a 6€ per i corridori e 3€ per i camminatori.

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Modica, 14 giugno 2017 – Nella giornata di esordio degli Europei Assoluti di scherma, in corso di svolgimento a Tbilisi, arriva una bella medaglia di bronzo per Giorgio Avola nella prova di fioretto maschile individuale.

 Avola reduce da una stagione di coppa del mondo che lo ha visto già salire tre volte sul podio, aggiunge un’altra grande prestazione alle performance stagionali, confermandosi con grande regolarità ai vertici del fioretto mondiale e alle prime posizioni del ranking.

 Agli Europei, a differenza delle gare di coppa del mondo, la formula prevede turni preliminari  per tutti i partecipanti.

Al primo turno di gironi Avola parte con cinque vittorie su cinque match, rifilando 5/1 all’ostico ucraino Hertsyk, 5/0 allo svedese Mindelof, ancora 5/0 al bielorusso Kurylovich e al danese Andersen, poi un più sofferto 5/4 al forte francese Mertine. 

Nel tabellone di eliminazione diretta Avola inizia bene il suo cammino superando agevolmente il turco Menkuer e successivamente il bielorusso Lahunou con un secco 15-3.

 Il match degli ottavi vede in pedana uno di quegli assalti che negli ultimi anni sta diventando un classico del fioretto mondiale, cioè Avola contro il forte francese Le Pechoux (lo scorso anno agli Europei di Torun ebbe la meglio il transalpino in semifinale, mentre a Tokio in coppa del mondo ha vinto Avola, sempre in semifinale) .

Il match vede Avola subito sotto di tre stoccate nella prima parte dell’assalto, svantaggio poi lentamente recuperato e condotto con grande equilibrio fino alla zampata finale del modicano che allunga e vince 15-13 un match tanto bello quando tiratissimo. Il tabellone di diretta non è affatto fortunato e sul cammino del modicano, nel match che vale una medaglia, vi è ancora un avversario ostico, il numero sei del ranking mondiale, il britannico Richard Kruse. 

Il match vede entrambi gli avversari sfiniti fisicamente dagli incontri precedenti e, soprattutto, dal gran caldo del palazzetto di Tbilisi che ha messo a dura prova tutti gli atleti in gara. 

Giorgio Avola firma qui un capolavoro di carattere e determinazione, vincendo 15-11 e guadagnandosi un posto sul podio continentale per il secondo anno consecutivo.

È la volta della semifinale, che pone di fronte in un derby due siciliani, il modicano Avola e l’acese Campione Olimpico Daniele Garozzo. 

Il match con diversi capovolgimenti di fronte ha visto alla fine prevalere Garozzo, poi vincitore della gara.

«Inutile nascondere il rammarico - commenta Avola - Il bronzo è un buon risultato ma volevo e potevo salire qualche altro gradino del podio. Al momento c’è rabbia, ma questa adesso si trasformerà in stimolo forte per affrontare dapprima la gara a squadre e poi soprattutto la preparazione in vista dei Campionati del Mondo di Lipsia a metà luglio».

Grande giornata quella di esordio degli europei per la scherma italiana, con un oro e un bronzo nel fioretto maschile (tutti siciliani) oltre all’argento nella sciabola femminile con la salernitana Gregorio.

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Manifestazione velica del diporto per barche d’altura - 10 Giugno 2017 - Pozzallo

 

Sabato 10 Giugno 2017

 

Pozzallo, 9 giugno 2017 – La Lega Navale Sezione di Pozzallo, in collaborazione con il Malta Cruising Club e sotto il patrocinio del Comune di Pozzallo, organizza una manifestazione velica del diporto per barche d’altura intitolata: “5° Veleggiata dei Cavalieri”.

La manifestazione si terrà Sabato 10 Giugno nello specchio d’acqua antistante la città di Pozzallo, tra il porto ed il lungomare Pietrenere ed avrà luogo a partire dalle ore 09,30 circa.

Sono previste circa 20 imbarcazioni provenienti dalla vicina isola di Malta che, assieme al altre imbarcazioni locali, daranno vita alla manifestazione velica a mare.

La veleggiata sarà un banco di prova per i 30 allievi dell’Istituto nautico “G. La Pira” di Pozzallo i quali concluderanno il loro percorso di Alternanza Scuola Lavoro con la Lega Navale Italiana Sezione di Pozzallo.

Sarà un momento di pura convivialità e di consolidamento dei rapporti di amicizia che legano Pozzallo con la vicina isola di Malta.

Il pubblico degli spettatori potrà gustarsi la manifestazione dalla zona del lungomare di Pozzallo e dalle tutte le zone prospicenti al mare. 

 

Programma:


Pozzallo – Sabato 10 Giugno..
- Ore 08.30 Briefing presso la sede della Lega Navale di Pozzallo”.
- Ore 09.00 equipaggi in barca.
- Ore 09.30 segnale di partenza unico. 

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Paolo Fuggetta

Sport

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Ragusa, 24 maggio 2017 – Il Vittoria Rugby, società affiliata alla Federazione Italiana Rugby e all’ente di promozione sportiva A.S.C. di Confcommercio fa il suo esordio in competizioni ufficiali sabato 27 maggio al torneo seven “Enna Rugby Festival”.

Ben due saranno le formazioni schierate dal tecnico federale Paolo Fuggetta. Una si chiamerà Città di vittoria e l’altra Scoglitti Beach.

Venticinque elementi seniores prenderanno parte alla trasferta insieme ai due tecnici Fuggetta (allenatore capo) e Michele Zapparata (coordinatore della mischia).

Inesperti nei primi due tempi, ma già valorosi combattenti nei classici terzi tempi a suon di carni alla griglia e spumeggianti bionde che scorreranno a chili e litri nel festival ennese!!!!

I BULLS sono veramente il perfetto esempio di integrazione. Fanno parte della rosa sei ragazzi rumeni e cinque tunisini. Il resto sono italiani tra ragusa e vittoria. Tutti perfettamente amalgamati ed uniti. La prima squadra si allena sul terreno dell’Andolina di Scoglitti che è stato omologato dalla FIR. La giovanile, in attesa di adeguata sistemazione, usufruisce a Vittoria della Palestra della Scuola Rodari.

I BULLS saranno anche testimonial della campagna “ SI BULLS – NO BULLI” che prenderà il via nel prossimo anno scolastico vittoriese. Si parlerà del fenomeno bullismo nelle scuole e il rugby con le sue tradizioni darà un esempio di come si vive in gruppo, di come si recuperano elementi difficili e di come si abbattono tutte le barriere. Al progetto già hanno aderito diverse scuole che hanno messo a disposizione i loro spazi sportivi e di aggregazione.

Tutto questo in preparazione dell’intensa attività di Beach Rugby che si svolgerà sulle spiagge di Scoglitti con tornei regionali per tutte le età ed in vista della iscrizione della squadra seniores al campionato federale di serie c2.

Sul fronte giovanile la società puo’ contare su 8 giovani allenatori che si sono diplomati con la federazione italiana rugby e cominceranno la loro attività già nei mesi estivi sulle spiagge delle riviere con bambini e bambine (nel rugby dei piccoli non ci sono distinzioni di sesso) di età compresa tra i 6 e i 12 anni.

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Dopo il successo sulla Corant Basket Rosolini per 51 – 40 il vicepresidente FIP Sicilia Salvatore Curella premia l’USD “Fernando Ciavorella” per la vittoria del campionato regionale Open Maschile 2017.

L’incontro di sabato tra il quintetto di Alberto Carestia e la Corant Basket Rosolini è stato interessante per gli spunti agonistici che è riuscito a dare, per il gioco in campo ricco di assist, di  rimbalzi difensivi, di blocchi e di stoppate. Spettacolari sono stati i tiri realizzati, sia sottocanestro che dalla media e lunga distanza, ed i tanti passaggi e palleggi.

Un incontro di qualità tecnica ed agonistica che ha permesso al quintetto sciclitano di chiudere in bellezza il campionato con ben tredici vittorie su quattordici partite giocate e  818 canestri realizzati di cui 72 da tre punti.

Il risultato finale della gara di 51 – 40 per la Ciavorella ha messo in risalto un collettivo di qualità caratterizzato da ottime individualità, ben orchestrate nei ruoli e nei tempi di gioco, da una diligente conduzione tecnica che è riuscita a fare sintesi tra esuberanza giovanile, maturità tecnica, esperienza e qualità agonistica.

Terminata la gara è iniziata la FESTA!

Per la premiazione è in campo il Vice presidente della FIP Sicilia Salvatore Curella che si complimenta con la dirigenza societaria, presieduta dal dott. Antonio Carestia, società tra le più antiche affiliate alla Federazione di basket d’Italia, con l’amministrazione comunale che ha dimostrato nuovo interesse per lo sport in città, con la formazione che ha dimostrato qualità tecnica ed agonistica eccezionale.

Dopo la premiazione il campo si è riempito di tifosi, di bollicine di spumante, di grida gioiose, di bandiere, di tanti sorrisi e felicitazioni.

La classifica finale vede la Ciavorella al primo posto con 26 punti, Virtus Basket Augusta con 20 punti, Corant Basket Rosolini con 14 punti, BIDI Basket Vizzini con 12 punti, Roma Nord Riposto con 10 punti, Bulldogs BK Carlentini con 2 punti.  

 

Giuseppe Carestia

 

USD “F. Ciavorella” –  Corant Basket Rosolini (SR) 51 – 40

parziali (10-9, 17-2, 18-13, 6-16)

Tiri liberi 4/12 (33,33 %)

In campo per la F. Ciavorella: Aprile Guglielmo (punti 9), Giannone Antonio (punti 2), Giannone Michele (punti 4), Agolino Alessio (punti 7), Lonatica Lucio cap. (punti 4), Ficili Andrea (punti 3), Miccichè Giuseppe (punti 8), Lorefice Enrico (punti 3), Raffetti Andrea (punti 6), Fresta Filippo (punti 2), Lauretta Lorenzo, Lorefice Giorgio (punti 3). 

Allenatori: Alberto Carestia, Santo Carestia

Corant Basket Rosolini (SR): Pulino V. (punti 4), Modica F. (punti 2), Gennaro A., Pitrolo A, Gieri S., Mura A. cap. (punti 22), Cucuzza L. (punti 4), Provvidenza  S. (punti 4), Calvo A. (punti 4).

Allenatore: Antonio Mura

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Masaru Miura

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Ragusa, 5 maggio 2017 – Sabato 6 pomeriggio e domenica 7 mattina si terrà a Ragusa, presso la palestra dell’Istituto Tecnico per Geometri, uno stage di karate-do organizzato dal M° Antonino Giannì del Dojo Karate-Do Shtokan in collaborazione con la segreteria regionale per la Sicilia della Shotokan Karate-Do Iternational-Italia. 

Lo stage sarà tenuto dal Maestro Masaru Miura, cintura nera 9° dan, direttore tecnico per l’Italia e per l’Europa della Shotokan Karate-do International (SKI). Il Maestro Miura ha raggiunto il livello più alto di maestria nel karate-do, Hanshi, ed ha l’onorificenza del titolo di Shihan, usato per maestri particolarmente esperti e del livello più alto.  Lo stage è sicuramente di elevato livello tecnico considerato che Shihan Miura è un maestro di grande fama internazionale, un riferimento di spicco del Karate-do Shotokan in tutto il mondo, per il suo indiscusso elevato livello tecnico, ma anche per le sue doti umane. 

La sua ricerca nell’arte marziale lo porta a una continua evoluzione della tecnica, pur nel rispetto della tradizione. In particolare, la sua ricerca è finalizzata alla interpretazione più pura del principio fondamentale del karate insegnato da Gichin Funakoshi: "karate ni sente nashi". Shihan Masaru Miura, nasce a Shizouka nel 1939,  discende da una famiglia di samurai da parte del nonno materno, ha studiato karate sotto la guida del grande Maestro MasatoshiNakayama alla prestigiosa Università Takushoku, dove si è laureato in economia e commercio. E’ stato uno dei pionieri del karate-do in Italia negli anni sessanta. 

 

Per maggiori informazioni e dettagli visitare la pagina web http://dojoks.altervista.org

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Ragusa, 3 maggio 2017 – Vento e mare favorevoli per un fine settimana allungato e soprattutto a tutta vela. 

Al Porto Turistico di Marina di Ragusa centinaia di giovani atleti provenienti da tutta la Sicilia hanno partecipato, in rappresentanza di 18 circoli velici, alla Regata Velica Classe Optimist che si è svolta domenica 30 aprile e lunedì 1 maggio nello specchio d’acqua antistante il lungomare di Marina di Ragusa, a fianco del porto. L’organizzazione tecnica e logistica è affidata dalla Federazione Italiana Vela al Comitato Circoli Velici Iblei (presieduto da Giovanni Trombatore) e quindi al Circolo Velico Scirocco (presente il presidente Enrico Alberino), al Club Nautico Scoglitti, alla Compagnia del Porto Marsa A’Rillah e, per l’occasione, al Circolo Velico Kaucana e al Circolo Nautico Nic di Catania. 

Numeri da record per una regata che ha saputo trasformarsi in uno straordinario appuntamento valevole per la 1^ selezione regionale per il Campionato Nazionale under 16 e per la 2^ prova del “Trofeo del Comitato VII Zona FIV” e per la selezione ai “Giochi delle Isole”.
Alla cerimonia di premiazione sono intervenuti anche il presidente del comitato regionale della Fiv Sicilia, il neoeletto Francesco Zappulla e Claudio Alessandrello, presidente del comitato di regata oltre alla direttrice del porto Enza Diraimondo. 

Le due splendide giornate di sole che hanno accompagnato le gare, hanno permesso di creare uno spettacolo anche per quanti, in tantissimi viste le festività, hanno assistito a terra alle esaltanti prove nei tre giri di boa programmati. 

Per la prima prova zonale 2017 per la selezione nazionale del campionato under 16, nella categoria "juniores" primo posto per Andrea Valentino Marotta (Club Nautico Gela Ass), seguito da Claudio De Fontes (Circolo Nautico Nic Ass) e da Michele Trobia (Circolo Nauticio Nic Ass). Prima delle ragazze è stata Eleonora Barbera (Circolo Nauticio Nic Ass). Nella categoria "cadetti", primo posto per Tommaso De Fontes (Circolo Nautico Nic Ass), seguito da Michele Adorni (Auto Y.C. Catania Ass) e Giuseppe Liardo (Club Nautico Gela Ass). In questa categoria la prima delle ragazze è stata Silvia Adorni (Auto Y.C. Catania Ass). 

Per la seconda prova del Trofeo del Comitato dei Circoli Iblei nella categoria "juniores" si sono classificati Claudio De Fontes (Circolo Nautico Nic Ass), Alfredo Salerno (Canott Rog Lauria Ass), Oliber Riccobono (Circolo Vela Sicilia). La prima delle ragazze è stata Eleonora Barbera (Circolo Nauticio Nic Ass). Per la categoria "cadetti" primo posto per Lorenzo Torre (Canott Rog Lauria Ass), seguito da Giuseppe Liando (Club Nautico Gela Ass) e Tommaso De Fontes (Circolo Nautico Nic Ass). La prima delle ragazze in questa categoria è stata Silvia Adorni (Auto Y.C. Catania Ass).

L’evento ha richiesto l’assistenza di una trentina di persone impegnate nella logistica a terra, del personale del Porto Turistico e di quello della Protezione Civile messo a disposizione dal Comune di Ragusa. 

Da parte di tutti i partecipanti è stata sottolineata la grande accoglienza ricevuta e la perfetta organizzazione della manifestazione. Tra l’altro in questo fine settimana al Porto Turistico di Marina di Ragusa si sono svolte più attività tra cui l’ExpoScout, manifestazione dedicata al mondo scoutismo, e la prima prova del campionato provinciale canna da pesca a cura dalla Iblea Fishing.  

 

s. m.

 

(Foto Milena Pelligra)

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Ragusa, 10 aprile 2017 – Oltre 250 sono stati i partecipanti a Vivicittà, suddivisi nelle varie categorie, compresi i “camminatori”. 

La manifestazione, ieri mattina, ha animato, il centro storico di Ragusa. Sono le caratteristiche salienti di “Vivicittà” che, ieri, con partenza da viale Tenente Lena, ha calamitato l’attenzione degli appassionati ma anche dei semplici curiosi. 

Hanno partecipato anche alcuni richiedenti asilo incarnando quello spirito dell’accoglienza sportiva che l’Uisp ha voluto mettere in rilievo. 

Era presente il presidente dell’associazione Piccolo Principe Melania Firrito con alcuni dei propri assistiti. Tra le autorità presenti, il presidente del comitato regionale dell’ente di promozione sportiva, Vincenzo Bonasera, accompagnato dal presidente provinciale, Tonino Siciliano. Gli sforzi organizzativi dell’Asd No al doping che si è occupata della parte più complessa, sotto il coordinamento di Guglielmo Causarano, sono dunque perfettamente riusciti. Anche grazie al sostegno arrivato dal Comune di Ragusa, attraverso l’assessore allo Sport retto da Massimo Iannucci, che ci ha tenuto fortemente a sostenere questa iniziativa. Anche perché è stato possibile, oltre alla competizione agonistica vera e propria, riservare uno spazio alle famiglie con una camminata molto partecipata. Suggestivo il circuito ricavato nel centro storico che, tra l’altro, ha contemplato il passaggio lungo i tre ponti, simbolo della città di Ragusa. 

Ad occuparsi di rendere più decoroso l’intero tracciato l’impresa ecologica Busso Sebastiano che gestisce il servizio di igiene ambientale in città. Questi i risultati. Primo posto assoluto per Vincenzo Schembari dell’Asd Padua con il tempo di 41’47”. Al secondo posto Alberto Amenta della Libertas Scicli (c’è stato un arrivo in volata con il primo classificato), terzo Salvatore Greco della Running Modica. Per quanto riguarda le donne, prima Fernanda Mirone della Barocco Running con il tempo di 50’49”, seconda Margaret Maja Cotrin dell’Asd Padua, terza Sebastiana Bono. Per quanto riguarda le batterie giovanili, è stato Mauro Guastella, in qualità di istruttore Fidal, ad occuparsene con positivi riscontri. L’organizzazione ha poi voluto ringraziare gli sponsor, in primis l’azienda “La signora melanzana”, ma anche i volontari Avir per il supporto fornito. 

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Ragusa, 18 Ottobre 2017 – Al Lumiere in programmazione sabato 21, domenica 22, martedì 24 e mercoledì 25 Ottobre il film  "Dove non ho mai abitato" di Paolo Franchi, con Emmanuelle Devos e Fabrizio Gifuni.

 

Orari: 18:30 e 21:30. Giovedì 19 spazio rassegna Appuntamento al buio. Venerdì 20 e lunedì 23 Ottobre chiuso.

 

"Dove non ho mai abitato" segue i conflitti emotivi di Francesca (Emmanuelle Devos), 50 anni, unica figlia di un famoso architetto di Torino (Giulio Brogi), al quale fa visita solo in rare occasioni. Da molti anni infatti, Francesca vive a Parigi con la figlia adolescente e il marito Benoît (Hippolyte Girardot), un finanziere sulla sessantina, in apparenza riservato ma paterno e protettivo nei suoi riguardi. A causa di un infortunio domestico che costringe l'anziano padre a letto, la donna vola a Torino per fare le veci del genitore nel progetto di una villa su un lago per una giovane coppia. Sul lavoro incontra l'architetto Massimo (Fabrizio Gifuni), suo coetaneo concentrato sulla carriera e impegnato in una relazione aperta con l'indipendente Sandra (Isabella Briganti). Dopo un difficile primo approccio, tra Massimo e Francesca si instaura una forte sintonia professionale che sfocia in un sentimento profondo e passionale. Per la prima volta nella vita, entrambi dovranno confrontarsi veramente con se stessi e i loro più autentici destini...

 

Giovedì 19/10 ritorna l'appuntamento settimanale col cinema d'essai di "Appuntamento al buio". Il primo film in programma è "Easy  - un viaggio facile facile"  con Nicola Nocella, Libero De Rienzo, Barbara Bouchet. Orari: 18:30 e 21:30.

 

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Sette grandi spettacoli, una mostra multimediale, la messa in scena de “Il barbiere di Siviglia” con l’accademia teatro alla scala e il teatro per i piccoli. un’offerta culturale d’eccezione per la nuova stagione del Teatro Donnafugata di Ragusa Ibla

 

Ragusa, 15 Ottobre 2017 – La messa in scena de “Il Barbiere di Siviglia” in collaborazione con l’Accademia Teatro alla Scala di Miliano, una mostra multimediale sulle amanti di tre grandi compositori italiani, la nuova stagione teatrale con attori nazionali, la stagione dedicata ai più piccoli, l’apertura della buca per l’orchestra e il ritorno dei concerti di Ibla Classica International. 

È una straordinaria offerta culturale quella che complessivamente per la stagione 2017-2018 propone il Teatro Donnafugata di Ragusa Ibla. Ieri pomeriggio, all’interno della “Festa del Teatro”, la presentazione ufficiale a cura delle due direttrici artistiche Vicky e Costanza Di Quattro, con la piena collaborazione di Clorinda Arezzo, responsabile relazioni esterne del teatro. 

Si inizia il 28 ed il 29 ottobre con l’attrice Maria Amelia Monti in “La lavatrice del cuore” delicato e intenso tema delle adozioni visto in chiave ironica; l’11 e il 12 novembre sul palco una storia tutta siciliana “Maruzza Musumeci” con Pietro Montandon tratta da una novella di Camilleri. Il 16 ed il 17 dicembre metà della famosa Premiata Ditta, ovvero Roberto Ciufoli e Tiziana Foschi in scena con “Assolo di coppia”, ovvero il tema difficile del rapporto tra uomo e donna; il 13 ed il 14 gennaio 2018 ci sarà il grande Sebastiano Lo Monaco con “Io e Pirandello”; il 9 ed il 10 febbraio con il bravo Giovanni Guardiano in scena “I cento pazzi”, ovvero i personaggi del maxi processo visti in chiave teatrale; il 9 ed il 10 marzo grande ritorno al Donnafugata di Carlo Ferreri (presente in sala) insieme a Mita Medici, Annalisa Insardà e Valerio Da Silva con “Matrimoni ed altri effetti collaterali”, pièce firmata dalla regia di Manuel Giliberti (presente in sala) il cui tema vuole centrare l’evoluzione del matrimonio e la sua progressiva devastazione. Si continua con uno spettacolo musicale destinato a riscuotere grandi consensi con l’attore-cantante Mario Incudine e la regia del grande Moni Ovadia, entrambi ieri presenti in sala, con “Mimì, volere volare”. Spettacolo dedicato a Domenico Modugno e al suo repertorio poco esplorato. Sul palco Incudine sarà insieme ai suoi musicisti. 

Fuori stagione, proprio per la straordinarietà dell’evento, il 22, 23 e 24 novembre è in programma la messa in scena de “Il Barbiere di Siviglia” di Gioacchino Rossini, i cui dettagli sono stati illustrati da Vicky Di Quattro, dal direttore dell’Accademia Teatro alla Scala, Luisa Vinci e da Gianni Bocchieri, direttore dell’Assessorato Formazione-Lavoro della Regione Lombardia, ragusano, che ha messo in collegamento i due organismi e che si è particolarmente speso affinché si potesse raggiungere questo traguardo per la città di Ragusa. “Un’offerta – ha detto Vichy Diquattro - che si rivela sempre più trasversale e ricca, un’opportunità di crescita per tutta la città grazie anche al Comune di Ragusa che ci sostiene e ci sta vicino in maniera costante”. L’Accademia Teatro alla Scala si occupa della formazione dei giovani artisti. Una collaborazione di grandissimo prestigio che rappresenta un valore aggiunto all’offerta culturale che caratterizza da qualche anno il teatro ibleo e che dà un respiro interregionale a percorsi formativi finalizzati alla formazione considerato che tutto nasce dall’adesione dell’Accademia al bando “Lombardia Plus” della Regione lombarda. Ricchezza che sul palco si tradurrà anche nei costumi, in sinergia anche con il Massimo di Palermo e il Bellini di Catania. “Dai nostri giovani - ha detto Luisa Vinci - pretendiamo l’eccellenza e i nostri passano da una selezione accuratissima. Abbiamo confezionato un Barbiere di Siviglia pocket, in un solo atto, ma con un risultato invidiabile”. 

E a suggellare questo importante evento ci sarà anche una vera e propria chicca, presentata dall’altra direttrice artistica, Costanza Di Quattro: la mostra dedicata a Gioacchino Rossini, Vincenzo Bellini e Giuseppe Verdi, tre geni accomunati anche da travagliate esperienze sentimentali. La mostra, dal titolo “La calunnia è un venticello”, racconta le amanti dei tre grandi compositori italiani. “Ci piace immaginare – ha detto Costanza Di Quattro – che siano state loro la fonte d’ispirazione delle straordinarie opere di questi tre geni”. La particolarità di questa esposizione è data dalla sua multimedialità grazie alla realtà aumentata. Già durante la presentazione è stato possibile provare gli occhialini ArtGlass 3D con cui si riuscirà ad avere un “contatto fisico” con i tre grandi musicisti. A tal proposito il 19 novembre sarà il musicologo Paolo Isotta a tenere una conferenza su questi amori famosi e travagliatissimi. In esposizione ci sarà anche un foglio di una partitura musicale originale firmata da Vincenzo Bellini. 

A completamento dell’offerta culturale, torna dal 27 dicembre la seconda edizione della rassegna “Il Donnafugata dei piccoli”, con cinque spettacoli dedicati a bambini e ragazzi, presentati dagli attori Anita Indigeno e Fabio Guastella de “Le Officine Sonore”, così come dal 22 ottobre ritornano i concerti di “Ibla Classica International” promossi dall’associazione Agimus con la direzione artistica di Giovanni Cultrera. Alla presentazione sono intervenuti il sindaco Federico Piccitto e l’assessore comunale agli spettacoli Massimo Iannucci che nel complimentarsi con lo staff del Teatro, hanno sottolineato l’offerta culturale ampia e di qualità, motore che in città, insieme ad altre realtà teatrali, genera ricchezza sia dal punto di vista economico che soprattutto umano. 

 

Giovannella Galliano 

 

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Ragusa, 12 Ottobre 2017 – Al Lumiere dal 12 al 18 Ottobre "Il palazzo del Viceré", un film di genere biografico, drammatico, storico del 2017, diretto da Gurinder Chadha, con Hugh Bonneville e Gillian Anderson.

Orari: 18:30 e 21:30 - Lunedì 16/10 chiuso. 

 

Giovedì 19/10 ritorna l'appuntamento settimanale col cinema d'essai di "Appuntamento al buio". Il primo film in programma è "Easy  - un viaggio facile facile"  con Nicola Nocella, Libero De Rienzo, Barbara Bouchet. Orari: 18:30 e 21:30.

 

 

Trama

1947. Dopo 300 anni il dominio dell'Impero Britannico in India si avvicina alla fine. Ad accompagnare la delicata transizione del Paese verso l'indipendenza è il nipote della Regina Vittoria, Lord Mountbatten (Hugh Bonneville), che con la moglie e la figlia si stabilisce per sei mesi nel Palazzo del Viceré a Delhi. L'ultimo viceré, impegnato nella mediazione tra induisti, musulmani e sikh, fallisce nell'appianare il conflitto che sfocia nella cosiddetta "Partition" fra India e Pakistan, coinvolgendo anche l'intero personale del Palazzo. Le storie della famiglia Mountbatten e quelle di alcuni membri dello staff si intrecciano sullo sfondo di una dolorosa separazione.

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Ragusa, 26 Settembre 2017 – Al Cinema Lumière dal 28 settembre al 4 Ottobre (probabile anche la seconda settimana di programmazione dal 5 all'11 ottobre) sarà proiettato il film "L'incredibile vita di Norman", con una delle migliori interpretazioni di sempre di Richard Gere che interpreta un navigato affarista di New York alla disperata ricerca di attenzioni e amicizie che possano cambiare il suo destino. 

Il film sarà programmato tutti i giorni, escluso lunedì 02 ottobre, alle 18:30 e alle 21:30.

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La storica band fa tappa in provincia di Ragusa

 

Ragusa, 15 settembre – Prosegue il tour estivo della “Equipe 84 - La Storia”. La prossima data live del gruppo sarà in provincia di Ragusa: appuntamento a Roccazzo, frazione di Chiaramonte Gulfi, domenica 17 settembre in occasione della Sagra dell'Uva con un atteso concerto in piazza, a ingresso libero. Inizio alle ore 21,30. Si prospetta, dunque, una grande serata in compagnia di un ensemble storico.

 

L’Equipe 84, vero e proprio “simbolo” del periodo beat italiano, nasce a cavallo del 1963. La line up originaria è composta da Alfio Cantarella alla batteria, Franco Ceccarelli alla chitarra ritmica e voce, Victor Sogliani al basso e voce, e Maurizio Vandelli alla chitarra solista e voce. Dopo circa due anni di lavoro in balere e night club come orchestra di base, il gruppo incide il suo primo 45 giri: “Quel che ti ho dato”/“Papà e Mammà”. Nel giro di pochi mesi il singolo entra in classifica, e da quel momento inizia la straordinaria storia dell'Equipe. Nel 1965 i quattro inaugurano, in coppia con i Rokes, il mitico Piper di Roma, dove continueranno a esibirsi anche in seguito alternandosi ai vari “complessi” di quel periodo. Nel 1966 registrano la celeberrima “Io ho in mente te”, che li porta alla vittoria del Cantagiro e alla grande notorietà. C’è poi la fortunata collaborazione con Mogol-Battisti, che porta all’incisione di autorevoli evergreen quali “29 settembre”, “Nel cuore nell'anima” e “Ladro”. 


Inoltre il cantautore emiliano Francesco Guccini, vecchio amico dell’Equipe 84, scrive per loro “Auschwitz”, “L’antisociale” ed “E’ dall’amore che nasce l'uomo”. Seguono ancora importanti successi come “Bang Bang”, “4 marzo '43” (in coppia al Festival di Sanremo con Lucio Dalla, che li farà piazzare in terza posizione nella graduatoria finale), “Casa mia”, “Una giornata al mare”, “Tutta mia la città”, “Nel ristorante di Alice”, “Un angelo blu” e “Pomeriggio ore sei”. Tutti brani che oggi la band ripropone abitualmente in concerto. 


Nel 1984, dopo lo scioglimento di tre anni prima, Franco Ceccarelli e Victor Sogliani ricostituiscono l'Equipe 84 dando la priorità alle esibizioni dal vivo perché amano il rapporto con il pubblico e la vita “on the road”. Da questo momento, come è capitato a tutti i gruppi storici della nostra nazione, è un continuo succedersi di musicisti capitanati alla fine dal solo Ceccarelli (Sogliani morirà nel 1995), fino a trovare la definitiva stabilità con l'ingresso di Tony Mione (chitarra e voce), Marco Di Marco (piano, tastiere e voce), Giuliano De Leonardis (basso) e Roberto De Vincentis (batteria).


Nell’arco di sette anni, l’Equipe 84 tiene più di cinquecento concerti, fino a quando Franco Ceccarelli scompare il 21 dicembre 2012, all’età di 70 anni, lasciando il gruppo con un solo desiderio: continuare a girare in lungo e in largo la penisola portando sempre in alto il nome e la storia dell'Equipe 84. Ed è proprio ciò che oggi fa l’Equipe 84 – La storia, sbalordendo il pubblico con il suo elevatissimo tasso professionale e l'attenzione al programma storico dell'Equipe 84 grazie a elaborazioni da autentiche star. Tra l’altro, è recentemente uscito un album con le maggiori hit della formazione più due inediti, uno dei quali si intitola “Il Maestro” ed è dedicato proprio al compianto Franco. La leggenda, dunque, continua anche ai giorni nostri.


L'attuale line up è da intendersi come la vera Equipe 84 e non è assolutamente né una tribute band né un gruppo non ufficiale. La formazione che oggi suona in tutta Italia è stata riconosciuta e autorizzata dal fondatore storico Franco Ceccarelli, insieme al quale gli attuali componenti hanno suonato sin dal 1998. Ceccarelli, il più longevo dell’Equipe con 34 anni di militanza nel gruppo, era proprietario del marchio storico; dopo la sua morte, avvenuta nel 2012, gli attuali componenti hanno proseguito l’attività live dell’Equipe 84 su espressa volontà dello stesso Ceccarelli, tenendo più di mille concerti con recensioni positive e consensi sbalorditivi. Dunque si può affermare, senza alcuna ombra di dubbio, che oggi si esibisce la band che con il nome ‘Equipe 84’ ha accompagnato per anni Franco Ceccarelli, e ne ha poi raccolto l'eredità.

 

Salvo Micciché

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Ragusa 31 luglio 2017 – Grande prova della Compagnia Godot di Ragusa. La presenza si Massimo Venturiello ha siglato la mini rassegna. 

E fu così che “Pirandelliana” conquistò il pubblico a Donnafugata, nello scenario perfetto della scalinata del castello che dirada sul parco. Applausi  e grande ovazione finale ad ogni spettacolo. “Questa sera si recita a soggetto”, “La vita che ti diedi”, “Sei personaggi in cerca d’autore”, “La Patente”, “La giara”, “Così è (se vi pare)” ed altre note pièces teatrali del grande drammaturgo siciliano Luigi Pirandello, curate e adattate dall’attrice Federica Bisegna per la messa in scena della Compagnia Godot,  in una "tre giorni" di grande impatto emotivo al Castello di Donnafugata. L’incipit è stato affidato al tema dell’amore materno in cui una professionale Federica Bisegna ha fatto riapparire sulla scena il pathos della tragedia greca. Con “La vita che ti chiedi”, infatti,  l’amore materno è capace di nutrirsi anche solo del ricordo di un figlio ed il “coro” delle giovani attrici ha intensificato il dialogo esprimendo giudizi differenti sull’argomento.  

Rendere omaggio ad un grande figlio della nostra terra nel suo 150° anniversario dalla nascita: questo l’intento di Federica Bisegna e Vittorio Bonaccorso per questo strepitoso spettacolo che ha coniugato in tutte le sue sfumature il verbo “far teatro” e la presenza dell’attore Massimo Venturiello, artista di grande levatura nazionale, ha accresciuto quel magico mondo pirandelliano la cui lettura ha sempre suscitato curiosità e interpretazioni varie, interrogativi e mai certezze, sorrisi e amarezze. Un continuum di opere che si sono sapientemente intrecciate tra loro e hanno toccato le varie corde dell’animo umano, tra verità e follia. Il tutto realizzato ad arte grazie all’intervento di Vittorio Bonaccorso che ne ha curato la regia e l’impianto scenico, dimostrando ancora una volta, le sue innate e affilate capacità attoriali e direttive.  

Sulla scalinata annessa al castello, gli attori, tra cui molti giovani leve della Compagnia Godot, hanno cambiato pelle e stile e movenze e abito e toni per passare da un personaggio all’altro cavalcando l’onda pirandelliana che li ha totalmente avvolti in quell’atmosfera omonima volutamente resa dalla regia. Dalla signora Frola e il signor Ponza all’umorismo di Zi Dima, dall’aria smarrita e perplessa dei sei personaggi in cerca d’autore alla maschera da menagramo del signor Chiarcaro e così via.  

Il cameo di Massimo Venturiello sul finale e la sua espressiva e accurata cantata in dialetto siciliano hanno impreziosito l’effetto scenico. Con lui ha fatto “ingresso” sulla scena anche la vita e la morte, soggetti poste  sullo stesso piano,  due sorte che giocano costanti nell’opera pirandelliana. 

Un plauso doppio a chi come Federica Bisegna e Vittorio Bonaccorso hanno voluto cimentarsi in temi così impegnati che nonostante le difficoltà interpretative dettate dalla complessità delle opere scelte hanno coinvolto positivamente anche i giovani attori.  Ultima replica domani, 1 agosto 2017, alle 21,30 sempre sulla scalinata del Castello di Donnafugata

 

Giovannella Galliano

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Ragusa, 7 luglio 2017 – Premio dei giornalisti accreditati al corifeo Gabriele Portoghese, un giovane che ha saputo armonizzare canti e poesia in un unicum di melodie in cui l’antico ed il moderno cantano una verità che non conosce tempo.  Svecchiare il classico sembra essere stata la prerogativa del regista Giorgio Barberio Corsetti e la scelta su Ficarra e Picone ne ha decretato il successo. 

Il Dio Dioniso ed il servo Xantia nei panni di Ficarra e Picone: si, potremmo benissimo invertire i personaggi e gli interpreti perché in “Le Rane” di Aristofane quel magico mondo greco si è calato a 360 gradi nell’attualità. 

A delle critiche nascenti su Facebook  e social network, circa la convinzione che quella de “Le Rane” con Ficarra e Picone non stia risultando “fra le migliori recitazioni di cui si fregia il teatro”,  ci viene spontaneo rispondere che a questa edizione 2017  è stata sicuramente data una chiave di lettura moderna a cui potremmo abituarci nei prossimi anni. 

Una recitazione, quella di Ficarra e Picone e degli altri attori in scena, snella e professionale che non ha appesantito la pièce di Aristofane che comunque ha già  poco a che vedere con la strutturazione della tragedia classica a cui siamo soliti assistere.  Il teatro, affollatissimo tutti i giorni dal 29 giugno scorso ad oggi, sta rispondendo bene ad ogni rappresentazione ed assistere a 15 minuti di applausi  ogni sera è già un traguardo che ricompensa gli sforzi e la maestria del regista Giorgio Barberio Corsetti che ha saputo, altresì, fondere l’armonia scenica dei due comici siciliani con il magnifico coro di giovani, i puri di cuore contro gli impostori, diretti da Gabriele Portoghese. Uno svecchiamento dovuto! Ed è così che sulla scena il Dio del teatro, Dioniso, sceglie di anteporre il senso della giustizia e il bene dei cittadini alle proprie preferenze personali. A pensarci bene, calandoci nell’attualità, questa saggezza è sconosciuta tra i nostri politici e governanti, manager e banchieri la cui arroganza e sete di potere impedisce al nostro Paese di uscire dalla situazione disastrosa in cui si trova. E come insegnano i titoli di coda di un film, potremmo dire che  ogni riferimento a persona o cosa è puramente casuale. 

 E Dioniso  a ragione e con saggezza decide di dare la palma della vittoria ad Eschilo, le cui idee “cantate” da poeta tragico possono essere messe in campo per salvare Atene dal disastro.  Le sue idee sono state ritenute più fattibili e meno chimeriche di quelle di Euripide il quale a torto era già stato dato per vincitore tra i due. Ed ecco che ritroviamo  un altro insegnamento valido in politica oggi più che mai: mai fidarsi dalle apparenze, quelli che contano alla fine sono i fatti.  Mai più, sembra dire il regista, una città lontana dal teatro e molto dedita alla politica il  cui iter è sempre più dominato da interessi personali.

Ed  è così che Eschilo, scelto da Dioniso, accetterà questo suo “mandato” con la sua poetica visione del mondo. Ma  prima di tornare tra i vivi farà un patto affinché sul trono, alla destra di Plutone,  sieda Sofocle e mai Euripide. 

Un video, tra  altri molto cari al regista, immortala Ezra Pound, il poeta americano che si ribellò al capitalismo ma anche all’usura ai tempi del fascismo, intervistato da Pier Paolo Pasolini nel 1968. Antico e moderno, tempi che si specchiano l’uno nell’altro: anche il regista oggi ha scelto il suo poeta e con umiltà si è calato nei panni di Dioniso. 

 

Giovannella Galliano

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Cinema Lumière, Ragusa

 

DAL 16 AL 21 GIUGNO:
"CUORI PURI " di Roberto De Paolis, con Barbora Bobulova ed Edoardo Pesce 
ORARI: 18:30 - 21:30
Giovedí 15 e Lunedì 19 Giugno chiuso.

Il terzo appuntamento della rassegna "Giugno d'essai" è l'opera prima di Roberto De Paolis "CUORI PURI",  selezionata a rappresentare l'Italia per la Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes 2017.

Il film racconta la storia di Agnese e Stefano. Agnese  è una ragazza di diciotto anni, cresciuta con una madre molto religiosa, che frequenta la chiesa e ha scelto di mantenere la sua verginità fino al matrimonio. Stefano è un ragazzo di venticinque anni dal passato turbolento, che lavora come custode in un parcheggio di un centro commerciale vicino ad un grande campo rom. Agnese e Stefano, seppur diametralmente opposti, si innamoreranno e il loro crescente sentimento li metterà di fronte a scelte difficili.

Il film sarà proiettato dal 16 al 21 giugno alle ore 18:30 e alle 21:30. Giovedi 15 e Lunedì 19 chiuso.

In allegato la locandina del film e una recensione critica.

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Ragusa, 14 giugno 2017 – Forse un giorno saranno pure famosi, ma i bambini di Marina di Acate per adesso sono felici. 

Ci sono stati applausi e lacrime, infatti, per la prima di “Serrerentola” lo spettacolo teatrale che Caritas e Migrantes della diocesi di Ragusa hanno organizzato ieri al Teatro don Bosco di Ragusa con l’idea di restituire momenti di infanzia ai minori che abitano nelle campagne tra Randello e Marina di Acate, in un contesto di lavoro nero, abitazioni fatiscenti, caporalato e segregazione. Alla presenza del Prefetto di Ragusa Maria Carmela Librizzi e del vicario della diocesi di Ragusa don Roberto Asta, ieri è stato tutto come nelle favole: c’era una matrigna, due sorellastre antipatiche, una fatina e degli animaletti magici. E poi c’era lei, Serrerentola, che ama leggere i libri, ma è costretta a lavorare in serra e a sbrigare le faccende domestiche. Fin quando il giovane figlio del proprietario non organizza una festa da ballo.

Per gli organizzatori si tratta di una favola che vuole far sorridere, commuovere e riflettere sulla condizione dei piccoli attori coinvolti, che sono figli dei braccianti agricoli della zona, in maggioranza rumeni o maghrebini, e rappresentano una piccola parte degli oltre 150 minori censiti dal Presidio Caritas che vivono da invisibili sul territorio ibleo.

Molti di loro non frequentano la scuola, non hanno spazi di condivisione con i coetanei, lavorano come baby sitter all’interno o all’esterno della propria famiglia, mentre gli adulti si trovano in serra. Tutti, in definitiva, sono privati della possibilità di vivere pienamente la propria infanzia o adolescenza.

“Con molta delicatezza – dice Domenico Leggio, direttore della Caritas di Ragusa – lo spettacolo presenta gli effetti di un sistema di produzione basato in buona parte sullo sfruttamento e non sul rispetto della persona umana. Con Serrerentola vogliamo far conoscere alla cittadinanza questi minori, renderli finalmente visibili, riflettere sulle conseguenze dei nostri modelli di vita, riconoscerli anche come nostri figli”.

Serrerentola è scritto da Fabio Guastella e Silvia Leggio con musiche di Nicola Randone. Produzione musicale di Lorenzo Licitra e Giuliana Biondo, regia di Fabio Guastella e Lorenzo Licitra, con scene di Laura Cocuzza. Il 15 giugno si replica all’Auditorium Cesar De Bus di Vittoria alle ore 20.

L’applauso che suggellerà la fine di “Serrerentola” sarà per Nicolas, Laura, Sarah, Andrea, Lavinia, Madalina, Dragos, Alex e tutti gli altri bambini il momento di un’ultima magia: trasformarsi da invisibili in cittadini.

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Gli Aromi presenta: “Pane&Timo. Cooking demo con il cuoco Andy Luotto” il 19 e 20 maggio

 

Scicli, 8 maggio 2017 – Pane raffermo, timo, erbe aromatiche e tanta simpatia. Sono gli ingredienti messi a disposizione dall’azienda Gli Aromi di Enrico Russino che propone per le giornate del 19 e 20 maggio, di mattina, un cooking demo con Andy Luotto, grande personaggio televisivo ed anche cuoco statunitense, da anni oramai naturalizzato italiano. 

Un evento nell’evento che apre il cartellone di iniziative che Enrico Russino ha già in programma per le settimane primaverili ed estive del 2017 da vivere all’interno de Gli Aromi, in contrada Santa Rosalia a Scicli, dove il contatto con la natura è quasi un bisogno primordiale, dove la bellezza della natura si coniuga con l’estrosità della proposta in termini di divertimento e con un pizzico di formazione. Ad iniziare sarà proprio lui, Andy Luotto: “Due giorni immersi nei profumi, tra lezioni e buongusto. Quando ci ricapiterà più un’occasione del genere? Io insegnerò a voi e voi a me in un cooking demo che ci farà divertire e ci aprirà gli occhi per circondarci di cose magnifiche e belle”.

Il filo conduttore della due giorni nasce dall’idea da sempre sostenuta da Andy Luotto nella sua cucina di recuperare le materie prime ed evitare gli sprechi alimentari. Partendo da questa idea di grande valenza etica, ci sarà al centro di queste due giornate il pane, un alimento comune, di cui alcune volte forse si sottovalutano le proprietà e che spesso non viene magnificato come si dovrebbe. Soprattutto se si parla di pane raffermo. 

“Con Andy Luottto – ha spiegato Enrico Russino – scopriremo come si può riciclare il pane di qualche giorno e che si considera uno scarto. Andremo a fondo nelle tradizioni e nei piatti della nostra cucina per conoscere utilizzi e modi di valorizzare questo alimento. Immancabile l’accostamento con gli aromi, a cominciare dal timo, una pianta aromatica meravigliosa che possiede anche tantissime qualità benefiche oltre ad un ricercato profumo. Fresco o soprattutto essiccato è un buon componente in cucina. Tutto ciò lo scopriremo insieme ad Andy Luotto e alla sua cucina di recupero. Con questa iniziativa, aperta a tutti coloro che vorranno ascoltare, divertirsi ed interagire con noi, si dà ufficialmente inizio ad una batteria di eventi che hanno l’obiettivo di valorizzare le erbe aromatiche attraverso degustazioni, momenti di relax e benessere e iniziative riservate ad approfondimenti e conoscenze, proprio per affermare la poliedricità delle erbe aromatiche”.

Per la serata del 20 maggio alle ore 20.30 è previsto anche un appuntamento a quattro mani, al ristorante Satra a Scicli. Le quattro mani che prepareranno la cena sono quelle di Andy Luotto e della chef Rita Russotto.

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Il prossimo 17 maggio, a Palazzo San Zosimo - Arcivescovado, in Piazza Duomo

 

Siracusa, 8 maggio 2017 – Il prossimo 17 maggio sarà Siracusa a ospitare la tappa del Roadshow “Italia per le Imprese, con le PMI verso i mercati esteri”: le istituzioni e le organizzazioni imprenditoriali tornano a incontrare le aziende per riflettere e confrontarsi su temi, servizi e strumenti a sostegno dell'internazionalizzazione. Il Roadshow è promosso e sostenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico e organizzato da ICE-Agenzia in collaborazione con Confartigianato Imprese Siracusa, partner territoriale dell'iniziativa.

L’analisi del territorio regionale mette in luce più vocazioni, da quella rurale a quella industriale. 

Nel siracusano, in particolare, si annoverano alcune produzioni agroalimentari e vinicole di gran pregio che rappresentano una realtà in interessante espansione; sono inoltre consolidate la pesca e l’acquacoltura. Vi è, inoltre, uno dei poli petrolchimici più grandi d'Europa, da cui proviene la gran parte del totale nazionale dei prodotti petroliferi raffinati ed un distretto produttivo della meccanica costituito da centinaia di PMI che operano nel settore dell’impiantistica e dei servizi. Allargando anche alle altre province siciliane meritano attenzione le energie alternative, gli intermedi per costruzioni, l’elettronica (Etna Valley) e, nel terziario, la ricettività turistica che risulta fortemente in crescita.

Uno sguardo ai dati: il dettaglio commerciale Sicilia/Estero 2016 rileva un sensibile calo rispetto all’anno precedente. Tale risultato è da attribuire prevalentemente alla diminuzione delle attività relative al settore petrolifero, mentre il comparto agroalimentare, con risultati molto incoraggianti sulle esportazioni, è in netta controtendenza.

Tra i principali paesi partner spicca il ruolo molto forte della Francia, della Svizzera e del Giappone per il mondo agroalimentare, dell’Indonesia e degli altri produttori di petrolio nella petrolchimica, del sud est asiatico (Thailandia, Filippine) e dell’Africa (Sud Africa e Nigeria) nell’elettronica, della Spagna e del Mediterraneo in genere, (Algeria e Marocco), per il mondo delle costruzioni. 

Il Roadshow interviene dunque proprio per migliorare questo andamento, individuando quei mercati potenzialmente interessanti, che possono e devono essere raggiunti per offrire nuove possibilità di espansione alle produzioni ed ai servizi delle imprese siciliane e calabresi al di là dello Stretto. 

 

La registrazione dei partecipanti alla sessione seminariale e agli incontri individuali con le imprese è prevista dalle ore 8:30.

Dalle 09:15 alle 10:45 circa si entrerà quindi nel vivo dei lavori: l’introduzione sarà a cura di Daniele La Porta – Presidente Confartigianato Imprese Siracusa cui seguirà Giancarlo Garozzo - Sindaco di Siracusa, che porgerà i saluti di benvenuto della città. 

La panoramica sullo scenario internazionale sarà offerta da Claudio Colacurcio – Prometeia Specialist.

Nicola Lener – Capo Ufficio Internazionalizzazione delle Imprese del Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale guiderà la moderazione dei contributi dei rappresentanti di ICE-SACE–SIMEST: Antonino Laspina - Direttore Ufficio di Coordinamento Marketing ICE-Agenzia, Fabrizio Ferrari – Responsabile Sicilia – SACE, Carlo De Simone – Area Manager Marketing e Business Development SIMEST.

Al termine vi sarà l’intervento di Vittorio La Placa - Co-Head Retail Business Sicilia di UNICREDIT.

 

Dalle 11:00 alle 17:00, gli imprenditori potranno avvalersi di incontri individuali con i rappresentanti delle organizzazioni pubbliche e private presenti, per approfondire le opportunità di internazionalizzazione ed elaborare una strategia di mercato personalizzata.

 

Questa tappa presenta, infatti, una formula più orientata all’operatività, in cui si è voluto lasciare ampio spazio agli incontri tra imprese ed esperti e consulenti, proprio nell’ottica di favorire una partecipazione attiva, concretamente finalizzata all’ampliamento sui mercati esteri.

 

Il Roadshow “Italia per le Imprese, con le PMI verso i mercati esteri” è patrocinato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ed è promosso e sostenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico. Oltre all'ICE-Agenzia, a SACE e a SIMEST, l’evento si avvale della collaborazione di Confindustria, Unioncamere e di Rete Imprese Italia. 

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Ragusa, 5 maggio 2017 – “Non si può approvare una legge di riforma a colpi di fiducia in Parlamento”. Gli avvocati Daniele Scrofani ed Enrico Platania, rappresentanti di una categoria da una settimana in agitazione, contestano il nuovo disegno di legge che modifica radicalmente il sistema penale. Ma anche i magistrati inquirenti hanno fatto emergere le criticità di una legge che non soddisfa pienamente il mondo giudiziario. Sono alcuni degli aspetti rilevanti emersi nel corso del primo seminario nazionale sulla riforma del sistema penale svoltosi presso il Distretto universitario di Ragusa, organizzato dal magistrato di Cassazione Bruno Giordano per “Area democratica per la giustizia”.

Tra le novità di spicco contenute nella riforma che sarà discussa alla Camera il prossimo 22 maggio, la “giustizia riparativa”. Lo ha spiegato in maniera chiara Pier Giorgio Morosini, componente del Consiglio superiore della Magistratura. “Per i reati a querela di parte, se l’imputato risarcisce il danno, anche senza il placet della persona offesa, il giudice può dichiarare estinto il reato”.

Per il magistrato Bruno Giordano si tratta di “una vera e propria rivoluzione nella tutela delle vittime che potranno più facilmente trovare ristoro economico per il danno subito”.

Il procuratore aggiunto della Dda di Catania, Carmelo Petralia, teme che l’inasprimento della pena prevista sia un alibi per il legislatore. “Non inasprire la pena- ha detto- ma garantire la certezza della stessa. Spero che questo intervento normativo non renda la giustizia ancora più ingestibile”.

Molto critico anche il pubblico ministero Fabio Regolo, soprattutto perché questo disegno di legge non dà spazio alle “priorità nel contrasto alla corruzione, all’evasione fiscale, ai reati tributari che determinano il Pil del nostro paese. In questa riforma ci sono altre priorità: le rapine, reati contro il patrimonio, ecc. Un pubblico amministratore non deve avere paura delle indagini, perché esse sono a favore delle dell’imprenditore onesto”.

Per il procuratore aggiunto di Siracusa Fabio Scavone si è “persa un’occasione per mettere ordine in un codice ormai farraginoso. Non si può pretendere efficienza dalle Procure senza incrementare le risorse organiche e finanziarie”.

Sulla stessa lunghezza d’onde anche il sostituto procuratore di Ragusa Francesco Riccio. “Si richiede velocità alle Procure in cambio di riduzione delle risorse. Fra le positività, la possibilità della parte offesa di conoscere gli esiti delle denunce e delle fasi processuali”.

Nella seconda sessione si è discusso dell’Ufficio del Pubblico ministero. Ha presieduto i lavoro Donatella Salari, Magistrato Corte di Cassazione – Ufficio del Massimario), Ferdinando Asaro (Procuratore della Repubblica - Gela), Bernardo Petralia (Procuratore aggiunto della Repubblica - Palermo).

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‘Ragazzi in erba’ un percorso tra conoscenza e profumi a Gli Aromi

Scicli, 18 aprile 2017 – Consapevolezza e conoscenza dell’entità, dell’utilizzo e delle varietà di piante aromatiche e officinali. È la quotidianità che da oltre vent’anni coltiva l’azienda Gli Aromi a Scicli che, negli ultimi cinque, ha puntato l’attenzione su una divulgazione quanto più variegata possibile, coinvolgendo anche gli alunni e gli studenti di istituti di ogni ordine e grado. A ideare questo percorso è stato il patron de Gli Aromi Enrico Russino, agronomo e conoscitore di tutte le piante che si coltivano in azienda, tra oltre duecento specie.

Aprire Gli Aromi al mondo scolastico è un’esigenza che è venuta proprio dal territorio per formare i giovani studenti ad una riconoscibilità ed un utilizzo più consapevole.

“Le piante aromatiche e le specie tipiche del nostro territorio – ha spiegato Enrico Russino – rappresentano parte del nostro substrato essendo stata la nostra cultura a vocazione prettamente agricola. Oggi abbiamo in atto una riscoperta di tutto ciò che riguarda le coltivazioni su campo e gli effetti benefici delle stesse. E abbiamo testato che questo mondo riscuote interesse tra i giovanissimi affascinanti da racconti e da aneddoti che sulle nostre piante da secoli sono tramandati sino a giungere a noi. Riconoscere le varietà e conoscerne gli effetti all’interno di un percorso sensoriale sono esperienze uniche, significa in modo concreto regalare la possibilità di entrare in contatto con la natura. Tutti e cinque i sensi saranno allertati e giocheremo insieme con odori e sapori”.

Per l’occasione sono state organizzate quattro diverse tipologie di visite, all’interno del progetto ‘Ragazzi in erba’, tenendo conto dell’età degli alunni, dunque un percorso per le scuole materne, uno per le elementari, ed ancora altri per scuole medie ed istituti superiori. Per ciascuno è previsto uno specifico laboratorio che mette il bambino o ragazzo a contatto con questo mondo e dia qualche informazione di botanica per meglio comprendere e sentirsi parte attiva del percorso.

“Ciò che ci preme – ha concluso Enrico Russino – è mettere piccoli e più grandi nelle condizioni di conoscere per poter scegliere in modo ragionato, comprendendo la valenza che ciascuna pianta ha e perché è importante saper discernere e capire, anche in vista di una dimensione più ecologica. Ci piacerebbe contribuire a formare in questi ragazzi una mentalità più legata all’ambiente, instillando in loro il piacere di vivere la natura riconoscendo le caratteristiche di piante aromatiche ed officinali che comunque sono giornalmente in ogni casa e cucina. Ci piacerebbe infine poter essere considerati un laboratorio all’aria aperta, lontano da alchimie e sofisticazioni, dove la natura fa il suo corso e noi ne siamo spettatori consapevoli e decisamente entusiasti”.

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Siracusa, 15 marzo 2017 – In virtù della consolidata collaborazione già da tempo intrapresa tra la Procura della Repubblica, l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza, verrà sottoscritto, domani mattina 16 marzo c.m. alle ore 11.00, presso gli Uffici della locale Procura un “accordo di collaborazione” per il raccordo e la semplificazione delle reciproche attività riguardanti gli illeciti tributari di rilevanza penale e in tema di voluntary disclosure. 

L’intesa, che verrà siglata tra il Procuratore Capo della Repubblica, dott. Carmelo Petralia, il Direttore Regionale Sicilia dell’Agenzia delle Entrate, dott. Pasquale Stellacci e il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Ragusa, Col. Claudio Solombrino, ha lo scopo di semplificare i flussi di comunicazione tra le parti attraverso sistemi telematici delle notizie di reato aventi risvolti fiscali. 

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Ragusa, 13 marzo 2017 – ANCE Ragusa e FENEAL-FILCA-FILLEA Ragusa hanno siglato oggi (13 marzo 2017) il nuovo Contratto Collettivo Provinciale di Lavoro (CCPL), integrativo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL), stipulato in Roma il 01.07.2014, che viene applicato a tutte le Imprese che svolgono le lavorazioni edili e per i loro dipendenti, siano tali lavorazioni eseguite in proprio o per conto di Enti Pubblici o per conto di terzi privati, indipendentemente dalla forma giuridica e dalla natura industriale, cooperativa o artigiana delle Imprese stesse.

In estrema sintesi sono stati innovati i seguenti istituti:

Rimborso per Malattia, Infortuni sul lavoro e Malattia Professionale

Viene snellita la procedura di rimborso alle imprese inserendo il nuovo istituto della compensazione;

Viene accelerata l’azione di smaltimento delle pratiche pregresse e giacenti al 28.02.2017.

Indennità di trasporto

Con decorrenza dal 1° marzo 2017, l’indennità di trasporto, che non è comunque dovuta allorquando l’impresa vorrà predisporre mezzi propri per consentire al lavoratore il raggiungimento del cantiere, è fissata nelle seguenti misure: 

fascia entro i 15 km dai limiti territoriali indicati nel precedente art.3:

€ 0,90 giornalieri;

fascia oltre i 15 km dai limiti territoriali di cui al precedente art.3:

€ 1,60 giornalieri.

Indennità sostitutiva di mensa

Con il presente Accordo si sperimenta una innovativa modalità della sua corresponsione; infatti si conviene che agli operai aventi diritto, essa sarà erogata tramite la consegna di appositi e nominativi “buoni basto elettronici” dal valore nominale di € 3,00 giornalieri.

Nel caso dei cosiddetti “grandi cantieri”, inverce, si rinvia alla contrattazione nazionale, per la cui attuazione si dovrà procedere tramite la sottoscrizione di uno specifico protocollo fra la/e Impresa/e esecutrice/i, l’ANCE Ragusa e le OO.SS..

 

Prestazioni assistenziali

Le prestazioni assistenziali erogate ai Lavoratori vengono potenziate inserendo un premi per l’ammissione agli esami di stati (€ 170 con media di almeno 7/10); 

Viene snellita la procedura di erogazione del Premio d’ingresso per i lavoratori iscritti per la prima volta all’anagrafe degli operai tenuta dalla Cassa Edile di Ragusa, i quali non siano stati mai censiti dal sistema nazionale delle Casse Edili; a tali lavoratori che abbiano maturato un monte ore lavorato pari ad almeno 2.100 è riconosciuto un premio di € 200,00.

Gli importi delle singole prestazioni vengono aumentati del 50% allorquando nello stato di famiglia del lavoratore iscritto, da allegare alla domanda di erogazione della prestazione, vi sia un familiare a carico, entro il 1° grado di parentela, affetto da patologie cliniche complesse quali SLA, autismo, sclerosi multipla, distrofia muscolare, sindrome di Down, da evincersi su idonea attestazione della ASL.

Bonus Premialità

Le Parti, coscientemente consapevoli di voler valorizzare gli sforzi delle Imprese e dei Lavoratori sul campo della legalità, della regolarità e della sicurezza, confermano in via sperimentale e per tutta la vigenza del presente Accordo il “Bonus Premialità” che garantisce il rimborso del 40% dei contributi versati dalle Imprese, sane, rispettose dei contratti e delle leggi.

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Laboratori e seminari al all’Ex Seminario minore, palazzo Arcivescovile, di Siracusa

 

Siracusa, 24 gennaio 2017 – In questi ultimi anni il territorio di Siracusa è stato protagonista di un nuovo modo di fare impresa, con la presenza di molti giovani che hanno avviato start up e soprattutto si sono formati usufruendo di importanti strumenti per affrontare le mille difficoltà del mondo del lavoro. La Fondazione di Comunità Val di Noto ha organizzato due giornate dedicate proprio al Sud che fa impresa, per mettere a confronto varie realtà e fornire nuovi strumenti di formazione.  

“Siracusa fa l’impresa - Il Sud si rimette in gioco” è il titolo della manifestazione che si svolgerà venerdì 27 e sabato 28 gennaio all’Ex Seminario minore, palazzo Arcivescovile, di Siracusa in piazza Duomo. 

L’iniziativa è promossa in collaborazione con Confindustria Siracusa, Banca Sella, Comune di Siracusa, Confcooperative, Banca Etica, GAL Eloro, Impact Hub, Ordine degli avvocati, Ordine dei commercialisti, Ortigia Business School, Progetto Policoro. Verranno raccontate al territorio e agli studenti di tre istituti superiori di Siracusa, lo Juvara, l’Insolera e il Rizza le opportunità che il territorio offre a quanti vogliano avviare un’impresa, attraverso la conoscenza di quelle strutture nate per supportare gli aspiranti imprenditori, ma anche le occasioni di finanziamento, le organizzazioni che erogano servizi per i nuovi imprenditori, i vantaggi della cooperazione e dell’economia sociale. Il tutto inizierà venerdì alle 9 con momenti dedicati a laboratori esperienziali, workshop, confronto con la partecipazione di relatori, esperti del settore, su vari temi come “Privacy ed Imprenditoria digitale”, “Impresa digitale e fiscalità”, “Hub turistico e agrolimentare”, “Sviluppo locale sostenibile e cooperativo”. 

Parteciperanno anche alcune imprese che in questi ultimi anni si sono formate sul territorio, Ecoqu@!, Handle Siracusa, Guidabile, Maninpasta, Talè, Frutti degli Iblei,    Sicilia Intergra, Ebike garage, Panta Rei, Pancica, Coop. Oro, Scuola dei mestieri,  Baby in travel, che metteranno a disposizione dei giovani le loro esperienze.

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Ragusa, 24 gennaio 2017 – Danni ingenti per il comparto agricolo e zootecnico ibleo e della Sicilia del Sud Est. 

Per questo Confagricoltura Ragusa, con il presidente provinciale Antonino Pirré e il direttore Giovanni Scucces, lanciano un appello alle istituzioni regionali e nazionali affinché in tempi rapidi possa essere declamato lo stato di calamità naturale. 

"La Regione si attivi immediatamente, senza perdere tempo, per operare nel migliore dei modi e dichiarare lo stato di calamità naturale dopo l'intensa pioggia torrenziale che si è abbattuta nelle ultime ore in provincia di Ragusa e che ha creato notevoli danni strutturali alle aziende agricole oltre che danneggiare le produzioni - hanno detto all'unisono Pirré e Scucces - Fiumi esondati, campi allagati ma anche muri crollati e aziende praticamente sott'acqua. Non è facile capire quali siano le perdite economiche ma sicuramente le zone più danneggiate, ovvero il modicano, lo sciclitano e l'ispicese, non possono attendere tempi lunghi. Occorre ripartire fin da subito cercando di ridurre i problemi e contenere le perdite anche rispetto a quanto è stato irrimediabilmente compromesso. 

Abbiamo già in passato fatto appello affinché non si perdesse tempo sulle attività di manutenzione ordinaria e straordinaria in un territorio in cui, come tutti sanno, il rischio idrogeologico è alto. Non siamo stati ascoltati abbastanza e come si vede i danni sono sotto gli occhi di tutti. Non è il momento per puntare il dito e andare in cerca delle responsabilità, lo si farà nei tempi giusti, ma è l’ora di muoversi subito. In pochi giorni abbiamo assistito alle gelate, alla neve intensa e alla pioggia. La Regione si attivi presto e con meticolosità, in modo da consentire anche i passaggi successivi presso il Governo nazionale".

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Occhipinti, Terranova, Gulino

Economia e Lavoro

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Ragusa, 21 gennaio 2017 – È stato definito il programma dettagliato del corso di formazione per il rafforzamento delle capacità delle imprese cooperative nell’operare sui mercati internazionali. 

L’appuntamento si terrà a Ragusa, nei locali dell’hotel Villa Carlotta di via Gandhi, dal 24 al 26 gennaio. In particolare, Ragusa è stata scelta dal ministero dello Sviluppo economico, assieme a Torino, Milano e Cagliari, per ospitare un corso che, attraverso l’Agenzia Ice e in collaborazione con l’Alleanza delle cooperative italiane, si rivolge in particolare alle cooperative operanti nei seguenti settori merceologici: agroindustria e logistica integrata per l’export di prodotti agroalimentari; canali di distribuzione sia Gdo che Horeca; analisi della concorrenza, potenzialità di penetrazione del prodotto italiano, punti di forza e di debolezza dell’offerta italiana; suggerimenti di marketing per la penetrazione dei prodotti.

Durante il primo giorno (i lavori inizieranno alle 9 per concludersi intorno alle 17), sarà relatore Antonino Laspina, direttore coordinamento marketing Ice-Agenzia, che si soffermerà su “L’internazionalizzazione e i servizi alle imprese, il ruolo dell’Ice”. Quindi, Andrea Aguiari, docente faculty Ice-Agenzia, parlerà di “Esportare: una scelta strategica. Marketing di base, esportare con metodo” e di “Marketing internazionale: strategie per sviluppare le vendite all’estero, selezione mercati target, politiche di prezzo e di prodotto”. 

Il 25 gennaio sono previsti gli interventi di Gianpaolo Bruno, direttore Ice Dubai, e di Martina Mattivi, Trade analyst assistant, settore Food Ice Berlino. Quindi, il terzo ed ultimo giorno dei lavori interverrà Corrado Cipollini, direttore Ice Stoccolma. “E’ un appuntamento di grande prestigio quello che sarà ospitato dal nostro territorio – sottolineano Pino Occhipinti (Legacoop), Gianni Gulino (Confcooperative) e Nanni Terranova (Agci) – e, non a caso, le richieste di partecipazione che abbiamo ricevuto sono consistenti. Nel campo dell’agroalimentare, più che in altri settori, gli scenari dell’aggregazione e dell’internazionalizzazione rendono fondamentale la formazione per chi intende approcciarsi ai mercati esteri. Grazie a questo progetto portato avanti dal Mise con l’Agenzia Ice saranno forniti elementi di rilievo che consentiranno alle coop nostre associate di scommettersi per una nuova sfida”.

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Scicli, 27 dicembre 2016 – Cicas come quella della foto le ha fatte mettere il sindaco del Comune di Scicli, Enzo Giannone, per ornamento, per protezione (lo suggeriscono anche le nuove disposizioni del Prefetto, dopo i vili attentati di Nizza, Berlino...).

Questa notte idioti, imbecilli, incivili, barbari, e metteteci altre parole se volete, le hanno squartate, non sappiamo a quale scopo senza senso, solo per inciviltà e delinquenza, crediamo.

«Stavolta – dice il sindaco – gli imbecilli hanno colpito, di notte, nel cuore della città, danneggiando i vasi posti in via F. MORMINO PENNA come barriera per ragioni di sicurezza, su precisa indicazione della polizia municipale dopo nota prefettizia.
Oltre che condannare gli imbecilli che hanno compiuto il vile atto, invito a riflettere anche qualche solone che ha scritto parole senza senso su quei vasi sui social negli ultimi giorni.
Essendo fuori Scicli per serie ragioni personali, sono davvero amareggiato e deluso. Ho appena dato mandato di fare denuncia se ne esistono i presupposti.
Rifletterò a lungo in questi giorni, dal luogo in cui mi trovo, su questi fatti, chiaro segnale di disagio, ma anche sulla mentalità cupa, disfattista, fomentatrice, dannosa per la comunità, di certi ambienti della città. 
Poiché Scicli è ripartita, non ci sarà spazio ne per l'uno né per l'altro.  
Proprio in via Penna, ieri sera, in occasione del Natale di Scicli, i giovani hanno organizzato un bellissimo evento con un concerto che mi hanno riferito abbia fatto registrare migliaia di presenze, anche da fuori Scicli. Questa è la nostra Scicli, la Scicli per cui ci siamo impegnati e che, tutti insieme, renderemo sempre migliore.
»

Siamo d'accordo con lui, quando parla di oscuri ottusi fomentatori. Bisognerebbe indagare anche su questo. Ma in ogni caso, certamente, bisogna riflettere su quali disagi spingano alcuni (per fortuna pochi) – giovani o meno giovani – ad accanirsi così sulle cose pubbliche, che sono di tutti, anche di loro stessi, delle loro famiglie che pagano le tasse. Perché aleggia troppo spesso l'errata convinzione che le cose "pubbliche" siano "res nullius", cosa di nessuno, e invece è proprio il contrario: non sono "di nessuno", né del sindaco, né del Comune; sono "di tutti", anche dell'imbecille di turno che spacca i vasi e le piante, credendo di far danno a chissà chi, ma in fondo lo fa anche a se stesso.

Saranno forse gli stessi (ma non importa) che periodicamente vandalizzano San Matteo o altri luoghi storici e culturali, sarà certo gente che la cultura e la storia millenaria di questa bella città non la ama, non la capisce...

Ma non vinceranno, non può prevalere una minoranza di imbecilli incivili su una grande popolazione civile e laboriosa che di recente ha riconquistato la sua democratica amministrazione.

Questa nostra società europea soffre di tumori gravi, antidemocratici, anti-europeisti, incivili, asociali, ma come tutte le malattie anche questi "tumori" vanno sradicati, estirpati, recisi, con tutti i mezzi che la civiltà offre: convivenza, accoglienza, democrazia, ordine, cultura, amore. Armi potenti che vincono l'inciviltà e la delinquenza.

L'appello che facciamo è ai cittadini onesti: isoliamo quei vandali, allontaniamoli dal tessuto sociale di una Scicli onesta e civile, perché non fanno parte del nostro popolo e della gente onesta che lavora e si diverte, che opera, studia, ama, produce cultura e divertimento, e non tollera solo gli intolleranti e i vandali.

Vadano avanti sindaco e assessori, e non si facciano intimorire da sparuti gruppi di persone indegne della civile convivenza.

 

Salvo Micciché

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Foto di gruppo con il Commissario D`Erba

Editoriali

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Scicli, è in corso la manifestazione di sensibilizzazione della Protezione Civile denominata "Io non rischio 2016" (#iononrischioscicli) con cui in tutta la Nazione si vuole informare la gente su che cosa è la Protezione Civile, cosa fa realmente, come è organizzata.

Dalle ore 4 di stamattina il disaster manager del Comune di Scicli, Ignazio Fiorilla, e i volontari e affiliati a turno invitato i cittadini a visionare, in uno stand in Piazza Italia, vario materiale e –cosa simpatica– a farsi un "selfie" (con San Matteo e la città barocca sullo sfondo) da mandare automaticamente su Instagram (si possono visionare con l'hashtag #iononrischioscicli).

Mentre attendevamo l'arrivo del Commissario del Comune di Scicli Gaetano D'Erba, che poi si è gentilmente prestato all'obiettivo del nostro fotografo, abbiamo assistito in diretta ad un intervento che a molti poteva sembrare un'esercitazione, ma purtroppo era realtà: un anziano ha perso l'equilibrio (forse anche per l'eccessivo caldo) ed ha sbattuto la testa, ferendosi. Prontamente è intervenuto il medico della Protezione Civile che, con l'aiuto degli uomini della PC, hanno soccorso il malcapitato, chiamato l'ambulanza per un ricovero precauzionale e salvato la situazione.

Questo è un piccolo esempio, reale casuale e immediato, di cosa può significare emergenza e aiuto alla popolazione, ma la mente (per noi che, tra l'altro, con ARI viviamo "aria di protezione civile" tutti i giorni) va alle emergenze più gravi, che in Sicilia sono da considerare sempre all'ordine del giorno, e pensiamo ai terremoti (e il pensiero va ad Amatrice, ma anche a tutti i nostri terremoti, nella memoria del 1693 sino ad oggi), alle alluvioni, ma pure a cose a cose liete ma che richiedono grande impegno organizzativo, come il recente Airshow 2016 con le Frecce Tricolori, a Donnalucata il 25 settembre, in cui la Protezione Civile Scicli (e noi con loro) ha operato per assicurare sicurezza e piacevolezza a migliaia di persone, nonostante una brutta giornata (meteorologicamente parlando) resa stupenda –appunto– da tanti volontari e da tante associazioni che hanno collaborato.

Dico sempre che quando le cose vanno bene nessuno pensa al pericolo, ma il pericolo va sempre temuto e pensato. E il pericolo si può anche affrontare, se si è preparati. Preparati tutti, Protezione Civile, associazioni e gente, cittadini, tutti, mamme papà e bimbi, che a scuola imparano le "prove di evacuazione", e in realtà si spera siano già preparati alle emergenze vere, più degli adulti.

Io non rischio vuol essere questo: informazione, presa di coscienza, invito alla collaborazione, non solo resoconto e descrizione del tantissimo che la Protezione Civile fa, ogni giorno. Quel "selfie in più" sotto la cornice gialla di #ionorischioscicli non guasta, anzi può servire a sentirsi parte di questa rinnovata coscienza civica, pronti alle emergenze perché tutto continui ad andar bene.

Si potrà passare dallo stand della Protezione Civile (e ci si potrà informare) sino a stasera, 16 ottobre, in Piazza Italia, a Scicli, città barocca, città europea.

 

Salvo Micciché

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Scicli, 28 settembre 2016 – L'intensa pioggia di ieri, a Scicli, per poco non si trasformava in alluvione, la "piena" (in dialetto "a china").

Sono state tante anche le chiamate alla Protezione Civile di Scicli, e il responsabile, Ignazio Fiorilla, ci ha inviato alcune foto molto significative, che si aggiungono a quelle di ieri su Jungi allagata e altro, ove si vedono muri a secco crollati, bassi di locali allagati ecc...

Oramai siamo quasi abituati ai "capricci" del tempo, ma molto si dovrebbe fare anche da parte di istituzioni e cittadini per prevenire i danni che non sono sempre e soltanto causati dal meteo ma anche da tombini otturati, greti di torrenti mal puliti, manutenzione carente e altre "criticità" che si possono e si debbono eliminare, operando già a fine estate, senza aspettare l'autunno o l'inverno, senza aspettare che poi sia troppo tardi.

La Protezione Civile e il personale del Comune fanno quello che possono (tanto, davvero, e va loro dato atto di un solerte lavoro), ma occorre una migliore programmazione, e non solo a Scicli, perché l'emergenza è sempre in agguato, e quando arriva non si può essere impreparati per mancanza di mezzi o di finanziamenti o di opere che si dovevano preparare in tempo utile...

Questa "pioggerella" è stata solo un'avvisaglia di quanto può succedere, e in qualunque periodo dell'anno, e per fortuna danni gravissimi non se ne registrano: non ignoriamola, non sottovalutiamola. Tra poco ci saranno le elezioni, a Scicli, e il nostro invito al prossimo sindaco, chiunque egli (ella) sia è quello di mettere queste emergenze – e la progettualità per prevenirle e fronteggiarle – nei primi posti della lista delle priorità: servono meno politica (e meno beghe e litigi), meno futilità; serve invece più attenzione ai cittadini, al lavoro e all'ambiente. Attenzione all'ambiente da intendere non come una "moda radical chic", ma come vera, costante, presenza e monitoraggio dei luoghi dove i cittadini vivono, lavorano, producono, studiano, ecc... Le piogge e i temporali ci saranno ancora, ovviamente, ma vorremmo che non ci fosse la nostra impraparazione, quel nostro "farci cogliere sempre di sorpresa", che spesso è fatale.

Vi proponiamo le significative foto nella galleria fotografica come spunto di riflessione...

 

salvo micciché

 

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Per chi ama l’Arte ed è appassionato di Storia, Budapest, la chiassosa e vivace capitale ungherese, è di sicuro una città che può regalare preziose emozioni. Arte e Storia si intrecciano per le vie scandite dal querulo vociare dei turisti e per i quartieri scanditi dall’armonioso brio dei passanti. E’ possibile apprezzare la semplicità dei suoi palazzi, l’eleganza delle caffetterie e dei viali, i vivaci colori del Mercato e la bontà dei suoi curiosi dolci.  Ogni angolo della città, cullata soavemente dalle acque del Danubio e dall’ebbrezza del suono di violini, trasuda emozioni, lividi, ferite… 

Per chi come me è affascinato di Storia, in particolare di quella del Novecento, ricca di avvenimenti, puntellata da tragiche vicende che hanno sconvolto il mondo intero, può iniziare la visita dal Quartiere ebraico, chiamato Erzsébetvàros e collocato nel VII distretto della città, nel cuore pulsante della Pest più antica e vera, che narra ancora l'eco lontana di una storia tormentata.                                                               Visitando il quartiere si ha come l'impressione che qui il tempo si sia fermato, come se ancora risuonasse nell'atmosfera lo stesso vivace clima di un tempo, con gli ebrei, industriosi cittadini di Budapest, che hanno vissuto e lavorato per le sue vie, hanno cantato e danzato al ritmo di un’eufonica ballata che evoca quelle di Zitani e che alla fine, in questo stesso sito, hanno sopportato il dolore di una persecuzione immorale, segregati nel ghetto in condizioni impietose, ghetto sbaragliato dalla forza della storia, spettatore del conflitto sfiancante dei suoi abitanti. 

Il quartiere è un gioiellino variopinto, un piccolo e arcano scrigno dove primeggia la magistrale costruzione della Sinagoga, accanto alla quale è possibile visitare il Museo e il Cimitero ebraico ma anche il Giardino della Memoria che celebra le vittime della Shoah. Nelle foglie dell'Albero della vita, salice piangente in argento, opera di Imre Varga, sono stati incisi i nomi di tantissime vittime. Ogni foglia vuole ricordare la storia, le ambizioni, i progetti di uomini e donne le cui vite sono state letteralmente spazzate via come da una raffica di vento. Si ricordano anche con un peculiare monumento i “Giusti fra le Nazioni” che hanno rischiato la loro vita pur di salvare un consistente numero di ebrei perseguitati. Tra questi va rigorosamente ricordata la figura di Giorgio Perlasca che ha protetto, salvato e sfamato migliaia di ungheresi di religione ebraica accatastati in case protette lungo il Danubio. Non lontano dalla grande Sinagoga, si può far visita anche all’Holocaust Memorial Museum dove è possibile effettuare un percorso commovente nella storia degli ebrei ungheresi che durante il secondo conflitto mondiale si sono irrimediabilmente piegati al destino. Passeggiando sul lungo Danubio proprio sulla banchina, in prossimità del Parlamento è profondamente toccante la vista di una serie di scarpe. Sembrano lasciate li… quasi dimenticate, 60 paia di scarpe in bronzo che tolgono il respiro, trafiggono l’anima.

È il memoriale dell’eccidio ebraico accaduto nell’inverno tra il ’44 e il ’45 del Novecento. Il Male in Ungheria aveva il nome di Croci Frecciate, così si identificava la milizia collaborazionista dei nazisti nel processo di deportazione e assassinio di migliaia di ebrei ungheresi. Dopo averli rinchiusi, imprigionati in casa loro, tra gli alti muri del ghetto, lasciati a morire di fame, freddo e malattia o deportati nei più vicini campi di concentramento, soprattutto ad Auschwitz, i “potenti di Budapest” decisero di uccidere le proprie vittime in città. Non si trattava di fosse comuni, piuttosto del Danubio che fu reso complice di tanto scempio. Martoriati, coartati, venivano poi trascinati sulle sponde di Pest e, con lo sguardo verso il fiume, defraudati delle proprie scarpe, bene inestimabile, emblema di fuga, di viaggio, di libertà, ma soprattutto di dignità. Venivano legati e annodati a gruppi di tre; solo chi capitava al centro era il predestinato a una morte istantanea con una pallottola e col peso inerme trascinava in acqua, a fondo, gli altri due. Nessuno era risparmiato.                                                                           

Nel 2005 le scarpe sono ricomparse lungo il Danubio grazie all’ambizione e al talento dello scultore Pauer Gyula perché nessuno potesse dimenticare. Lo sguardo cade inevitabilmente su quelle scarpe: alcune infiorate, altre contenenti preghiere, altre sassolini ed è un po’ come se quelle anime smarrite peregrinassero ancora in eterno. 

Le lacrime, allora, scendono mute mentre il mormorio del fiume continua a cullare quelle voci…

E il Danubio così come alcuni edifici in cui sono presenti schegge pockmarks sono testimoni anche del terrore che il Comunismo incosse sul popolo ungherese che nel ’56 tentò di ribellarsi. Tuttavia, il Paese fu, ancora una volta, vittima che ha versato sangue innocente. Ne è spettatrice la Casa-museo del terrore (Terror Haza), situata in un imponente palazzo neo-rinascimentale sull’Andrassy Boulevard che collega downtown Budapest con Piazza degli eroi, una via elegante che rievoca i boulevard signorili francesi con un lontano sapore viennese. All’interno il visitatore viene condotto per mano coinvolgendolo in un percorso che disarma in toto il cuore…Il palazzo che ospita la casa-museo fu quartier generale prima dei Nazisti (nel 1944, quando la furia del regime impresse il suo definitivo scacco anche in  HYPERLINK "https://www.ilturista.info/guide.php?cat1=4&cat2=20&lan=ita" Ungheria, diventò un sito di deportazione e tortura, cuore della vessazione nazista ungherese) e, successivamente, dei Comunisti (nel 1945, negli ultimi mesi della Soluzione Finale, fu convertito a sede del carcere sovietico e della polizia politica comunista, capeggiata da Gabo Peter, che divenne, insieme al Fürer ungherese Ferenc Szalasi del precedente regime, il regista pallido e macchinoso di una dittatura di sangue).

Ed è forse il peso di una storia così travagliata ed insanguinata a rendere Budapest così speciale, quella Budapest che rinasce memoria per crescere libertà…

Ma il bel Danubio blu, così lo definiva il grande Joahn Strauss nel suo famoso valzer, regala anche ben altre emozioni inconsuete …la crociera in battello, per esempio, è una sfiziosa chicca da non perdere assolutamente, specie all’imbrunire, mentre le stelle fanno a gara con le mille luci che sfavillano silenziosamente di notte danzando un valzer senza tempo.

                                                                                                  

Marinella Tumino

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Le foto scelte dal pubblico raccontano su Instagram il Natale attraverso i sentimenti e i piatti della tradizione rivisitati 

 

Siracusa, 12 gennaio 2017 - I sentimenti e la buona tavola: così i Siracusani hanno voluto raccontare le festività natalizie attraverso il contest fotografico #OliviaXmas, promosso da Olivia Natural Bistrot per celebrare con un pizzico di brio social il periodo più atteso dell’anno attraverso una gara di scatti su Instagram.

Tra le foto che hanno ottenuto più consensi connotati dall’hashtagh #OliviaXmas ci sono quelle dedicati all’amore in tutte le sfumature, ma anche a scorci della buona tavola attraverso la reinterpretazione, rigorosamente vegetariana, che ne dà la cucina di Olivia.
Tra le pietanze più apprezzate quelle legate alla tradizione. In particolare grande consenso ha avuto la riproposizione della storica “cuccìa”, nella versione dolce con ricotta e grano.

Gli ospiti di Olivia hanno mostrato di apprezzare l’idea del racconto attraverso uno scatto, mettendosi personalmente in gioco grazie anche alla “scenografia” natalizia allestita all’interno del locale con luci natalizie e pacchi dono.

Ai primi tre vincitori ieri sono state consegnate delle prestigiose cuffie e auricolari Bang&Olufsen, messe in palio da Bion Network®.

A tutti gli altri ceste di prodotti Olivia, vino e tessera sconto valida per tutto l’anno.
Intanto lo staff del bistrot siracusano sta già preparando uno speciale menu in occasione del Carnevale, nel solco della scelta inaugurata con l’apertura: declinare in chiave vegetariana la tradizione, aggiungendo un tocco esotico e mantenendo una grande attenzione per la materia prima come fonte inesauribile di ispirazione. 

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Chiaramonte Gulfi, 9 agosto 2016 – Chiaramonte Gulfi ha ospitato nei giorni scorsi il workshop di fotografia della Nikon School Italia organizzato in partnership da Nikon Italia con il fotografo Francesco Francia e l'associazione Look Mediterraneo con Marcello Guccione e Gianluca Bagnati. All'evento sono intervenuti numerosi fotografi, professionisti e non, provenienti da ogni parte della Sicilia.

Il corso, durato quasi 12 ore, intervallato da poche brevi pause, è stato intensivo e molto produttivo. Il Nikon Master Francesco Francia ha spiegato ai fotografi la teoria sugli schemi luce, sull'organizzazione professionale di un set fotografico e dimostrato la differenza sui vari tipi di illuminatori fotografici.

Nel pomeriggio si è passati dalla teoria alla pratica applicata realizzando vari set fotografici che hanno prodotto delle immagini di moda davvero interessanti. Gli organizzatori dell'associazione Look Mediterraneo hanno preferito valorizzare 5 aspiranti modelle provenienti dalla provincia di Ragusa. Jessica Agosta, Alessia D'Amato, Alice Di Falco, Michela Incardona e Kenya Tiralongo le cinque ragazze che hanno superato una selezione organizzata dall’associazione Look Mediterraneo.

Nelle domeniche precedenti l'evento, le numerose aspiranti modelle, provenienti da tutta la provincia, hanno posato nei vari shooting allestiti nelle più suggestive città della provincia: Ragusa Ibla, Punta Secca, Modica e Scicli.

I migliori scatti sono stati valutati personalmente dal master Francesco Francia. Il fotografo di Nikon, forte della sua grande esperienza nel campo della fotografia fashion e glamour con un nutrito curriculum alle spalle e reduce da numerosi workshop che continuamente presenta in ogni parte d'Italia, è rimasto colpito dall'organizzazione dell’evento, dall'accoglienza e dal calore ricevuto tanto da dichiarare: “Uno dei miei migliori workshop di sempre, tornerò sicuramente”.

L'hair-style e il make-up sono stati curati dall'affiatato e ormai collaudato team di parrucchieri ed estetiste di Look Mediterraneo. Con grande professionalità, senso estetico e un'innata cura per il dettaglio, hanno saputo truccare e acconciare le cinque aspiranti modelle, che poi si sono concesse agli obiettivi dei fotografi.

Un ringraziamento speciale è stato rivolto al sindaco del Comune di Chiaramonte Gulfi Vito Fornaro, al suo vice Christian Schembari e all'assessore Alessandro Cascone, che hanno aperto le porte della rinomata Sala Sciascia, dove si è tenuta la prima parte teorica del corso, e hanno concesso l'uso dei locali del Museo Liberty e della Pinacoteca De Vita, per la realizzazione degli scatti finali.

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“Bisogna adunque, che un prudente, e sufficiente mastro Cuoco, per quanto io dalla lunga esperienza in molto tempo ho compreso volendo havere buon principio, miglior mezzo, & ottimo fine, e sempre honore della sua opera, faccia come un giudizioso Architetto. Il quale dopo il suo giusto disegno, stabilisce un forte fondamento, e sopra quello dona al mondo utili, e maravigliosi edificii; il disegno del Cuoco ha da essere il bello, e sicuro ordine, causato dall'isperienze della quale ha d’havere…”. 

 

Parole sobrie ma sicure e sintetiche nel loro intrinseco significato. Riflessioni dettate da un’esperienza ultradecennale nel campo dell’antica arte culinaria. E’ il colloquio tra il “mastro cuoco” e il suo discepolo. Si tratta di un testo, in forma di dialogo, pubblicato nel cinquecentesco volume di Bartolomeo Scappi.

 

Chi era costui? La tematica è stata recentemente oggetto di riflessioni da parte dell’Accademia Italiana della Cucina (delegazione di Caltagirone), in collaborazione con Museo d’Arte Contemporanea MACC e Istituto IIS “C.A. Dalla Chiesa” di Caltagirone (sede IPSSAR Mineo) nell’ambito della rassegna annuale Arte e Cucina, giunta quest’anno alla XIV edizione. A relazionare sulla figura di Bartolomeo Scappi nonché sui correlati aspetti storico-gastronomici è stato Francesco Lucania, bibliotecario, fotografo, scrittore, torinese di adozione e con Dna spiccatamente siciliano. E’ autore di vari saggi sulla storia del mutuo soccorso, sulla cucina e gastronomia (fra cui, Bartolomeo Scappi e l'arte della cucina; libro “Il Cioccolato. Storia, curiosità, ricette, maestri”, 2013). 

Fino a qualche decennio fa incerte erano le origini dello Scappi. Il ritrovamento di una lapide nella chiesa di Runo di Dumenza sul lago Maggiore, nel luinese, in territorio varesotto, sembra dare credibilità all’ipotesi di una sua origine lombarda. 

“Il fatto che si sia potuto ritenere Scappi, ora di origini venete, ora di origini bolognese, e, infine, correttamente, di origini lombarde – spiega Lucania – testimonia la poliedricità della sua cultura, la capacità di guardare in ogni direzione e di raccogliere usi e tradizioni diverse, riuscendo in qualche modo ad amalgamarli e riplasmarli”. 

 

Perché l’attualità di Bartolomeo Scappi? 

“Vi sono molti motivi, basta scorrere una parte del libro per comprenderlo. Va anche detto che oggi assistiamo ad un’inondazione di editoria gastronomica. Scaffali colmi di ricettari, pubblicazioni specializzate, numerose le riviste eno-gastronomiche. Moltissimi talk show. Indice di un fenomeno della società: meno si cucina, più la parola stampata e l’immagine del cibo acquistano un valore surrogante e vicariale. Pochi sono i libri di storia del settore gastronomico che riportano degli studi e ricerche”. 

 

Quali furono le capacità di tale illustre personaggio ancora oggi ricordato nel campo della gastronomia? 

“Bartolomeo Scappi fu cuoco di intensa capacità ma soprattutto lungimirante antesignano della tecnica di cucina. Allestitore di banchetti sontuosi e autore del famoso trattato di gastronomia del XVI secolo “Opera dell'arte del cucinare. Col quale si può ammaestrare qual si voglia cuoco, scalco, trinciante, o mastro di casa”. L'Opera può essere considerata anche un lavoro letterario imponente. Fu una personalità di notevole rilievo, valutabile alla medesima stregua d’altri più noti interpreti e testimoni della civiltà rinascimentale. Per la sua capacità di elaborare con i cibi delle vere e proprie sculture, che in tal guisa sembravano elementi vivi, veniva chiamato con l'appellativo “Il Michelangelo della cucina rinascimentale”. Scappi, fu capostipite (dopo Maestro Martino da Como) della grande tradizione dei cuochi dei laghi lombardi, rispettata ancora oggi”.

 

Qual è la particolarità della sua Opera che ha avuto un esito a stampa nel 1570? 

“Nel 1570, con almeno 35 anni di esperienza, Bartolomeo Scappi ottenne da papa Pio V il privilegio di pubblicare il suo trattato. Ne affidò la stampa al tipografo veneziano Michele Tramezzino. Il trattato ha delle evidenti finalità didattiche. Carattere questo assolutamente rivoluzionario per quell’epoca. Il mondo della cucina, infatti, era stato sempre caratterizzato dalla chiusura mentale dei vecchi cuochi che preferivano tenere nascosti i loro segreti. Non solo non avevano mai scritto le loro ricette, ma erano molto restii anche solo a parlarne. Il volume, suddiviso in sei libri, contiene: oltre mille ricette elencati, altrettanti gusti evocati, centinaia di suggerimenti pratici. Si tratta di un’opera completa nei suoi molteplici aspetti riguardanti l’arte del cucinare. In buona sostanza, un volume pensato e ragionato nella sua complessa articolazione e da cui è possibile trarre un vissuto attraverso la dura quotidianità dell’esperienza e della memoria di un cuoco. Il monumentale trattato – che nelle sue sezioni si presenta chiaro, articolato e preciso - ebbe una tale rinomanza da essere ristampato otto volte tra il XVI e XVII secolo”. 

 

Nel volume si trovano molte soluzioni tecniche della ristorazione e quindi insegnamenti di cucina, elencazioni di piatti, tecniche esclusive relative alla conservazione degli alimenti, dettagli per allestire banchetti e poi i primi cenni di cucina per persone ammalate e inferme (nozioni basilari di cucina dietetica) ed inoltre dotti elementi d’igiene. 

 

Da questo punto di vista Bartolomeo Scappi può essere considerato un precursore? 

“Scappi, sotto questo aspetto, resta un vero e proprio precursore, intuì, infatti, già allora, che da un buon tenore di vita (dieta mirata) aumenta il benessere e la conseguente qualità dell’esistenza umana e che l’ambiente dove è manipolato e cucinato il cibo deve essere, nei limiti del possibile, pulito e in ordine. Dal punto di vista strettamente tecnico, fu un autentico professionista, sia perché utilizzò i primi prodotti che arrivarono dalle lontane ‘americhe’, sia perché inventò delle soluzioni tecnico-pratiche, che sono ancora praticate tra i moderni operatori della ristorazione. L’infarinatura e l’impanatura, ad esempio, ma anche la sigillatura delle carni bianche e rosse prima della cottura”. 

 

L’Opera di Scappi apporta una innovazione in campo gastronomico? 

“Per quanto riguarda le numerosissime ricette che sono contenute all’interno dell’Opera, assistiamo ad una sostanziale innovazione rispetto alla cucina del medioevo caratterizzata dalla preponderante presenza di selvaggina (specie piumata). Scappi, nel suo manuale suggerisce anche l’uso delle carni da allevamento, quali il pollo, il manzo e il suino. Pensiamo a Scappi come ad un grande innovatore della gastronomia del tempo, infatti, il suo lavoro letterario si meritò ampio consenso e fu tenuto in considerazione per tanto tempo. Dopo la metà del Seicento avvenne un’inesorabile, ma continua involuzione della cucina italiana che fu surclassata da quella francese”.

 

L'Opera di Scappi, oltre ad essere un documento di assoluto interesse nella storia della cucina italiana, offre spunti non solo sugli aspetti biografici ma anche su uno dei momenti più importanti della vita della chiesa: la morte di un pontefice e l’elezione del suo successore. Ci può fornire qualche cenno? 

“Bartolomeo Scappi nacque a Dumenza, a circa 5 chilometri da Luino, tra la fine del XV secolo e l’inizio del XVI secolo. Aveva una sorella di nome Caterina, la quale sposò un certo Nazeo Brioschi. Non sappiamo nulla sulla sua formazione, anche perché nell’Opera non accennerà mai ad un suo maestro. La prima notazione bibliografica del libro ci testimonia la presenza di Scappi a Venezia, al servizio del Cardinale Grimani (periodo che possiamo inquadrare tra il 1528 e il 1535). Dunque, è in quegli anni che va individuata la presenza di Scappi a Venezia. Nel 1536, invece, era sicuramente a Roma, al servizio del cardinale bolognese Lorenzo Campeggi. Il Campeggi fu legato papale in Inghilterra nella difficile missione diplomatica con Enrico VIII che voleva divorziare da Caterina d’Aragona. Il cardinale, ritornato a Roma, fece imbandire per Carlo V un sontuoso banchetto che è minuziosamente descritto nella sua Opera. Nel 1539, dopo il decesso del cardinale Campeggi, Scappi passò al servizio del cardinale Rodolfo Pio di Carpi. Doveva essere ancora al servizio di quest’ultimo quando ebbe l’incarico di somministrare i cibi ai cardinali giunti a Roma, in occasione del conclave, svoltosi tra il 29 novembre del 1549 e il 7 febbraio del 1550, dopo la morte di Paolo III, e dal quale sarebbe stato eletto papa Giulio III. Nell’appendice all’Opera avrebbe illustrato il servizio di mensa proprio in occasione di questa importantissima occasione. Scappi servì alla corte dei cardinali, fino a diventare cuoco “segreto” (ovvero “cuoco personale”), prima di Paolo III, poi di Pio IV (il Pontefice che portò a termine il 4 dicembre del 1563 il Concilio di Trento) eletto papa il 25 dicembre 1559. Continuò poi con Pio V salito al soglio pontifico il 7 gennaio del 1566”.

 

Qualche ricetta particolare da rivelare ai nostri lettori? 

“Possiamo proporre ai lettori quella che ha per titolo ‘Per far minestra di cotogne con brodo di carne’. Prendere le cotogne nella sua stagione, la quale inizia dal fine d'agosto e dura per tutto novembre. Levare la scorza e la parte interna (torsolo), tagliarli a pezzi, metterli in una pentola coprendoli di brodo di carne, mettere un poco di agresto bianco, zucchero, cannella, noce moscata. Far cuocere, a fine cottura, schiacciarle ed amalgamare bene, aggiungere del formaggio e delle uova, mescolare finché diventa omogenea”.

 

Giuseppe Nativo

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“RI-VEDERE ROSOLINI“, IL CONTEST FOTOGRAFICO DI SABATO 26 GIUGNO CHIUDERÀ LA FORTUNATA MANIFESTAZIONE PRIMAVERA IN PIAZZA CIVICA.

Rosolini, 15 giugno 2016 – Ri-Vedere Rosolini, è questo lo scopo della Mostra- Concorso di fotografia organizzata dal movimento politico- culturale Piazza Civica che chiude la fortunata manifestazione PrimaVera in Piazza Civica, una serie di quattro appuntamenti che hanno inteso animare il centro storico come segnale di speranza contro il graduale svuotamento residenziale e la crisi sociale ed economica attuale che ha colpito la città.
La Mostra- Concorso di fotografia è in programma per sabato 26 giugno: il contest lanciato nelle scorse settimane, si concluderà con l’esposizione fotografica e la premiazione dei tre lavori che si aggiudicheranno il podio.

“La mostra- concorso di fotografia – ha dichiarato Corrado Latino, coordinatore del movimento e tra gli ideatori della manifestazione– rappresenta un’opportunità da non perdere per gettare un nuovo sguardo alla città e rafforzare la consapevolezza che la programmazione territoriale richiede forme di trasformazione che contengano – valorizzandolo – l’uso del territorio. Si tratta di un nuovo progetto espositivo per offrire al pubblico una visione d’insieme di molteplici angolazioni della Rosolini contemporanea attraverso gli scatti di autori locali. Con i loro diversi stili i fotografi si soffermeranno, chi alla scoperta del dettaglio “nascosto”, chi a quello più simbolico o evocativo, sugli aspetti reali, o potenziali, di luoghi e situazioni culturali e sociali della città e ai suoi progetti di trasformazione urbana in corso“.

PROGRAMMA DOMENICA 26 GIUGNO
ORE 18:00 – 21:00 – Allestimento e mostra in piazza Faustino Maltese
ORE 21:00 – Premiazione e concerto a cura della Banda Musica V. Bellini
1- PREMIO € 500,00 e targa ricordo
2- PREMIO Targa Ricordo
3- PREMIO Targa Ricordo


***
Per tutte le info sulla modalità di partecipazione e sul regolamento si prega di chiamare il: 3209682698

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Gli anellini o anelletti sono un tipo di pasta tipico della cucina tradizionale palermitana, sebbene di provincia in provincia nella nostra isola esitano diverse varianti di questa ricetta.

È il “tipico piatto della Domenica” che pur richiedendo un po’ di tempo per la sua preparazione offre un gustoso piatto da condividere con i commensali.

 

Ingredienti

  • 500 g di pasta anellini;
  • 300 gr. di piselli fini;
  • 2 cipolle;
  • carote;
  • 2-3 cucchiai di concentrato di pomodoro;
  • olio extravergine di oliva;
  • ½ bicchiere di vino rosso;
  • 600/700 gr. di carne macinata di II;
  • 2 l di salsa di pomodoro;
  • Sale;
  • Pepe rosso;
  • pangrattato;
  • olio di semi;
  • 4- 5 melanzane;
  • una noce di burro;
  • formaggio caciocavallo grattugiato;
  • formaggio dolce pasta filante.

 

Preparazione

Per preparare la pasta alla palermitana bisogna preparare il ragù con piselli; quindi fate soffriggere leggermente in olio extravergine d’oliva della cipolla con carote tagliate sottili, un paio di cucchiaiate di concentrato di pomodoro, carne macinata di seconda scelta, piselli fini, sale e pepe ed infine, dopo aver sfumato con mezzo bicchiere di vino rosso, versate il pomodoro.

Mentre cuoce il ragù, pelate le melanzane e, dopo averle tenute ammollo con sale per una mezz’oretta, friggetele in abbondante olio caldo.

Prendete una padella e fate abbrustolire del pan grattato con un po’ di olio di semi.

Fate cuocere in abbondante acqua salata gli anellini e una volta ultimata la cottura - lasciandoli un po’ al dente - preparate uno stampo grande di ciambella che vi servirà per dare una bella forma e un’originale presentazione alla vostra pasta alla palermitana al forno.

Nello stampo della ciambella, dopo aver passato del burro, mettete il pangrattato. Adagiate con cura le fette della melanzana fritta in tutto lo stampo. Versate un primo strato di pasta anellini con ragù, aggiungete in base al vostro gradimento formaggio caciocavallo grattugiato e formaggio filante a dadini e di nuovo versate la pasta anellini al ragù.

Infornate a 180° in modalità ventilata e fate cuocere in forno per circa una mezz’oretta. 

Non appena gli anellini alla palermitana al forno saranno pronti, lasciateli riposare per qualche minuto e poi aiutatevi con una base per girare lo stampo e vedrete il vostro squisito capolavoro pronto per essere condiviso con i vostri commensali.

 

Alessia Minauda

 

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#Ragusa, 25 novembre 2015 – Per i lettori de il “Laboratorio dei sapori” presentiamo una semplicissima ricetta per uno dei piatti siciliani più noti, la #Caponata. 

La caponata è un piatto tipico della cucina siciliana e un piatto su cui esistono moltissime varianti: solo in Sicilia si contano almeno 37 ricette della caponata “verace”, isolana; quella che proponiamo è la “ricetta della mamma”.

 

Ingredienti

• Patate;

• Melanzane;

• Cipolle;

• Peperoni;

• Sedano;

• Carote;

• Olive verdi snocciolate;

• Capperi;

• una conserva di pomodoro;

• due cucchiaini di zucchero;

• Sale;

• ½ bicchiere di aceto;

• Olio per friggere.

 

Preparazione

per preparare una buona caponata occupatevi prima di tutto di pelare e tagliare a pezzettoni abbastanza grossi le patate, le melanzane e via via passate a tutti gli altri ingredienti. 

Quando tutti i vostri ingredienti saranno tagliati e ben lavati, versate abbondante olio in una padella di diametro abbastanza largo e lasciate riscaldare bene l’olio. Ovviamente per le quantità dei singoli ingredienti orientatevi in base al numero di commensali alla vostra tavola.

L’olio per la frittura deve essere sempre ben caldo e abbondante perché solo in questo modo ci si assicurerà una bella dorature delle patate (per esempio) senza il rischio che queste si attacchino nella padella e senza che l’alimento assorba troppo olio.

Il consiglio è di iniziare a friggere uno per uno gli ingredienti partendo dalle patate, dalla melanzana e dai peperoni in quanto sono i pezzettoni più grossi o comunque con l’esterno più spesso, quindi richiederanno un po’ più tempo rispetto a tutti gli altri ingredienti per friggere. 

Durante le varie fritture, ricordatevi di salare gli alimenti, quando non lo avrete già fatto, come per esempio per la melanzana tagliata a pezzettoni e messa a bagno con acqua. In questo modo, mettendo la melanzana a bagno con il sale, si toglie parte del sapore amarognolo e si evita che nell’attesa della cottura si scurisca.

Man mano che friggete i singoli ingredienti versateli in un unico tegame e, giunti alla frittura di carote, sedano con capperi e olive verdi precedentemente snocciolate, versate una conserva di pomodoro e amalgamate il composto unendo, nel padellone della frittura iniziale, tutti gli altri alimenti già fritti. 

Amalgamate bene il tutto e aggiungete due cucchiaini di zucchero e mezzo bicchierino di aceto in modo da ottenere il sapore agrodolce della caponata.

La caponata va servita fredda.

Buon appetito!

 

Alessia Minauda

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Ragusa, 12 novembre 2015 – La natura, nel territorio ibleo in questo periodo, offre tanti prodotti genuini, tra cui l’oliva, dalla quale si può ricavare il nostro prezioso olio di oliva extra-vergine; un prezioso alimento per la nostra dieta alimentare, può anche essere “cucinata” e messa in conserva. Un gustoso e sfizioso alimento - anche per i nostri contorni - per la nostra tavola tutto l’anno.

 

Presentiamo una semplice ricetta per il trattamento delle olive verdi condite; una delle tradizionali ricette delle nostre nonne e mamme, ma semplice da poter permetterci di continuare noi stesse la tradizione…e permettetemi di aggiungere…anche con un pizzico di orgoglio.

 

Ingredienti

  • Olive verdi;
  • Sale;
  • ½ vaschetta di carote;
  • 1 sedano (senza foglioline);
  • Menta;
  • Peperoncino rosso;
  • Aglio;
  • Capperi;
  • Aceto bianco;
  • Olio di semi

 

  • Serve una pietra liscia ben pulita.

 

Procedimento

Lavare per bene le olive e con un peso, che può anche essere una pietra liscia ben pulita, aiutatevi per schiacciarle. 

Dopo aver schiacciato a una a una le olive verdi, immergetele nell’acqua in un contenitore capiente quanto basti, in base alla quantità delle olive. Io ho considerato circa 3 kg di olive verdi.

Le olive devono stare immerse nell’acqua per circa 15 giorni, in modo che perdano l’amaro (in dialetto siciliano “si nnuciunu”, per intendere che perdendo l’amaro si addolciscono). In questa fase è importante cambiare giornalmente l’acqua alle olive.

Dopo che le olive verdi sono “nnuciute” tenetele a colare in un colapasta per circa mezz’ora.

Dopo che le olive hanno colato l’acqua, mettetele in una bacinella e aggiungete abbondante sale, sedano e carota precedentemente tagliati a quadrettini e aceto bianco. 

Dopo una mezz’oretta colate l’aceto bianco e aggiungete peperoncino rosso, aglio, capperi e menta.

Le olive verdi condite sono quasi pronte: mettetele in una boccia e aggiungete dell’olio di semi.

Vi consigliamo di evitare l’olio d’oliva perché con il calore l’oliva potrebbe diventare molle.

 

Alessia Minauda

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Zafferana Etnea (Catania), 20 ottobre 2015 – Ottobre, mese dell’autunno e delle castagne. Ma soprattutto mese dell’Ottobrata Zafferanese. 

L’Ottobrata è un evento che rappresenta la vetrina per eccellenza dell’artigianato siciliano, la più grande mostra-mercato dei prodotti tipici dell’Etna.

Un evento che si distribuisce nelle vie principali di Zafferana Etnea, alle pendici dell’Etna, e che si svolge nelle quattro domeniche di ottobre.

Ogni domenica è dedicata ad un prodotto tipico nostrano: domenica 4 ottobre è stata dedicata all’uva, domenica 11 ottobre alle mele dell’Etna, il 18 ottobre al miele e ai funghi, e invece l’ultima domenica di ottobre; giorno 25, sarà dedicata alle castagne e al vino.

La mattina è possibile avventurarsi nei parchi e nei boschi, per raccogliere le castagne.

Si rivela un’esperienza unica in quanto ci si immerge per qualche ora nella natura, respirando il tipico odore del legno e delle castagne appena raccolte, camminando in un tappeto di foglie.

Poi ci si sposta verso il cuore di questa prestigiosa manifestazione, ovvero Zafferana, gremita di bancarelle e di non poche migliaia di visitatori.

Le bancarelle sono ricche di prodotti enogastronomici e agroalimentari: i funghi, molti gusti di miele (all’arancia, al mandarino, al castagno, al limone e molti altri), le mele piccole ma dolcissime; e poi i formaggi, salsicce, spiedini di salumi e, ovviamente, non possono mancare i dolci. Leccornie di ogni tipo, dalle ciambelle al cannolo, fino ad arrivare alle crespelle di riso e miele e le “zeppole” fritte con le alici.

Una sagra domenicale che trasforma tutto il territorio in un elegante salotto in cui i colori, i profumi, le tradizioni e i sapori immergono il visitatore in un’atmosfera e momenti indimenticabili all’insegna della sicilianità.

 

Lucia Nativo

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Ragusa, 1 novembre 2017 – Ieri, alla veneranda età di 95, ci ha lasciati per un ultimo viaggio il Maresciallo di P.S. Agostino Mennillo, suocero del direttore Giuseppe Nativo e nonno della nostra Lucia Nativo, per tutti e tutti noi "Il Comandante". Ce lo ricorderemo come se fosse con noi ancora, sempre serio, impeccabile, elegante e amico di tutti.

I funerali si svolgeranno oggi, 1 novembre 2017, alle 15:30 nella chiesa della Sacra Famiglia, a Ragusa.

Alla famiglia, in particolare alla figlia Maria Concetta, a Lucia, Marianna e Pippo le condoglianze di Ondaiblea.

 

Salvo Micciché, Carmelo Riccotti La Rocca e Marco Iannizzotto

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Ragusa, 11 settembre 2017 – Un grave lutto per Ondaiblea: è morta ieri, a Ragusa, a 77 anni, Giorgia Dimartino, la mamma del nostro Marco Iannizzotto.

Ne danno il triste annuncio la nuora Eleonora e i parenti tutti. Si associano al dolore i direttori e la redazione della rivista e tutti i collaboratori.

I funerali saranno officiati oggi, 11 settembre 2017 a Ragusa nella chiesa del Salvatore. 

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Sembra un'affermazione banale, ma quando muore un amico ti resta un vuoto dentro, vero, reale, feroce.

Gianfranco Agnello Donnalucata DOC, era un amico di quelli che lasciano un vuoto che solo il tempo colmerà.
Uno strano destino aveva scambiato i nostri paesi: lui di Donnalucata, era venuto a vivere a Palazzolo, io di Palazzolo, vivevo a Ragusa e spessissimo andavo a Donnalucata. Così quando ci incontravamo, col sorriso negli occhi, lui mi chiamava "Rausanu" e io chiamavo lui "Palazzulisi" perché sapevo che si "arrabbiava".
Lui era pescatore di Donnalucata fin nelle più piccole fibre del suo cuore. E coi pescatori condivideva la vita e l'umiltà. Essere un ottimo dottore Agronomo non gli impediva di frequentare la gente umile del borgo marinaro, anzi era motivo d'orgoglio, una medaglia al merito.
E quel mare che amava e un malore banale lo hanno portato via. Non ci potremo più prendere in giro ma vincerà lui perché il suo grande cuore mi sopravviverà, battendo nel petto di un altro uomo.
Che Dio mi accontenti se sarà un pescatore marinaio com'era lui.
 
Ciao Gianfranco "Palazzulisi"!
 
Salvo Figura
 
***
Scicli, 2 agosto 2017 – È deceduto all’ospedale Cannizzaro di Catania l’agronomo sciclitano Gianfranco Agnello, 60 anni. I funerali si terranno oggi a Donnalucata.
L'Ospedale Cannizzaro ha diffuso questo comunicato, ringraziando per la generosissima scelta della famiglia di donare gli organi: «Seconda donazione di organi in tre giorni all’ospedale Cannizzaro di Catania. Sono iniziate questa notte attorno alle 3 e si sono concluse attorno alle 9 di mattina, infatti, le operazioni di prelievo degli organi di Francesco Gianfranco Agnello, 59enne di Scicli, residente a Palazzolo Acreide.
L’uomo era stato ricoverato nell’unità operativa di Anestesia e Rianimazione il 22 luglio, con una sindrome da annegamento e conseguente coma post-anossico. Ieri il decesso. Sono stati i familiari a esprimere il consenso alla donazione.
A seguito dell’osservazione, sono stati prelevati il fegato e i reni, andati all’Ismett di Palermo, e le cornee, destinate alla banca degli occhi di Palermo.
Questa di oggi è la quinta donazione di organi del 2017 all’ospedale Cannizzaro e segue di appena tre giorni quella di Danilo Di Majo, lo studente ennese di Medicina investito a Catania.».

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Ragusa, 23 giugno 2017 – Voce squillante, occhiali da professore e sguardo da preside. A queste si aggiunge un amore viscerale per la sua Ragusa. Non di rado ama percorrere gli angoli nascosti del centro storico, sostando sotto qualche sorridente mascherone oppure salire o scendere vecchie scale per poter percorrere la fitta teoria di viuzze o vicoletti in un fantasmagorico panorama da cui si può apprezzare la parte antica della città. Classe 1937, grande appassionato di storia patria, ha raggiunto il traguardo delle ottanta primavere. 

Stiamo parlando di Giorgio Flaccavento, “u preside”, che tutti ricordano per le sue analisi storiche e prospettiche come quelle contenute nel volume “Uomini, campagne e chiese nelle due Raguse” (1982), pregevole opera storiografica che tratteggia il profilo storico urbanistico della città di Ragusa nella sua interezza alternando a proposte di valorizzazione urbanistica non poche evocative carte topografiche d’epoca intrecciate a suggestive immagini scattate dal maestro Peppino Leone. Una storia urbana fatta di uomini e di terra, di pietra e di invenzioni. Quella di Ragusa è una storia così densa di avvenimenti e di intrecci e di “radici” e di idiomi dal cui ascolto è possibile filtrare gli echi di una “forma urbis”.

«E’ necessario che il ragusano si riavvicini alla sua città. E ogni iniziativa, in tale direzione, è bene accolta», afferma Flaccavento. Conoscere i propri luoghi di origine, prendere parte attiva ai vari appuntamenti, tramandare conoscenze antiche, magari apprese dai nostri padri, essere aperti a idee, persone, sviluppi, cambiamenti compatibili con la natura e la cultura che li hanno generati, sono certamente fattori rilevanti che servono a fare amare il proprio territorio, la propria città. E’ questa la sintesi che ha contraddistinto lo straordinario contributo che da oltre cinquant’anni Flaccavento ha dato alla vita culturale e politica di Ragusa.

Anche Giorgio Chessari, presidente del Centro Studi “F. Rossitto”, ha formulato sentiti auguri inviando al preside Flaccavento un’affettuosa nota ricordando la sua instancabile “opera di formatore di tante generazioni di giovani che hai svolto come docente e dirigente scolastico e il tuo impegno per la valorizzazione dell’identità storica e del patrimonio dei beni culturali della Sicilia e del nostro territorio. Del tuo impegno come consigliere comunale e provinciale, amministratore e dirigente politico della Democrazia Cristiana e del Partito Popolare abbiamo apprezzato la tua dedizione alla tutela dell’interesse generale della nostra comunità. Ricordiamo tra l’altro il contributo che nella prima metà degli anni Settanta hai dato alla battaglia che si svolse nel Consiglio comunale della città per la destinazione a parco della collina Petrulli, sito di grande rilevanza archeologica per l’esistenza della necropoli greca arcaica del VI secolo a.C. In questa giornata di festa ti rinnoviamo la nostra affettuosa vicinanza ed esprimiamo le nostre felicitazioni a tua moglie Salvina e alle tue care figlie Gaudenzia, Maria e Francesca”.

 

Giuseppe Nativo

 

***

Al Prof. Giorgio Flaccavento 

 

Gli amici del Centro Studi Feliciano Rossitto ti inviano i più sentiti auguri per il tuo compleanno memori dello straordinario contributo che da oltre cinquant’anni dai alla vita culturale e politica della nostra terra. 

Abbiamo apprezzato l’opera di formatore di tante generazioni di giovani che hai svolto come docente e dirigente scolastico e il tuo impegno per la valorizzazione dell’identità storica e del patrimonio dei beni culturali della Sicilia e del nostro territorio. 

Del tuo impegno come consigliere comunale e provinciale, amministratore e dirigente politico della Democrazia Cristiana e del Partito Popolare abbiamo apprezzato la tua dedizione alla tutela dell’interesse generale della nostra comunità. Ricordiamo tra l’altro il contributo che nella prima metà degli anni settanta hai dato alla battaglia che si svolse nel Consiglio comunale della città per la destinazione a parco della collina Petrulli, sito di grande rilevanza archeologica per l’esistenza della necropoli greca arcaica del VI secolo a. C.

Di grande rilevanza è stato il tuo impegno pubblicistico e di storico. Tra le tante tue pubblicazioni di grande rilevanza sono stati i volumi “Uomini, campagne e chiese. Profilo storico di Ragusa dai siculi ai nostri giorni”; 

“Ragusa nel tempo”, opera realizzata con la collaborazione di Paolo Nifosì e Marco Rosario Nobile. 

Con questi libri hai ricordato il passato della nostra comunità e difeso l’identità culturale della nostra città; hai spronato i cittadini a “conservare il santuario della sua storia”, che sono certamente Ibla e il centro storico di Ragusa Superiore.

 

 

Con “Ragusa nel tempo”, hai contributo a rinnovare ulteriormente la conoscenza della storia della nostra città precisando che “oggi l’etimo più accettato del nome di Ragusa è quello di Rogos – granaio – legato all’assetto bizantino del territorio”. 

Con l’iniziativa di oggi, promossa da “Insieme in città” e dalla “Società per la mobilità alternativa”, hai confermato il tuo impegno con rinnovata energia a contribuire alla costruzione del futuro della nostra città. In questa giornata di festa ti rinnoviamo la nostra affettuosa vicinanza ed esprimiamo le nostre felicitazioni a tua moglie Salvina e alle tue care figlie Gaudenzia, Maria e Francesca.

 

 

 

Giorgio Chessari,  Presidente del Centro Studi Feliciano Rossitto

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Scicli, 15 gennaio 2017 – È morto Nino Miccichè, sindacalista tra i più noti e vivaci della scena politica sciclitana degli ultimi anni. Aveva 71 anni.

Il suo nome è legato alle tante lotte portate avanti con la Cgil locale e provinciale a vantaggio dei lavoratori. E nella lotta a difesa degli operai metteva tutta la sua passione politica e il suo carattere battagliero. L’ultima sua parte di vita l’ha vissuta ancora da segretario della SPI (il sindacato dei pensionati) alla Camera del lavoro di Scicli.

I funerali si svolgeranno lunedì 16 gennaio alle ore 14,30 presso la Chiesa del SS. Salvatore al quartiere Iungi.

Gli amici del Giornale di Scicli e di Ondaiblea porgono sentite condoglianze alle figlie Ornella e Lara.

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L'editore, i direttori, la redazione e tutti i collaboratori di Ondaiblea esprimono gioiosi auguri per un Santo Natale, in attesa di un felice e sereno 2017.

Nonostante nel Mondo ci sia il male, nonostante angosce e preoccupazioni per tanta violenza, vogliamo poter sperare in un'Umanità migliore, in un Mondo di fratellanza, solidarietà, pace, lavoro, amore e accoglienza, vogliamo poter continuare a sorridere, a scrivere, a servire la verità e i Lettori, come abbiamo fatto in questi 9 anni con voi, affezionati lettori di Ondaiblea.

Buon Natale! Felice 2017!

Merry Christmas! Joeux Noel! с Рождеством Христовым!

 

s. m.

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Ragusa, 19 dicembre 2016 – È morto oggi il poeta e giornalista Emanuele Schembari. Per noi di Ondaiblea un amico e collega, un maestro.

Lo ricordiamo con alcune foto che lo ritraggono nel suo (nostro) Centro Servizi Culturali, a Ragusa, con Pippo Di Noto, Giovanni Occhipinti e noi tutti...

s. m.

Ragusa: è morto il poeta Emanuele Schembari

Ragusa. Al Feliciano Rossitto omaggio agli 80 anni di Emanuele Schembari

Libri. I gatti e Emanuele Schembari: la simbiosi e la complicità

Tutti i gatti della vita di Emanuele Schembari

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Scicli, 17 settembre 2016 – È morto nell'ospedale Maggiore di Modica, dove era ricoverato da qualche giorno, l'ex procuratore ad honorem della Corte di Cassazione e poi presidente della Corte d'Assise di Roma, Severino Santiapichi.

A maggio aveva compiuto 90 anni e su Ondaiblea avevamo pubblicato un servizio (tratto anche da un'ampia pagina de Il Giornale di Scicli) sugli auguri di illustri personaggi e in particolare del Presidente della Repubblica Italia, Sergio Mattarella.

Santiapichi, sciclitano, magistrato e scrittore (tanti i suoi articoli su Il Giornale di Scicli, autore di alcuni libri di storia locale) è stato presidente della Corte d'assise nel processo agli esponenti delle Brigate rosse sul sequestro Moro, e nel processo all'attentatore di papa Giovanni Paolo II, Ali Agca.

Severino Santiapichi Viveva a Donnalucata, frazione di Scicli.

La salma del giudice Severino Santiapichi è stata allestiva a Palazzo Busacca (a Scicli, dove egli nacque nel 1926) dove rimarrà fino alle ore 20 di domani sera quando sarà trasferita presso il Santuario di Santa Maria la Nova. I funerali si terranno lunedì 19 settembre alle ore 11 nella chiesa di Santa Maria La Nova in Scicli.

Ondaiblea aveva ripubblicato una lunga e bella intervista a cura di Carmelo Riccotti La Rocca e Marco Iannizzotto: "Il racconto di un uomo non comune: l'omicidio Moro", la riproponiamo ai lettori in questo link.

Alla famiglia (alla moglie, ai figli Arianne e Xavier) le condoglianze di Ondaiblea. Molti di noi (chi scrive in particolare) l'hanno conosciuto e ne hanno apprezzato le grandi doti morali e la passione civile, e non lo dimenticheranno. Scicli oggi perde uno dei suoi figli migliori, senza retorica.

 

Salvo Micciché

   

Scicli, i 90 anni del giudice Santiapichi: auguri del Presidente della Repubblica attraverso il GdS

La morte di Santiapichi: cordoglio dell'on. Orazio Ragusa

«Cordoglio per un grande giudice, Severino Santiapichi»: la Sen. Padua

 

Ilaria Sacchettoni su Il Corriere della Sera

 

***

Lutto cittadino a Scicli

 

Dal Comune: «La Commissione Straordinaria del Comune di Scicli, a nome del Comune e della cittadinanza tutta, esprime profondo cordoglio per la morte del giudice Severino Santiapichi. 

Giurista, padre costituente in Somalia, Procuratore ad honorem della Corte di Cassazione, è stato giudice di grandi processi che hanno attraversato la storia del Paese, dal processo Moro all’attentato a Giovanni Paolo II.

Santiapichi è stato anche romanziere e prolifico autore di una amplissima pubblicistica in cui Scicli, la sua città natale, è stata al centro del suo amorevole racconto in “Romanzo di un paese”.

La Commissione, interpretando il sentimento di tristezza che pervade gli sciclitani, proclama lo stato di lutto cittadino per lunedì 19 settembre, giorno delle esequie». 

 

***

Così di lui scrive Wikipedia: 

«Severino Santiapichi (Scicli, 25 maggio 1926 – Modica, 17 settembre 2016) è stato un magistrato e scrittore italiano.

Procuratore ad honorem della Corte di Cassazione, è stato per oltre 50 anni in magistratura, avendo presieduto per 20 anni la Corte d’Assise di Roma dopo aver ricoperto per sette anni la carica di vice presidente della Corte Suprema in Somalia.

È divenuto noto al grande pubblico per aver guidato la Corte d’Assise nel primo processo, svolto nell’aula bunker del Foro Italico a Roma contro le Brigate Rosse, per l’omicidio il 9 maggio 1978 di Aldo Moro, sequestrato in via Fani a Roma dopo l’uccisione della sua scorta: processo conclusosi con 32 ergastoli.
Presiedette ancora negli anni novanta la Corte d’Assise nei cosiddetti processi “Moro quater” e “Moro quinquies”.

Santiapichi inoltre presiedette la Corte d’Assise chiamata a giudicare il tentato omicidio del 13 maggio 1981, perpetrato contro il papa Giovanni Paolo II dal terrorista turco Ali Ağca.

Dopo il pensionamento per raggiunti limiti d’età, ha alternato l’attività di docente a contratto nell’Università Kore di Enna a quella di scrittore. Ha dato alle stampe varie sue opere (tra cui Le ragioni degli altri, Milano, Sugarco, 1988; Romanzo di un paese, Milano, Rizzoli, 1995; Il serpente gioiello e la iena della Savana, Iuculano, 2007), nei quali ha spesso ricordato le sue esperienze di magistrato e di giudice.»

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Ragusa, 12 settembre 2016 – Questa notte, a Ragusa, è nato Enrico Giovanni Iannizzotto, figlio dell'Avv. Marco Iannizzotto, uno dei fondatori di Ondaiblea e collaboratore storico del giornale.

Felicissima la mamma Eleonora, felici i nonni e gli zii e soprattutto le cugine Giada e Desirée.

I direttori e la redazione, per festeggiare il lieto evento, hanno già riservato un posto d'onore ad Enrico, per quando sarà più grandicello, e brindano alla famiglia Iannizzotto!

 

s. m.

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