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Ragusa, 22 aprile 2015 – Presso la palestra Bellarmino di Ragusa si è tenuto sabato scorso l’Open Day di RugbyTot. Tanti i bimbi che hanno provato, e grande è stato l’entusiasmo sia dei piccoli giocatori che dei loro genitori.

“È stato per caso. Volevo adattare le esigenze di uno sport considerato duro come quello del rugby al mondo infantile.  Mi sono reso conto che esisteva una realtà che soddisfaceva appieno i miei desideri, così mi sono precipitato a Londra per carpirne i “segreti” e in poche settimane abbiamo trovato un accordo. In questo modo il primo programma di motricità con la palla ovale è arrivato anche in Italia”.  

Lo dice Francesco Lucca, responsabile nazionale di RugbyTots, presente all’open day tenutosi sabato scorso presso la palestra Bellarmino che ha visto il debutto a Ragusa di quest’attività guidata da Rossana Vindigni e che ha come protagonisti i bambini e la loro voglia di divertirsi, di giocare con spirito di squadra, all’insegna del valore che più contraddistingue lo sport dalla palla ovale: la lealtà. 

 

“Ho iniziato dalla mia città, Napoli, tre anni fa - prosegue Francesco -  dopo un anno di prova ho capito che avevo avuto lungimiranza nell’individuare questa carenza sportiva. Abbiamo fatto il bis con Parabiaco. Di seguito Bologna, Torino, Udine e via via tutte le altre. L’ultima arrivata è Ragusa, la più a sud di tutte dopo Napoli, per un totale di diciannove società. Le richieste sono tante, dunque sarà un numero destinato ad aumentare”.

Che lo sport apporti notevoli benefici a chi lo pratica è ormai risaputo, e proprio per questo sin dall'infanzia è importante invogliare i bambini a muoversi, cercando di seguire le loro inclinazioni e i loro desideri. Il rugby è uno sport che negli ultimi anni si sta diffondendo anche qui in Italia, ma forse quello che non tutti sanno è che anche i più piccoli possono praticarlo, come dimostrato nella giornata di prova che ha visto l’interesse di una quarantina di bambini accompagnati dai loro parenti che hanno potuto constatare come questo sport possa essere divertente e formativo. 

“Questo sport è una chiave di lettura del saper vivere insieme agli altri, che è un qualcosa di buono per il bambino e per la comunità perché praticandolo acquisisce, attraverso il gioco, i principi del rugby e crescendo potrà portare questi valori anche nella società. Che continui o non continui con il mini rugby è un aspetto secondario. Da appassionato mi farebbe piacere, ma non è questo lo scopo. Di fatto il programma è molto ben strutturato. RugbyTots è soprattutto una soluzione per la motricità. Considerate che ci sono bambini che non sanno nemmeno camminare perché stanno troppo davanti alla televisione o ad un computer o costretti in spazi angusti”. 

 

Un programma di motricità di base progettato utilizzando le molteplici competenze del rugby ma senza alcuna possibilità di contatto, in un ambiente divertente e piacevole. Trentasei lezioni in un anno.  Ideato e costruito per sviluppare le abilità di base e quelle specifiche: sviluppare l’equilibrio, conoscere il proprio corpo, riconoscere i propri movimenti in uno spazio dove ci sono altri corpi e coordinazione. 

 

“Da non sottovalutare che il bambino viene a giocare con il genitore - conclude Francesco - Noi incoraggiamo questo aspetto almeno per quanto riguarda la fascia da due a tre anni e da quattro a cinque anni. È una cosa molto bella vedere i genitori che giocano con il loro figli condividendo tempo e attenzione. I feedback che ci arrivano sono quelli di figli che invitano i genitori, anche durante la settimana, a giocare con loro. Lo ritengo estremamente positivo. Il successo di questa iniziativa sono i numeri. Abbiamo al nostro attivo 1.150 bambini.”

Il RugbyTots agisce su una spinta innata del bambino: quella di acchiappare una palla con le mani e correre, rotolandosi per terra non appena questo gli viene consentito. Perciò il rugby, in tutte le sue accezioni, ha a che fare con la libertà, vissuta, però, in un contesto di regole e rispetto, per i compagni e per gli avversari. Non ci resta che attendere tanti piccoli atleti che avranno l’opportunità di praticare uno sport di squadra che insegna il fair play e la correttezza.

 

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