Economia e Lavoro
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Danni ingenti alle coltivazioni orticole ed agrumicole sulla costa ionica della provincia di Siracusa. Confagricoltura chiede stato di calamità

 

Siracusa, 1 gennaio 2015 – Dopo un autunno siccitoso e temperature primaverili in questi ultimi tre giorni abbiamo registrato due grandinate e ieri notte una nevicata e forti venti che hanno seriamente compromesso le coltivazioni orticole ed agrumicole della del comprensorio agricolo costiero. 

Da Augusta fino a Portopalo di Capo Passero i venti hanno causato delle forti cascole di arance, campi di insalate, piante di patate e carciofi distrutti dalla grandine, il vento ed il peso della neve divelto serre e tunnel con coltivazioni pronte alla raccolta di pomodoro e peperoni, tunnel e serre scoperchiate danneggiando seriamente le colture si registrano su tutta la costa. Danni di questo genere richiedono azioni importanti da parte della Regione siciliana. 

Oltre agli ingenti danni alle strutture che le aziende agricole hanno subito, immediatamente registrabili, dobbiamo tener conto delle ripercussioni che si avranno sui livelli occupazionali che inevitabilmente, senza un intervento sostanziale della Regione,  si registreranno nei prossimi mesi.

«Chiediamo che la Regione si attivi per la dichiarazione dello stato di calamità –scrive Confagricoltura–, di adottare tutti quegli interventi straordinari possibili per il territorio interessato da questi eccezionali eventi climatici che ricordo interessano un comprensorio che occupa un quarto di tutti gli addetti in agricoltura della Sicilia e che rappresenta il 26% della PLV agricola dell’isola.

C’è sempre una maggiore consapevolezza che il clima è cambiato, abbiamo sempre meno piogge ma di grande intensità. La Sicilia, agricola ed urbana, ogni anno fa i conti con queste piogge. Gli agricoltori da tempo stanno sempre più adottando sistemi colturali a tutela del territorio ma quello che rimane di competenza demaniale è in totale abbandono privi delle più elementari opere di manutenzione. Il nuovo anno parte male e non vogliamo pensare cosa possa ancora accadere se con qualche pioggia invernale esondino i fiumi.

Gli italiani abbiamo versato all’Erario negli ultimi 20 anni quasi 850 miliardi di euro (una media di circa 42 miliardi l’anno) per la sicurezza dei fiumi e la salvaguardia del dissesto idrogeologico di questi solo lo 0.87% sono stati destinati allo scopo pari a 7,29 miliardi che in media significa circa 365 milioni l’anno. Se teniamo conto che l’Italia è grande 301 mila chilometri quadrati “dovremmo” spendere per la salvaguardia al dissesto idrogeologico. Noi contribuenti nelle miriadi di imposte finanziamo le opere di salvaguardia ambientale  quando paghiamo il carburante, l’energia elettrica o del gas/metano, il bollo dell’auto o l’assicurazione dell’auto». 

«La Sicilia ha una superficie complessiva di 25.708 km2 ed è prevalentemente collinare, anche se non mancano aree pianeggianti di alta produttività agricola. Secondo i dati ISTAT la pianura si estende per 3.640 km2, la collina per 15.780 km2 e la montagna per 6290 km2. I fiumi partono tutti dalle montagne.

Il territorio siracusano si sviluppa su 2.109 Kmq e la sua rete idrografica, con fragilità legate soprattutto alla sua totale assenza di manutenzione che sii articola in 315 km. lineari.

Facendo qualche esercizio matematico, con questo 0,87%, emerge che “dovremmo”, condizionale è d’obbligo, impegnare circa 1,21 euro e ventuno centesimi per kmq./anno allo scopo. Una notevole cifra».

 

Massimo Franco (Presidente Confagricoltura Siracusa)

 

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Danni

  • Serra abbattuta dal peso della neve – Portopalo di Capo Passero
  • Tunnel di peperoni alle porte di Siracusa
  • Tennel di pomodorino al Plemmirio ( Siracusa)
  • Carciofaia grandinata – Fontane bianche (Siracusa)
  • Serra di Cilegino scoperchiata ( Portopalo di Capo Passero)
  • Campo di lattuga grandinato - Siracusa

 

Lo scopo di un'opera onesta è semplice e chiaro: far pensare. Far pensare il lettore, lui malgrado

Paul Valéry