Cultura
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Modica, 30 maggio 2022 — Sarà dedicato alla poetessa Maria Galluzzo, docente di Lingua e Letteratura francese, originaria della Calabria ma residente a Scicli, il primo appuntamento di giugno del Caffè Letterario Quasimodo di Modica, che si terrà sabato 4 giugno, alle ore 17.30, al Palazzo della Cultura nell’ambito della 16ª stagione culturale 2021-2022.

Al centro dell’evento la presentazione del libro “Oltre il tempo negato”, Kimerik editrice, che vedrà l’intervento di Federico Guastella, poeta e saggista; seguirà poi una conversazione dell’autrice con Domenico Pisana, Presidente del Caffè letterario Quasimodo e prefatore della raccolta.

«Sono liriche, quelle di Maria  Galluzzo – dichiara Pisana – che nascono da emozioni e da una progressiva osservazione della realtà di un tempo  di solitudine e di crisi umana e sociale come quello della pandemia del 2020; si tratta di un’autrice dal verso breve, tenue, efficace e il cui  poetare è un “itinerario dell’anima” che trasfigura oggetti, cose e persone snodandosi, a volte, con un piglio ermetico, a volte diegetico e finalizzato ad interrogare la coscienza attraverso corrispondenze analogiche di forte impatto emotivo e aperte alla dimensione del sogno come luogo di rivisitazione e di rilancio dei valori essenziali dell’esistenza. L’autrice si lascia trasportare dagli afflati di un poeta che ama molto, Ungaretti, e che aleggia nella sua versificazione come attesta l’epigrafe della raccolta: ‘non possiamo che partire dal mistero, quel qualcosa che non possiamo capire o afferrare’».

La serata, che sarà coordinata Giuseppe Macauda, componente del Caffè Quasimodo, vedrà la lettura di poesie del volume a cura di Assunta Adamo Attrice della Compagnia “Piccolo Teatro” di Modica e sarà animata da intermezzi musicali del “Trio band”, composto da Rosario Giurdanella alla chitarra, Nino Colombo al basso e  Grazia Colombo alla tastiera.

 

Salvo Micciché (Caffè Letterario Quasimodo)

 

 

Lo scopo di un'opera onesta è semplice e chiaro: far pensare. Far pensare il lettore, lui malgrado

Paul Valéry

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