Ragusa e dintorni
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Chiaramonte Gulfi, 12 agosto 2014 – È piaciuta la “Sagra dei sapori chiaramontani” promossa dall’associazione Villaggio Gulfi con il sostegno dell’Amministrazione comunale. 

2100 ticket staccati, oltre 4500 le presenze. 

Un incremento stimato in oltre il trenta per cento rispetto allo scorso anno. 

Gli alimenti sono stati presto esauriti, e sono fiiniti i 170 chili di salsiccia, così come le cinquanta casse di peperoni e i centottanta litri di vino. 

Ultimati pure i 1000 pani caserecci e le trentacinque forme di caciocavallo Dop. Ça va sans dire su uva e frittelle…

 

La “Sagra dei sapori chiaramontani” è entrata ormai a fare parte delle iniziative tipiche del cartellone estivo di questo lembo provinciale, ed è in grado di mobilitare un intero quartiere, quello che sorge alle pendici del centro montano ibleo, si avrà chiara la percezione di quanta strada in avanti sia stata compiuta in questi ultimi anni con una seria pianificazione e programmazione da parte dei componenti dell’associazione “Villaggio Gulfi”. 

Tra i presenti anche il sindaco Vito Fornaro, con alcuni componenti della Giunta municipale. “Siamo noi stessi i primi a stupirci – dicono i componenti dell’associazione – per numeri che confermano l’ulteriore crescita. 

Mai, neppure nelle nostre più rosee previsioni, potevamo immaginare un simile afflusso di gente. Siamo ovviamente gratificati ma anche responsabilizzati a fare sempre meglio e sempre di più. Riteniamo che questa edizione della Sagra continui a migliorare quanto di buono avevamo fatto già lo scorso anno. Quella che abbiamo imboccato è la strada ideale. 

Per il prossimo futuro, cercheremo di impegnarci per una migliore riuscita, anche se sappiamo che, considerati i numeri di quest’anno, sarà tutta in salita. Intanto, però, ringraziamo quanti ci sono stati vicino, dimostrando di avere a cuore soprattutto la qualità dei sapori chiaramontani, un aspetto su cui non derogheremo mai in alcuna circostanza”. 

 

Al termine, musica e balli di gruppo sino alle ore piccole.

 

 

 

Lo scopo di un'opera onesta è semplice e chiaro: far pensare. Far pensare il lettore, lui malgrado

Paul Valéry