Sapere

  • Argomento: Riviste

Modica, 17 giugno 2020 — Ieri sera, presso il salone della parrocchia della Madonna delle Grazie di Modica, si è tenuta l'assemblea dei soci rifondatori dell'Associazione Culturale Editoriale "Dialogo".
Il fine è quello presente di onorare al meglio la memoria di Piero Vernuccio, recentemente scomparso, che di questa Associazione è stato una colonna portante per oltre 40 anni e, per il futuro, quello di continuare a dare alla collettività un'offerta culturale di alto livello e, attraverso lo storico mensile "Dialogo" un'informazione quanto più possibile completa e libera.

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  • Argomento: Storia, Bizantini

Intervista a Susanna Valpreda, autrice di “Sikelia 2” in libreria nelle prossime settimane 

 

Ragusa, 6 giugno 2020 — A giugno del 2010 si concludeva un ciclo di scavi archeologici, iniziati nel biennio precedente, da un team canadese, avente come oggetto principale lo studio di un interessante insediamento tardoromano e bizantino nella zona archeologica di Caucana, ad est di Punta Secca, piccolo borgo marinaro in territorio di Santa Croce Camerina. In questo meraviglioso lembo sud-orientale della Sicilia il turista (e non solo) è attratto dalle vicende del commissario Montalbano e, ancor più, ammaliato dal profumo del mare, abbagliato dal colore della sabbia che racchiude, in ogni granello, tasselli di vicende umane pervase e percorse dalla storia e dal tempo. Si tratta di una località molto nota agli archeologi e oggetto di analisi da parte di Paolo Orsi agli inizi del secolo scorso. A cavallo fra gli anni ‘60 e ’70, durante i primi lavori di costruzione di case di villeggiatura, emersero antichi reperti che attirarono l’attenzione della Soprintendenza di Siracusa.

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  • Argomento: Storia dell'Arte

Sul periodico Il Giornale di Scicli (n. 4 del 3 maggio 2020) il prof. Paolo Nifosì ha pubblicato un importante articolo sull’Adorazione dei Magi conservata presso la Galleria Bellomo di Siracusa e in particolare sul suo committente, Giovanni La Piana (o De Planis), un personaggio dal profilo storico interessante… Ora l'Archivio Storico Ibleo (la rivista della Società Ragusana di Storia Patria) ripubblica l'articolo del GdS e, su gentile concessione dell'autore, lo riproduciamo qui a beneficio dei lettori di Ondaiblea

 

L’anno scorso sono stato invitato dal dott. Lorenzo Guzzardi, allora direttore del Museo Bellomo di Siracusa, a presentare il volume di Salvo Micciché e di Stefania Fornaro Scicli, Storia, cultura e religione (secc. V-XVI) pre i tipi di Carocci Editore e contestualmente a parlare della tavola dell’ Adorazione dei Magi, conservata presso il suddetto museo, proveniente da Scicli, arrivata “ nelle collezioni del Regio Museo Archeologico di Siracusa nel 1887, da dove passò nel 1940 nelle collezioni del Museo di Palazzo Bellomo”, attribuita a Bernardino Niger da Francesca Campagna Cicala[1].

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  • Argomento: Storia

Articolo di Angelo Schembari su Archivio Storico Ibleo

 

Anche nell’area iblea si fecero sentire, a inizio Ottocento, le trasformazioni politiche, economiche e sociali alle quali la Rivoluzione francese aveva dato avvio.

L’abolizione della feudalità costituì un avvenimento epocale che di fatto determinò la fine della Contea di Modica alla quale Monterosso era appartenuto.

La monarchia borbonica ridisegnò l’assetto amministrativo dell’isola, dividendola in distretti tra cui quello ibleo ricadente sotto la giurisdizione dell’Intendenza di Siracusa.

L’articolazione dello Stato si snodò dai Ministeri attraverso le Intendenze, le Sottointendenze e i Decurionati nei Comuni.

Nel nuovo assetto amministrativo grande importanza ebbero gli Intendenti, alti funzionari che facevano da raccordo tra lo Stato centrale e la periferia coadiuvati da un consiglio di Intendenza nominato su base territoriale. 

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Piero Guccione, Cesare Zipelli e Saro Distefano

Ragusa, 14 settembre 2004. Saro Distefano rievoca un piacevole incontro con Piero Guccione a casa di Cesare Zipelli. Due amanti dell'arte e del bello, artisti e promotori culturali iblei

 

Ragusa, 20 maggio 2020 – Ho atteso che fossero trascorse almeno un paio di settimane dal 5 maggio. Quella è notoriamente la data di nascita di Pietro – detto Piero – Guccione, pittore.

Dal 5 maggio, infatti, su tutti i social (ma anche su importanti e qualificate testate giornalistiche) è stato un lunghissimo elenco di auguri in memoriam del grande artista che, morto nell’ottobre di due anni fa, il 5 maggio avrebbe compiuto 85 anni (non so nulla di numerologia, ma certo è singolare che il maestro sciclitano sia nato in data 050535 e il suo migliore amico e grande pittore anch’egli, Franco Sarnari, sia nato in data 030333. Chissà se ne hanno mai parlato tra di loro).

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  • Argomento: Storia

Riproduciamo un interessante articolo del Prof. Giancarlo Poidomani (Università di Catania) pubblicato da Archivio Storico Ibleo (Rivista della Società Ragusana di Storia Patria) a proposito dei moti rivoluzionari del 1860 a Modica

 

Il 19 maggio 1860 il modicano Giovanni Ciaceri, in una lettera indirizzata all’amico sacerdote Giovanni Assenza, scrive:

«Viva Vittorio Emanuele e fratelli Italiani

Questo è il motto del giorno (…) Giovedì dopo pranzo la bandiera tricolore girò per tutto il paese accompagnata dalla banda musicale e da oltre dodicimila persone che era una festa a vedere. Giovedì sera e venerdì mattina scoraggiamento generale, i compromessi spaventati perché, venuto freddo il sangue, si rifletteva che si era dato questo gran passo sopra punti d’appoggio mal sicuri, e non si sapeva cosa risolvere in tanto frangente. Ieri a mezzogiorno (venerdì) giunse un telegramma da Malta; scriveva Don Matteo Raele in questi sensi: Bravo, fratelli! Evviva! A Palermo fino al giorno quindici insurrezione un reggimento ha gridato: viva Vittorio Emanuele. Garibaldi con diecimila uomini è ad Alcamo, tutti corrono ivi, fra poco entrerà in Palermo. Si sta attivando la linea di Marsala dirigetevi per tutto con Garibaldi. Dietro questo avviso i nostri hanno pigliato nuovo coraggio, si son riuniti rappattumando alcuni partiti e questa mattina (sabato) si faranno i comitati. La polizia cessò. I compagni d’armi e gli sbirri furono disarmati, il sottointendente partì (…) Modica insorge ad imitazione di Noto e dopo l’esempio di Modica insorsero Scicli, Spaccaforno, Ragusa; Vittoria; Comiso, Chiaramonte ecc… non che Caltagirone, Castrogiovanni e Caltanissetta ecc…»[1].

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Lo scopo di un'opera onesta è semplice e chiaro: far pensare. Far pensare il lettore, lui malgrado

Paul Valéry

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